domenica, Novembre 29

Jim Bridenstine lascia la Nasa, e l’ESA attende il suo Direttore A breve avverrà il cambio del vertice della Nasa e Jim Bridenstine, nominato da Donald Trump, non rimarrà al suo posto sotto il Presidente Joe Biden. Lo stesso Bridenstine lo ha annunciato pubblicamente

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Ormai la notizia è certa e già l’abbiamo anticipato ieri: a breve avverrà il cambio del vertice della Nasa e Jim Bridenstine, l’amministratore nominato da Donald Trump, non rimarrà al suo posto sotto il Presidente Joe Biden. Lo stesso Bridenstine lo ha annunciato pubblicamente.
«
Penso di non essere la persona giusta per questo in una nuova amministrazione» ha detto Bridenstine, pronto a preparare la valigia per altro incarico.
La sua è stata una carriera politica: membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato dell’Oklahoma dal 2013 al 2018 per il Partito Repubblicano, il 1º settembre 2017 fu cooptato da Trump per la Nasa, ma, come raccontano alcuni cronisti informati, sue esternazioni senza alcuna conoscenza scientifica -nella vita privata era stato consulente di affari- lo screditarono come capo di una delle punte degli Stati Uniti d’America. E nonostante questo, pur con una maggioranza di misura, Bridenstine riuscì a ottenere la carica.

Ora, all’interno della Nasa, Jim Bridenstine ha realmente messo a segno alcuni goal preziosi. Con lui si è concretizzata la missione della compagnia Crew Dragon di Elon Musk, che alla fine di maggio 2020, ha permesso di volare sulla Stazione Spaziale Internazionale dagli Stati Uniti, per la prima volta dalla fine del programma dello shuttle. E su questo merita ricordare che proprio stamattina si è attraccato alla ISS il primo veicolo realmente operativo. Naturalmente di Musk.
Ma
il merito di Jim Bridenstine è soprattutto quello di aver promosso Artemis, il progetto che ha l’obiettivo dello sbarco umano sulla Luna entro il 2024, smuovendo così un’economia dello spazio con le collaborazioni con il settore privato, in particolare Blue Origin e Space X. E gli accordi internazionali, tra cui l’Italia che prima in Europa, sarà parte integrante del programma.

L’uscita di Bridenstine dalla Nasa non comporterà alcuno strascico giudiziario, come ha preannunciato per sé il Presidente uscente. E nemmeno gli americani dovranno assistere allo stesso strazio accaduto in Italia quando, nel novembre 2018, il Ministro della Pubblica Istruzione, il leghista Marco Bussetti, famoso allenatore della squadra di basket di Gallarate, sollevò Roberto Battiston, dall’incarico di Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il professor Battiston scrisse in un twitter: «Oggi il ministro con mia sorpresa mi ha comunicato la revoca immediata dell’incarico di Presidente Asi».
A nulla valsero tutti i ricorsi giudiziari del professore di Trento per restare a quel posto.
Non sappiamo -e ormai è tardi saperlo- cosa accadde in Italia, nè e per quale motivo fu screditato il potere decisionale del Comint, il Comitato interministeriale deputato a fare da cabina di regia sullo spazio che sembra nemmeno fu consultato. Per cui non si può tracciare alcuna similitudine con quella vicenda che non si ripeterà negli Stati Uniti.

Ma esulando da questi fatti di cortile tutti nazionali, le preoccupazioni non mancano. È imminente la nomina del futuro Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). L’Italia aveva un candidato ufficiale, i suoi sforzi per imporre l’unica candidata definita dal Governo, sono stati vanificati da un apparato istituzionale -politico e diplomatico- che ha mostrato tutta la sua modestia negoziale, con il risultato di una brutta figura.
Per non dire altro.

Il cambio dell’apice dell’ente spaziale americano completerà dunque questa rivoluzione della politica dello spazio nel mondo occidentale e poiché il nostro Paese è esposto sia all’una che all’altra agenzia, riteniamo giustificate le nostre ansie.
Inutile dire che almeno questa volta speriamo che il Governo italiano vigili sul rispetto degli impegni presi. 

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