giovedì, Novembre 14

Kurz pronto a ‘bloccare’ il Brennero. E l’Italia non ci sta Greenpeace, drone contro centrale nucleare in Francia. Turchia, attacchi al Pkk

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«Come presidenza austriaca ci siamo proposti tre obiettivi: il primo è la sicurezza e la lotta contro l’immigrazione illegale, il secondo è preservare il nostro benessere in Europa ed il terzo è l’attività nel nostro vicinato». Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz alla plenaria a Strasburgo ha presentato così i tre punti principali della presidenza austriaca. In particolare nel mirino è finita la protezione dei confini esterni. Con l’Austria che minaccia di poter ‘chiudere’ la libera circolazione al Brennero.

«Su cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane non posso anticiparlo», ha poi detto il cancelliere austriaco, «dipende da cosa accade in Germania: se Berlino introduce misure nazionali, ciò avrebbe un effetto a catena e potrebbe voler dire che anche l’Austria dovrebbe reagire. A lungo termine, la nostra ambizione è avere un’Europa senza frontiere interne, e ciò sarà possibile nel medio e lungo periodo, mentre a breve termine dipende da quello che farà la Germania».

Parlando poi dell’Italia Kurz ha detto: «Abbiamo solide relazioni e noi rispettiamo la decisione delle quote in tutti i Paesi membri ed in qualità di cancelliere ho sempre cercato di avere dei buoni contatti con tutti i paesi vicini, ma anche con tutti altri partner dell’Ue. Ma naturalmente in qualità di presidente di turno del semestre europeo è necessario cooperare con tutti i governi ed i capi di stato e di governo dell’Ue». Mentre il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha affermato: «Il Consiglio europeo ha affermato che l’immigrazione è una questione europea e serve uno sforzo condiviso. Se questo è lo spirito, dovremmo entrare in una fase di cooperazione. Ma la decisione austriaca di chiudere il Brennero sarebbe contro questo spirito e allora chi la mettesse in atto se ne dovrebbe assumere le responsabilità».

E proprio sull’accordo Cdu-Csu in Germania, che riguarda i migranti,  il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha detto: «Non abbiamo ancora studiato nel dettaglio la proposta tra la Cdu e la Csu e lo abbiamo chiesto al servizio legale della Commissione, ma a prima vista penso che sia conforme al diritto comunitario ma quello che comporta per gli altri non è visibile o prevedibile adesso. Dopo la conferenza stampa in una riunione del Collegio prenderemo una posizione».

In Turchia, nuovi raid dell’aviazione turca contro obiettivi del Pkk curdo nel sud-est del Paese e in Iraq: secondo le forze armate di Ankara i bombardamenti hanno preso di mira la provincia sudorientale di Sirnak, nei pressi del confine, e le regioni di Zap e Avasin-Basyan in nord Iraq.

In Medioriente, l’Olp, l’ufficio del presidente palestinese Abu Mazen e quello del premier Rami Hamdallah hanno definito un «crimine di guerra commesso sotto gli occhi nell’intera comunità internazionale» il prossimo abbattimento, secondo una decisione della Corte Suprema israeliana, delle strutture della comunità beduina di Khan Al Amar in Cisgiordania. «Nessuno è ancora disposto a intervenire per fermare l’occupazione israeliana e proteggere il popolo palestinese imponendo sanzioni contro Israele e la sua coloniale impresa degli insediamenti». Intanto lo Shin Bet (sicurezza interna) teme che l’Iran possa compiere attacchi contro personalità di rilievo israeliane in visita all’estero.

Passiamo alla Francia, dove Greenpeace ha pilotato un drone sull’impianto nucleare di Bugey, nel sud-est, non lontano dal confine con la Svizzera e l’Italia, facendolo poi schiantare volontariamente contro un muro della vasca di stoccaggio del combustibile usato. Il tutto per denunciare l’assenza di sicurezza delle centrali nucleari.

In Grecia, il leader del partito dei Greci Indipendenti (Anel), Panos Kammenos ha definito ‘cattivo’ l’accordo, sostenendo che esso può essere approvato solo attraverso un referendum o, in alternativa, sottoposto ai cittadini tramite elezioni. «Non consentiremo che l’accordo vada avanti senza l’approvazione del popolo greco», ha detto Kammenos, che così sembra poter mettere in crisi il governo greco.

E’ stato arrestato in Malesia, nell’ambito di un’indagine su uno scandalo di corruzione, l’ex primo ministro Najib Razak. Lo hanno reso noto gli investigatori di una task force governativa che indagano su presunti furti e riciclaggio di denaro in un fondo di investimento statale.

Chiudiamo con la Tunisia, dove Souad Abderrahim, capolista del partito islamico Ennhadha, è da oggi il nuovo sindaco della città di Tunisi. Si tratta della prima volta nella storia che una donna guida il comune più importante del Paese.

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