mercoledì, Luglio 24

L’ Isis è ancora vivo: perché? Dopo mesi di silenzio, tornano ad arrivare notizie dall’Isis: prima il rapimento e l’uccisione di prigionieri drusi e poi la voce del califfo al Baghdadi, creduto ormai morto. Che cosa è successo?

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La notizia è che l’Isis ha iniziato a uccidere i prigionieri di etnia drusa che aveva fatto prigionieri nel mese di luglio. Questo a pochi giorni dall’uscita di un nuovo audio che contiene la voce di un uomo che, secondo alcuni analisti, potrebbe appartenere al califfo al-Baghdadi, che si credeva morto. Non importa se la concomitanza dei due eventi sia casuale o meno: quel che conta è che, dopo un periodo di silenzio, l’Isis sembra aver alzato di nuovo la voce, quasi a voler ricordare che la loro sconfitta, a più riprese data come imminente dagli analisti, è ancora lontana dal dirsi compiuta.

L’audio del presunto califfo, della durata di 52 minuti, dà un nuovo punto di vista sulla guerra al terrore. Secondo lo pseudo al-Baghdadi, infatti, lo scontro fisico non è più il termometro del successo contro l’Occidente, ma il piano d’attacco va spostato sul fronte ‘diplomatico’: l’attività dei terroristi dello Stato Islamico deve, cioè, essere volta a corrodere i rapporti, già tesi, fra gli alleati occidentali, indebolendone le strutture, dividendole in più fronti fra loro contrapposti e, in questo modo, inserendosi fra gli spazi interstiziali e lì, prosperare e continuare la propria guerra santa.

A questo, si aggiunge una nuova offensiva contro una popolazione di infedeli: i drusi. Come gli yazidi prima di loro, l’Isis ha iniziato a colpire membri appartenenti a una minoranza etnica e religiosa, che, pur essendo di dimensioni non numericamente rilevanti, hanno dimostrato, nel tempo, di poter costituire una spina nel fianco sul terreno di guerra: così come gli yazidi, anche i drusi si sono armati e hanno combattuto.

Tuttavia, come mai l’Isis, che sembrava ormai prossimo a essere sconfitto, sembra essersi risollevato, alzando la voce, quasi a voler dimostrare di essere più vivo che mai? Lo abbiamo chiesto a Massimo Campanini, fra i massimi esperti di storia e cultura islamica in Italia.

 

A che cosa è dovuta questa recrudescenza dell’Isis?

Sono convinto che l’Isis sia una costruzione surrettizia. Mentre al Qaeda è stato un fenomeno di lotta armata, di violenza eversiva, con un suo percorso storico e una sua evoluzione ideologica, l’Isis ha delle origini tuttora molto oscure. Non è chiaro chi l’ha costruito, chi l’ha finanziato. Chi ha dato all’Isis soldi e armi? Sappiamo che dietro al Qaeda c’erano i finanziamenti di Bin Laden, un miliardario. Ma dietro l’Isis? Dove ha trovato soldi e armi al Baghdadi, che usciva dalle carceri irachene? Penso che questa recrudescenza sia stata voluta da quanti hanno creato l’Isis qualche anno fa, rimettendo in ballo soldi, uomini, tecnologia  e know-how per risollevare una organizzazione che non ha mai avuto appoggio popolare, a differenza di al Qaeda, che, per lo meno agli inizi, ha goduto di un sostegno di parte della popolazione mediorientale. L’Isis non è mai stato appoggiato da nessuno in Medio Oriente (oltre ai foreign fighters che, non a caso, venivano da fuori). È stato un fenomeno talmente violento, sanguinario, che non poteva avere appoggio popolare: non l’aveva prima e non l’ha oggi. Un’organizzazione del genere non può nascere così, senza avere il sostegno di qualcuno o qualcosa che la fa nascere, morire e risorgere. La recrudescenza è, a mio parere, guidata dall’esterno, come accadde ai tempi della sua nascita, nel 2013-14. Non saprei dire chi muove le fila di questo teatro dell’orrore: non ho le prove e non sarebbe corretto da un punto di vista scientifico. La mia impressione è che questa rinascita dell’Isis sia alimentata da qualche sistema, da qualche organizzazione a cui la loro esistenza fa comodo, in qualche modo. È tutto molto oscuro: come mai al Baghdadi era dato per morto e ora ricompare? E Raqqa non era presa? Se fossero menzogne prodotte ad arte, i responsabili sarebbero la Russia e gli Stati Uniti, che hanno creato, distrutto e rigenerato l’Isis; al contrario, potrebbe essere un’altra oscura organizzazione.

