giovedì, Gennaio 23

Joel Sartore salva gli animali in via di estinzione con il progetto Photo Ark Il fotografo del National Geographic ha ideato un progetto per sensibilizzare l'opinione pubblica

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Joel Sartore è un fotografo italo-americano che collabora da vent’anni con la rivista ‘National Geographic‘. Il suo interesse per la natura è iniziato sin dall’infanzia. Da allora, il suo amore per gli animali non è mai svanito, anzi egli è riuscito a trasformare la sua passione in un mestiere.

L’essere diventato fotografo gli ha permesso di conoscere ed ammirare innumerevoli paesaggi e di scoprire moltissime specie di animali in via di estinzione. Infatti, osservandoli da vicino, ha potuto notare quanto l’impatto umano avesse provocato sconvolgimenti all’interno del loro habitat naturale e quanto fosse in pericolo la loro esistenza.

A questo proposito, Joel Sartore ha ideato un progetto intitolato ‘Photo Ark’ incentrato proprio sulla biodiversità. Con la sua macchina fotografica e uno zainetto portato in spalla, Joel ha iniziato a viaggiare in tutto il mondo e ha imparato a vivere a stretto contatto con gli animali. I suoi scatti, infatti, sono diventati celeberrimi e non c’è una foto che non comunichi un messaggio ben preciso a coloro che non rispettano gli animali.

Secondo il fotografo, quella che stiamo vivendo è la ‘sesta estinzione di massa’ e le immagini servono proprio per fermare la brutalità che ci circonda. In 11 anni di lavoro ha inserito in un grande database i primi piani di 7.407 specie di animali e non è ancora giunto neanche a metà del suo progetto, perché la sua intenzione è quella di immortalare tutte le specie che vivono in cattività, prima che molte di esse si estinguano.

Grazie al suo progetto, Joel Sartore è giunto, persino, in Italia per poter visitare il Parco Natura Viva di Bussolengo. Lì è riuscito a fotografare rarissimi esemplari, come l’antilope roana, la coppia di cercopitechi barbuti, il gipeto, la salamandra pezzata e la cosiddetta ‘lucertola di vetro’, ed ha allestito un set fotografico con alcune luci di supporto e un pannello che dava la possibilità di creare lo sfondo perfetto alle foto scattate.

Solitamente, Sartore predilige, come sfondo, il bianco o il nero, di modo che l’animale non possa distrarsi vedendo altri colori e, per essere più agile e scattante, indossa sempre delle ginocchiere e la fotocamera al collo, immortalando gli animali da diverse angolature.

Il fotografo, utilizzando questo sistema, è sempre riuscito ad ottenere lo scatto giusto e a carpire tutti quei dettagli che rendono una foto emozionante e sublime. I primi piani, infatti, sono la sua specialità. Ogni animale che viene ritratto mostra la sua anima e sembra quasi che si possa toccare.

Ogni foto è speciale perché è destinata ad una causa ben precisa, a cui lui tiene molto, ovvero ‘salvare la biodiversità’, prima che sia troppo tardi e non si possa far più nulla per questi animali indifesi.

Fra le varie specie che è riuscito a fotografare ci sono state: il rinoceronte nero, l’antilope dalle corna a vite, il leopardo dell’Amur e così via. Ogni fotografia, poi, è stata proiettata sull’Empire State Building e, addirittura, sulla facciata della Basilica di San Pietro.

Non importa la sua dimensione, ogni animale è trattato con la stessa quantità di affetto e rispetto. I suoi scatti sono ritratti che non sono solo straordinariamente belli, ma anche intimi e commoventi, perché ciò che Sartore fa è fotografare le specie prigioniere del mondo e rendere la gente consapevole di ciò che sta causando.

Ci sono circa 2 milioni di specie animali sul pianeta. Molti di essi potrebbero scomparire entro la fine di questo secolo, a causa della perdita del loro habitat naturale, del cambiamento climatico e del commercio della fauna selvatica. I giardini zoologici sembrano essere, dunque, l’ultima speranza per questi animali in via di estinzione e Sartore stima che ci vorranno almeno 25 anni per fotografare la maggior parte delle specie in cattività.

Ogni esemplare è presente in Photo Ark, progetto sostenuto dalla National Geographic Society, ed ognuno di essi non è mai stato fotografato così distintamente. Se scompaiono, questo sarà il giusto modo per ricordarli.

In ognuno di loro, infatti, c’è bellezza, grazia e intelligenza, e la cosa più importante da capire è che tutte le specie sono importanti per la nostra stessa sopravvivenza. Abbiamo bisogno delle api per impollinare i frutti e le verdure che mangiamo. Abbiamo bisogno delle foreste pluviali intatte per regolare la quantità di pioggia che arriva nelle aree coltivate ed, inoltre, ogni specie è importante perché ha il diritto fondamentale di esistere.

Il futuro della vita sulla Terra è qualcosa che merita la nostra completa attenzione. Tutti possiamo fare la differenza, iniziando dal rispetto di tutte le creature viventi che popolano il pianeta.

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