sabato, Luglio 4

Jovanotti: metamorfosi di un ragazzo fortunato field_506ffb1d3dbe2

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In natura, la metamorfosi è un processo di trasformazione che avviene sia per adattamento all’ambiente che per autodifesa o per evoluzione. Quest’ultimo, sembra il caso di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, toscano di origine ma, con quel cognome che conferma il detto ‘nomen omen’, cresciuto all’ombra di S.Pietro. Il padre era, infatti, un Gendarme del Vaticano, e la sua è stata un’infanzia tranquilla, un ragazzo fortunato, insomma, così come dirà in una sua celebre canzone dei primi tempi di carriera.
Carriera spaccata in due, quella di Jovanotti, inizia come deejay al paese di famiglia, Cortona, ma ben presto lavora a Roma ed è uno dei primi a proporre brani di hip-hop, genere da noi pressoché sconosciuto.
Un famoso talent-scout come Claudio Cecchetto lo prende in considerazione solo dopo le insistenze della propria ex moglie e per Joe Vanotti, questo il nome d’esordio prima di un errore di stampa mai corretto, inizia un’altra…musica.
Diventa velocemente una stella della radio ed i primi dischi vanno subito in vetta alle classifiche
; sono brani semplici, adolescenziali, ben confezionati per i giovanissimi, in fondo, dagli anni ’80 il mercato non è poi cambiato molto. Oggi ci sono solo più veicoli per ascoltare e scaricare musica e ragazzi appena maggiorenni usciti dai talent-show, in poche settimane conquistano fino a sette dischi di platino. Che poi uno pensa che allora i Pink Floyd, come minimo, dovrebbero avere cinquanta dischi di kryptonite o perlomeno bombardati al plutonio, ma tant’è…

Si diceva dei primi successi di Jovanotti come ‘Gimme Five‘ oppure ‘È Qui La Festa?‘ dove l’atteggiamento scanzonato e da rapper, in un’epoca in cui il rap italiano è ancora embrionale, divide la critica. Il personaggio Jovanotti, a questo punto, diventa quasi un fenomeno di costume, ben lungi da quello attuale, per via delle tematiche presenti nei testi come ad esempio ‘La Mia Moto‘:«Sei come la mia moto, sei proprio come lei…» e la sanremese ‘Vasco‘: «No Vasco, no Vasco, io non ci casco, per quelli che alla notte ritornano alle tre… » Questo brano, in particolare, inizialmente viene interpretato come uno sberleffo nei confronti di Vasco Rossi, suscitando le ire dei fans del medesimo ma in realtà, in seguito, si scoprirà il vero senso del significato che addirittura vuole essere un elogio verso il rocker emiliano. Lo stesso Vasco, quando Jovanotti svolterà artisticamente verso composizioni impegnate, avrà parole di elogio nei suoi riguardi.

Dopo questa fortunata parentesi sanremese, dove Jovanotti si presenta con la fidanzata Rosita Celentano e dove suscita l’ilarità generale rivolgendosi al molleggiato chiamandolo ‘fratello’, ha inizio, seppur lentamente, la ‘metamorfosi Cherubiniana’.
Insieme a brani leggeri come ‘Ciao Mamma‘, ‘Non M’Annoio‘ e ‘Ragazzo Fortunato‘, tutti successi da classifica clamorosi, troviamo ‘Cuore‘, dedicata a Giovanni Falcone oppure ‘Io No‘, considerata una canzone antiabortista ma smentita dallo stesso Lorenzo.
In questa fase di passaggio, l’impressione è quella di cambiare rotta in modo non drastico ma con una dose di cerchiobottismo, parlando di ideali a 360° come in ‘Penso Positivo‘:  «Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa passando da Malcolm X attraverso Gandhi e San Patrignano arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano».

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