domenica, Ottobre 25

L’ Italia e l’ipocrisia al governo  Sono sempre gli altri quelli che sbagliano ... sì è vero, anche a noi capita ‘ma lo fanno tutti’ 

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Ha ragione il mio amico, io ho qualche amico bravo e me ne vanto … magari un po’ di bravura si riflette pure su di me, ha ragione, dico, il mio amico Della Pergola, questo è un paese di ipocriti. Anzi, aggiungo, questo è un paese in cui l’ipocrisia governa quotidianamente le nostre azioni. Senza, saremmo perduti, rischieremmo di apparire seri.

Tutti, ma proprio tutti, ma proprio tutti tutti (trovatemene uno che non lo faccia) tutti ci lamentiamo delle tasse: troppe e troppo alte. E tutti, proprio tutti, ci lamentiamo dei condoni e magari, tutti (beh, quasi tutti) ci lamentiamo dei trucchetti con cui, facendo finta di parlare d’altro, si fanno appunto trucchetti. Ne accennavo l’altro giorno: nel ‘Decreto Genova’, nel decreto destinato ad affrontare e risolvere una cosa di una gravità spaventosa, devastante e che avrebbe richiesto azioni rapide, immediate, decise e decisive, precise ed esaustive, dopo quasi sessanta giorni (60 giorni!) di chiacchiere, affermazioni, promesse, ripensamenti, ponti con ristoranti e quant’altro, viene fuori un testo, scritto col cuore ma da correggere e migliorare in Parlamento tanto per perdere un altro po’ di tempo, in cui si parla  … di Ischia e delle campagne italiane. Il solito condono delle case abusive costruite in luoghi pericolosi, distrutte (ovviamente) dal terremoto o dalla alluvione (tanto qualcosa succede sempre) e condonate con un tocco del ‘principe’, che oggi casualmente si chiama Giggino, ma altre volte si chiamava Pincopallino, ecc. Le nostre campagne sono inquinate da tutto e il contrario di tutto, mangiamo pomodori e peperoni coltivati sui rifiuti tossici e sui morti ammazzati dalla mafia, e dunque … vabbè sversate un altro po’, che è meglio così.

Ci lamentiamo continuamente del fisco che ci chiede troppo, degli evasori che evadono:  ‘l’hai visto quello?, eh fa lavorare gli operai in nero, ha la macchina intestata al padre paralitico e ospitato in un ospizio … ‘, ‘eh siamo in Italia, qui è tutto così’, diciamo, mentre beviamo un caffè del quale non compare ricevuta, e chiediamo al medico di farci lo sconto in cambio della mancata ricevuta (quando non ce lo chiede, o meglio lo fa, direttamente lui) o per rifare il bagno paghiamo l’operaio in nero. Sono sempre gli altri quelli che sbagliano … sì è vero, anche a noi capita ‘ma lo fanno tutti’. 

E poi ci sono i puristi, i santi, gli adamantini: mai non pagare le tasse … ve li ricordate i grillini che mettono le ricevute online?, e per garantircelo meglio facciamo … un bel condono. Poi, al momento di approvarlo, il condono, ci si assenta polemicamente dal Consiglio dei Ministri non perché il condono non deve esserci, ma perché deve essere più basso o più alto! Però, poi (poi, sempre poi, sempre domani) ‘manette agli evasori’. Non solo, ma accertamenti selvaggi, però … via Equitalia (cattiva, pretende che gli evasori paghino ciò che è dovuto e accertato non da loro) anzi via anche l’Agenzia delle entrate. E continuiamo allegramente a viaggiare al ritmo di 120 miliardi di euro di tasse evase all’anno. Però, in conferenza stampa, ci si vanta di avere recuperati venti miliardi … su centoventi! Eppure, basterebbe stabilire (magari per qualche anno, a titolo dimostrativo) che tutte le spese sono detraibili con percentuali diverse o quel che si vuole, ma tutte … e allora vedreste come chiederemmo la ricevuta al bar per il caffè.

C’è un bel gasdotto, che parte dall’Azerbaijan (insomma in capo al mondo!) per portarci il gas fino a casa. Da qualche parte deve sbarcare, mica ce lo possono spruzzare dall’Albania fino a casa no? I depositi li abbiamo già bocciati. Partecipiamo alle spese, al progetto, ecc., ecc. Ma arriva Giggino e dice no, non si fa, non si deve fare, perché? Perché lui è contrario alle ‘grandi opere’. Ma poi, dai, sono state decise da altri, tu in fondo non c’entri nulla. Eh no … ci sono le elezioni e allora si va in Puglia a dire che dovranno passare sul suo cadavere prima di farlo. Ma intanto, in Albania sono arrivati, i contratti ci sono, il gas ci serve e allora: ‘beh che volete, non potevamo impedirlo, hanno ripreso a lavorare senza nemmeno dircelo … ‘. E il gasdotto si rifà, e così si prendono prima i voti dei contrari e poi quelli dei favorevoli: questa è politica ragazzi. E scommettiamo che per la TAV alla fine sarà lo stesso?