A quale scopo potrebbe essere risorto?

Ci sono aspetti estremamente inquietanti, al di là della violenza espressa a livelli che al Qaeda non ha mai raggiunto. Credo sia importante non semplificare un fenomeno del genere: si farebbe il gioco di coloro che ha costruito e che muove l’Isis. Ha sempre lavorato su internet, rendendosi sempre sfuggenti: non ci sono archivi, riferimenti, appoggi. È un oggetto strano, inquietante, senza spiegazione logica, a differenza di al Qaeda. Ho l’impressione che questo risorgere dell’Isis sia l’anticamera di una nuova stagione di attentati in Europa: è inquietante perché mi sembra guidata, senza uno sviluppo logico consecutivo chiaro.

Come si inserisce il cambio di rotta annunciato da al Baghdadi in quest’ottica?

Il cambio di rotta annunciato da al Baghdadi è anche un qualcosa di poco chiaro. Continuo a ribadire le mie perplessità circa i modi in cui l’Isis è nata, morta e risorta. Sono convinto che sia un fenomeno costruito da qualcuno che ha interesse a una destabilizzazione del Medio Oriente, che vuol dire del mondo intero. Come mai si è riusciti ad arrivare un accordo in Corea, ma in Medio Oriente non si giunge mai a un punto. Essendo l’Isis una realtà estremamente sfuggente, mi lascia molto perplesso.

Per quali ragioni, quindi, l’Isis colpisce minoranze religiose come i drusi o gli yazidi?

Questo fantomatico Isis si proclama islamico e rigorosamente sunnita: qualsiasi espressione diversa da questa lettura della religione è pertanto vista come eretica. Quella yazida e drusa sono poi da considerare nuove religioni, non perché sorte da poco tempo, ma perché si sono allontanate dall’islam da non essere più considerata parte di quella famiglia, nemmeno da quella sciita, da cui, in effetti, derivavano. I drusi derivano dai fatimidi, dalla divinizzazione del califfo Fatim al-Hakim, morto nel 1021, prendendo poi una loro strada. Gli Yazidi derivano dall’estremizzazione del culto di Ali, divinizzato, con elementi magici. Essendo delle nuove religioni che, molti secoli fa, erano sciite, possono essere prese dai miliziani pseudo musulmani dell’Isis come eretici. La giustificazione ideologica può essere quella. Ma non c’è nessun ‘perché’ evidente ed è un altro dei motivi per cui mi sfugge la logica dell’Isis e mi porta a dire che l’Isis sia un fenomeno misterioso. Non si capisce la strategia dell’Isis se la si vuole giusfiticare in senso islamico. Quando si ripete che l’Isis sia la derivazione di al Qaeda è sbagliato: non c’entrano niente l’uno con l’altro, anche dal punto di vista ideologico. Sono pochi, numericamente parlando, e abitano zone non strategiche: francamente mi è incomprensibile capire la logica dietro tutto ciò. Non c’è motivo per uccidere drusi e yazidi, se non logiche che stanno dietro e che non sono a noi comprensibili. Non c’è nulla, se non la logica del terrore, ma nessuno uccide mai gratuitamente.

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