domenica, Agosto 25

Junker vola a Roma, preoccupazioni per il Brennero field_506ffb1d3dbe2

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È stato fissato per giovedì 5 maggio prossimo l’incontro tra il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Junker e il primo ministro italiano Matteo Renzi. Sul tavolo la valutazione di qualsiasi misura decisa o annunciata dal governo austriaco secondo i criteri di ‘necessità’ e ‘proporzionalità’ sul tema dell’Austria per il Brennero. «L’annunciata messa in funzione della barriera costruita al Brennero dall’Austria è un monumento alla paura e alla sfiducia reciproca fra Stati Membri della stessa Unione, Italia e Austria, che finora hanno lealmente cooperato», ha riferito l’europarlamentare Cécile Kyenge (S&D-PD) dopo che anche la Commissione Europea ha espresso grande preoccupazione sugli sviluppi. L’allarme di Bruxelles è ora condiviso dal governo italiano che si trova a dover affrontare con i vertici europei la normalizzazione di Shengen. La scelta del governo austriaco rischia di compromettere non solo l’applicabilità della libera circolazione delle merci e delle persone ma i diretti rapporti con la confinante Italia. L’avvertimento arriva dal premier Renzi che sostiene che l’Italia stia «cercando di fare un grande recupero di credibilità internazionale del Paese, soprattutto perché mentre si allargano i muri con la banda larga, altri costruiscono muri e chiudono confini, una cosa controtempo e totalmente slegati da qualsiasi tipo di realtà».

Un altro allarme ma di portata maggiore è quello lanciato dal Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr). Secondo i volontari la città di Aleppo, in Siria si troverebbe sull’orlo del disastro umanitario e milioni di persone sarebbero in grave pericolo. Negli intensi combattimenti che infuriano l’ospedale Al Quds nella parte orientale della città è «stato completamente distrutto» nella notte, diverse persone sono state uccise e molte di più sono private di cure salva-vita. Il bilancio è di oltre trenta civili uccisi, tra cui donne e bambini tutti uccisi dal raid probabilmente riconducibile alle forze governative. Sempre oggi, l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), una piattaforma che dal 2007 monitora le violazioni sul terreno e che sostiene fortemente i ribelli, ha reso noto che 140 civili sono stati uccisi in sei giorni ad Aleppo. Secondo il conteggio dell’Ondus, 139 civili sono morti sotto le bombe sganciate da elicotteri e jet. Tra i morti si contano 23 tra bambini e adolescenti e 15 donne. I quartieri colpiti sono quelli fuori dal controllo governativo nella parte est della città contesa nel nord del Paese.

Lo Stato Islamico continua a fare proselitismi in Europa dopo i casi di Bruxelles e Parigi. Stavolta è toccata all’Italia dove è stata sgominata una cellula che voleva partire per la jihad nei territori di guerra siro-iracheni portando con sé i due figli di 2 e 4 anni. Lui, Abderrahim Moutaharrik, è un cittadino italiano di origini marocchine, atleta professionista arrestato ed ora in carcere. Lei, Salma Bencharki, è finita in manette e i bambini sono stati affidati temporaneamente al nonno paterno, che è di origine marocchina e ha anche lui la cittadinanza italiana. Gli arrestati, come riferito dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, «avevano intenzioni molto brutte, valutavano la possibilità di compiere attentati o atti violenti in Italia» ma non sarebbero i soli. Ci sarebbe anche Abderrahmane Khachia, un 23enne marocchino residente in provincia di Varese, fratello di Oussama Khachia, operaio 30enne morto «martire» in Siria dopo essersi unito al Califfato. Le loro intenzioni si presagiscono dalle intercettazioni in cui è risultato che Koraichi incitava Moutaharrik, il pugile e giovane padre aspirante terrorista, a compiere un attentato in Italia, e in particolare a colpire i «pellegrinaggi dei cristiani» e le ambasciate israeliane a Roma e in Vaticano. In totale i coinvolti del provvedimento di arresto sono 6 tra cui un’italiana, Alice Brignoli che ha cambiato nome in Aisha dopo la conversione all’Islam. Gli arresti arrivano a soli 2 giorni dai rapporti dell’intelligence USA che avevano avvisato l’Italia di cellule dormienti dell’Isis già infiltrate in nel Bel Paese, Germania ed Inghilterra e pronte a colpire.

Forti azioni politiche arrivano invece dai governi di Venezuela e Germania. La prima per mano del presidente venezuelano Nicolas Maduro che non ha trasferito i finanziamenti necessari per il funzionamento del potere legislativo non permettendo così all’assemblea di pagare per questo mese gli stipendi dei deputati antichavisti. La seconda invece vede il ministro del Lavoro tedesco Andrea Nahles limitare le prestazioni sociali ai cittadini dell’Ue che vivono in Germania. I cittadini Ue saranno in futuro esclusi dalle prestazioni garantite dal pacchetto Harz-IV (che riguarda tra l’altro il sussidio di disoccupazione) e dagli aiuti sociali qualora non lavorino in Germania e non abbiano maturato diritti dall’assicurazione sociale, che si acquisiscono dopo 5 anni di lavoro senza aiuti dallo Stato.

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