E poi: ai bambini stranieri (leggi: migranti magari negri, tanto per chiarire) non viene data la mensa a scuola (e ora nemmeno i libri) se non dimostrano di non avere proprietà a casa loro … dove magari non esiste nemmeno il catasto!  Polemica, discussione, raccolta di fondi a favore di quei bambini e pure con grande successo (ad essere cinico direi: tanto non sono sotto casa nostra) … poi ci si fanno i conti. Eh, diamine, qui sono bambini, il nostro è un paese di mamme carnali al massimo (a Napoli, le mamme chiamano i figli, magari cinquantenni, ‘carnalitone mio’) qua perdiamo più voti di quanti ne guadagnamo e allora: mai dare nulla, la legge è legge, tuona adamantino Salvini, però … una bella autocertificazione? Ma sì, dai, la facciamo fare alle mamme che non vaccinano i figli, vogliamo negarla a quattro negretti, che poi ti piantano un casino (loro parlano così tra di loro, Casalino docet) lascia perdere, intanto abbiamo mostrato che ‘ce l’abbiamo duro’!

Da anni e anni, per accordi, cosiddetti frontalieri, i nostri vicini ci rimandano indietro i migranti (per lo più ipocritamente non registrati da noi!) che se ne fuggono da loro, tanto più che le frontiere sono aperte e la cosa è più facile, e noi lo sappiamo benissimo; solo che da noi non ne vengono, perché i più dell’Italia non vogliono saperne. Naturalmente come dovrebbero mai rimandarceli, in treno pullman? No, li fermano, e ce li riportano. Certo, dovrebbero avvertirci, dirci chi sono, prendere un appuntamento. Eh figuriamoci, con noi ste cose non funzionano tra disorganizzazione e ipocrisie varie, hai voglia prima di fare una cosa del genere. Dalla Germania, che è più lontana fanno lo stesso, ma quelli sono gente dura e ce li rimandano in aereo, con poliziotti al seguito, che arrivano a Roma (o non so dove) li consegnano ai nostri poliziotti (ve li potete immaginare, scocciati, sbuffanti … ) e se ne vanno. Dalla Francia, dalla Svizzera ecc., è più semplice: li mettono su un furgone della polizia (mica noleggiano una limousine) e ce li scaraventano al di là della frontiera, senza nemmeno più avvertirci.

Sbagliano a fare così, sono sprezzanti, offensivi? Forse, ma allora facciamo vedere che siano uno stato serio e troviamo una soluzione seria. Ma no, dai, tanto nessuno se ne accorge, lascia perdere … finché, però, qualcuno se ne accorge, o i poliziotti stranieri (francesi ad esempio … si sa come sono i francesi) esagerano e addirittura li portano in manette in un edificio pubblico italiano, ecc.  e si fa scandalo. Oh dio, che fanno, ora basta, sbraita Salvini stracciandosi la felpa nuova!

Bene e che facciamo? Dichiariamo guerra alla Francia e alla Svizzera o alla Slovenia? Mettiamo guardie alla frontiera e al primo poliziotto straniero che entra lo arrestiamo (è nel nostro diritto sacrosanto, lo sa sig. Salvini?) o li fermiamo e facciamo mille storie prima di prenderceli … perché prenderceli dobbiamo, sia chiaro.

Ma no via. Un bell’articolo su un giornale, il Viminale che riunisce una task force (in inglese suona sempre meglio) il Ministro fa una bellicosa dichiarazione … e tutto è come prima e più di prima. Ipocrisia. Fico fa una bella dichiarazione: ‘tutti i bambini devono mangiare’, hai visto mai! E la nostra anima è salva.

Conte (chi?) riunisce i parlamentari alberghieri a consulto o forse a cena o a merenda, non so e anche la sua anima è salva. Salvini, sempre più rumoroso degli altri, ordina a Moavero di ‘chiedere spiegazioni alla Francia’ e con la felpa ancora strappata (secondo me è sempre la stessa, se la porta da casa) dichiara pugnace: «Siamo pronti a difendere l’onore e la dignità del nostro paese in ogni sede e a tutti i livelli. Pretendiamo chiarezza, soprattutto da chi ci fa la predica ogni giorno, e non guarderemo in faccia a nessuno!». Mamma mia, ve lo immaginate Macron, correre terrorizzato dalla moglie a piagnucolare ‘quello non mi guarda in faccia’! Salvini, scusi! che ci manda a fare quel tipo gentile e bene educato di Moavero a fare la sceneggiata con Macron, tanto peggio di così … prendi tu l’iniziativa e ai prossimi poliziotti che si presentano sparagli addosso o arrestali e, vediamo che succede. Ma intanto anche la tua anima e i tuoi voti sono salvi. Ipocriti.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.