lunedì, Ottobre 26

Kenya: il business italiano guarda dritto al voto

0

Domani in Kenya si terranno le elezioni che eleggeranno il nuovo Presidente. Manca ormai pochissimo e si intensificano le preoccupazioni su un’eventuale escalation di violenza. Prima il sequestro e poi l’uccisione di un funzionario elettorale insieme alla espulsione di due consulenti stranieri non hanno fatto altro che aggiungere altra benzina al fuoco già acceso. Secondo le ultime indiscrezioni, né il Presidente uscente, Uhuru Kenyatta, da 4 anni al potere e comunque favorito, né il suo sfidante, Raila Odinga, riuscirebbero a raggiungere il 50% del quorum necessario per governare in tranquillità. Grande l’attenzione dei media e dei garanti esteri per la trasparenza elettorale.

Anche la grande comunità di italiani nel Paese africano si fa sentire e pare più propensa per la vittoria di Kenyatta. Lì gli italiani rappresentano la seconda comunità italiana più grande di tutta l’Africa sub-Sahariana, nonché la seconda comunità straniera più numerosa. Italia partecipe allo sviluppo economico del Paese e coinvolta sia dal punto di vista economico che politico. L’Italia ha un ruolo importante in tutta l’area dell’Africa orientale, ma in Kenya l’attenzione è maggiore. Sarà perché la posizione del Paese africano è così strategica, ma anche perché offre delle possibilità di sviluppo attraenti per tanti imprenditori ed investitori.

La cooperazione per lo sviluppo keniano è al centro dei rapporti bilaterali tra i due Paesi e in virtù dell’accordo di riconversione del credito firmato dal Governo africano, si è dato il via a diversi progetti per supportare le comunità del luogo e con il fine di porre un argine alla povertà, questione ancora irrisolta.

La cooperazione tra Italia e Kenya ha anche un risvolto scientifico: sono fioriti, infatti, diversi accordi di scambio tra istituti universitari dei due Stati. Inoltre, importante è l’attività della Agenzia Spaziale Italiana che da diversi anni opera presso il centro spaziale Luigi Broglio, sulla costa del Paese a nord di Malindi.

Dal lato economico, l’Italia registra un indice positivo per le esportazioni: nel 2012 sono aumentate del 21.5% rispetto all’anno prima, prossime a 150 milioni di euro e nel 2013 sono arrivate a circa 180 milioni di euro. Il totale delle importazioni è diversamente minore e invariato. Oggetto di esportazione sono principalmente macchinari industriali, prodotti chimici, elettrodomestici e prodotti alimentari; l’importazione, invece, riguarda macchinari, prodotti di consumo, alimentari, arredamento, materiali da costruzione e abbigliamento. Il ‘made in Italy’ è apprezzato anche in Africa e lo è sempre di più, ma l’Italia è in mezzo ad un mercato in cui ad operare vi sono anche altre aziende, affermate e decisamente rilevanti, come quelle di Turchia e Cina.

Coloro che sono interessati ad investire in Kenya hanno dalla loro parte anche l’Accordo per la Promozione e Protezione degli investimenti, in vigore dal 1999. Importanti aziende operano nel Paese: Finmeccanica, ad esempio, ha lavorato lì e continua ad intrattenervi rapporti. Alcune propaggini dello Stato italiano ivi operandi, inoltre, come l’ENI, Maltauro o SACE hanno lì i loro uffici di rappresentanza.

Ma anche il turismo ha un ruolo importante nel Paese e parecchi investimenti italiani sono stati fatti e continuano a farsi in questa direzione. “La presenza italiana in Kenya è radicata da più di trent’anni”, ci dice Freddie del Curatolo, fondatore e direttore di MalindiKenya.net. “Sulla costa l’imprenditoria è quasi totalmente di stampo turistico, mentre a Nairobi e nel nord del Paese, vi sono anche aziende che operano nel campo del caseario, dell’allevamento e dell’edilizia”. “Recentemente alcune grandi aziende hanno vinto appalti importanti per centri ospedalieri, cittadelle tecnologiche, filiere lattiero-casearie”. “In questo contesto, ci sono anche tante piccole e medie imprese italiane, soprattutto nel campo della ristorazione e dei tour operator che organizzano safari”.

La promozione delle relazioni commerciali tra i due Paesi è, quindi, di centrale importanza, soprattutto considerando che il Kenya sta crescendo dal punto di vista economico. Nel quinquennio dal 2010 al 2015, il PIL è infatti aumentato toccando anche l’8.4%. Nel mese di febbraio scorso, l’Ambasciatore italiano Mauro Massoni insieme al Rappresentante delle Nazioni Unite in Kenya, Siddharth Chatterjee, hanno firmato l’accordo che ufficializza la collaborazione italiana per il processo elettorale in Kenya. Infatti, l’Italia ha contribuito con 1 milione di euro (attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) al programma ‘Strengthening the Electoral Process in Kenya’ (SEPK), ovvero il programma volto a sostenere e rafforzare le amministrazioni locali per il controllo delle elezioni e i meccanismi per risolvere eventuali problematiche. Insieme all’Italia, anche altri contribuenti, come USA, Irlanda e Unione Europea. L’aiuto sarà anche a favore dell’organizzazione centrale, cioè della IEBC (Independent Elections and Boundaries Commission), la commissione responsabile per supervisionare i processi e i risultati elettorali in ogni organo ed ufficio stabilito dalla legge. Il contributo italiano, è volto soprattutto a garantire la possibilità di esercitare il proprio diritto di voto alle donne, ai giovani e ai disabili.

I rapporti bilaterali intrapresi dal Governo italiano nell’ultimo quadriennio vanno nella direzione di creare nuove possibilità per le aziende italiane in un Paese economicamente e socialmente in crescita come il Kenya, e allo stesso tempo offrire il proprio know-how”, afferma de Curatolo. “Importanti anche gli accordi in ambito di giustizia internazionale e di reati fiscali, per i quali si prevede più trasparenza su chi viene ad operare in Kenya dall’Italia. Ricordiamo comunque che il Kenya rimane uno dei Paesi con il più alto indice di corruzione al mondo”.

Ormai a poche ore dalle elezioni, pare che gli italiani in Kenya siano più favorevoli per la vittoria dello già Presidente Uhuru Kenyatta, percepito come vicino ai nostri connazionali. “La comunità italiana si augura, innanzitutto, che le elezioni non lascino strascichi di violenze come è successo nel 2008”, dice de Curatolo.

Elezioni senza problemi e senza contrasti potrebbero preparare il terreno per altri investimenti dellindustria italiana e significherebbero comunque una garanzia di continuità dei rapporti economici tra i due Paesi. “E’ chiaro che per molti imprenditori un’affermazione di Kenyatta significherebbe dare continuità ad un processo di collaborazione che può solo fare il bene dell’economia italiana e dei nostri connazionali in Kenya”. “Non a caso Uhuru Kenyatta è definito anche dai kenioti un ‘amico degli italiani’ (a livello mediatico, anche per le sue frequentazioni con Briatore)”. “Ma, a titolo personale, credo che anche un’eventuale vittoria dell’opposizione difficilmente chiuderebbe le porte a tante opportunità di sviluppo e guadagno per i due Paesi”.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore