lunedì, Dicembre 16

JP Morgan sarà citata per discriminazione razziale? field_506ffb1d3dbe2

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Nel 2014 JP Morgan Chase ha chiuso più di trenta conti aziendali e bancari di una famiglia arabo-americana senza fornire le dovute spiegazioni. Due anni dopo un giudice federale di Detroit ha stabilito che la famiglia ha la possibilità di citare in giudizio la banca per discriminazione razziale. La più grande banca degli Stati Uniti è al centro di una questione legale spinosa, intrapresa dalla famiglia Manni, che ha denunciato ulteriori discriminazioni nel 2015, a seguito della fine di un contratto con il loro recupero crediti e servizi business. I legali di Najah Manni potranno chiedere un risarcimento danni per diffamazione e violazione della Elliot-Larsen Civil Rights Act del Michigan e della legge degli Stati Uniti per le Pari Opportunità di credito; hanno posto l’accento sulla «reputazione a rischio» dell’uomo e della famiglia. Il giudice ha tenuto conto del caso della famiglia araba che, negli anni precedenti, era stata preceduta da casi di analoga chiusura di conti ad altre famiglie arabo-americane. Da parte sua, il portavoce di JPMorgan Darin Oduyoye ha risposto sostenendo che «questo caso e le accuse di discriminazione rivolteci sono infondate». 

Non è la prima volta che negli Stati Uniti una banca incappi in una vicenda del genere. Diversi gruppi di cittadini arabo-americani hanno lamentato la chiusura improvvisa dei propri conti negli ultimi anni anche alla Huntington National Bank. Il caso ha assunto delle proporzioni notevoli, tanto da spingere la Arab-American Civil Rights League a organizzare una class action, ancora in corso. Ciò mette in luce le profonde divergenze e contraddizioni socio-economiche acuitesi negli Stati Uniti sui cittadini arabi negli ultimi vent’anni.

(video tratto dal canale Youtube ‘wochit business’)

 

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