domenica, Novembre 29

Kurdistan: le dimissioni di Barzani, che va all’attacco 'Dopo il 1 novembre non eserciterò più le mie funzioni e chiedo che il mio mandato non sia prolungato'

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Il Presidente del Kurdistan iracheno, Massud Barzani, ha annunciato ieri che non eserciterà più il suo ruolo a partire dal 1 novembre. In una lettera indirizzata al Parlamento della regione autonoma dell’Iraq, Barzani scrive che «dopo il 1 novembre non eserciterò più le mie funzioni e chiedo che il mio mandato non sia prolungato: cambiare la legge sulla presidenza del Kurdistan o prolungare un mandato presidenziale non e’ accettabile».
Barzani, promotore del recente referendum sull’indipendenza del Kurdistan, ha concluso dicendo che continuerà «a essere un peshmerga nelle fila del popolo curdo che difenderà sempre le vittorie ottenute dai curdi».
Il Parlamento curdo aveva recentemente congelato le prerogative del Presidente, dopo il referendum che ha provocato una crisi senza precedenti tra Erbil e Baghdad. Immediatamente dopo il referendum, il governo centrale iracheno, infatti, aveva inviato le sue truppe per riprendere il controllo di tutte le zone situate fuori dalla regione autonoma, sulle quali i combattenti curdi avevano preso il controllo dopo il 2003. Ma, oltre a questo, Baghdad è riuscita a prendere il controllo del petrolio di Kirkuk, che rappresenta quasi la metà delle entrate del Kurdistan iracheno già fortemente indebitato.
Questo fallimento è stato imputato da molti allo stesso Barzani, che ha creduto di poter imporre un’indipendenza non voluta dai vicini e dalla comunità internazionale, con l’eccezione d’Israele. Ma Barzani ha denunciato un «alto tradimento nazionale il 16 ottobre», facendo rifermento ai leader dell’Upk, i leader della rivale Unione patriottica del Kurdistani, i cui combattenti si sono ritirati, il 16 ottobre, senza combattere a Kirkuk sulla base di un accordo con Baghdad. Barzani ha inoltre accusato Baghdad di avere «un piano già pronto (per riprendere le zone contese)» e di aver utilizzato il referendum «come un pretesto».

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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