domenica, Novembre 29

Chi è Javier Bertucci, lo sfidante di Maduro alle prossime elezioni in Venezuela? La scorsa domenica, a sorpresa, il pastore evangelico, 48 anni, ha annunciato la sua candidatura. Ma di chi si tratta?

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In Venezuela le nuove elezioni presidenziali si svolgeranno il 22 aprile, secondo quanto stabilito dall’Assemblea Nazionale Costituente, il nuovo organismo legislativo voluto dal Governo. Nicolás Maduro, Presidente del Venezuela dall’aprile 2013, cercherà la rielezione.  Maduro ha dovuto fronteggiare sin dall’inizio del suo mandato il tracollo del Paese. La situazione si è sempre più deteriorata fino ad arrivare al 25 agosto 2017 con l’imposizione di nuove sanzioni al Venezuela da parte degli Stati Uniti, che hanno vietato alle aziende americane di acquistare azioni e obbligazioni emesse dal governo di Caracas e dalla Petróleos de Venezuela. Il 15 ottobre si sono svolte le elezioni regionali, e il partito di Maduro è riuscito a conquistare 17 governatorati su 22.  Il Tribunale Supremo di Giustizia ha stabilito di escludere dalla campagna elettorale la coalizione di opposizione, la Mesa de Unidad Democrática (MUD), che raccoglie al suo interno 20 partiti, in quanto questi ultimi non si sarebbero registrati in tempo.

La scorsa domenica, a sorpresa, un pastore evangelico di 48 anni, Javier Bertucci, ha annunciato di voler sfidare Maduro come primo avversario. Ma di chi si tratta? Bertucci è un esponente della società civile e proviene dal mondo dell’imprenditoria, e non è un candidato riconosciuto dalla MUD. Bertucci, nato a Guanare, nel nord-ovest del Venezuela, è il capo della Chiesa cristiana di Marantha, che distribuisce cibo in aree povere del Paese, e Direttore di El Evangelio Cambia, associazione civile formata principalmente da giovani. Inoltre, è piuttosto attivo sui social networks.

«Lui ha deciso… insieme al clamore di molte persone senza speranza… di fronte al mio signore, di mettere il mio nome e la leadership e per grazia ho un’opzione nelle prossime elezioni presidenziali», ha detto Bertucci durante una cerimonia religiosa nella città di Valencia.

All’interno di uno scenario caratterizzato da luci e ombre, lo stesso Bertucci ha affermato con convinzione che gli elettori dovranno prepararsi ad ascoltare sui media, ogni domenica, il messaggio di speranza che ha già cambiato migliaia di coscienze all’interno della chiesa e cambierà milioni di persone in Venezuela.

Oltre ad essere una nota figura religiosa e predicatore del Vangelo, il pastore Bertucci è un imprenditore che, all’interno delle dinamiche alterne dell’economia venezuelana, ha trovato il modo di guadagnare molto denaro. In Florida, è direttore delle vendite di una società di attrezzature mediche. Secondo alcune  e-mail venute alla luce all’interno dei Panama Papers, la più grande fuga di notizie della storia sulle società offshore e sull’evasione fiscale, anche il nome di Javier Bertucci  è stato inserito nella lunga lista di leader mondiali, personaggi dello spettacolo e imprenditori proprietari di società offshore in paradisi fiscali come Panama, le Isole Cayman, Seychelles, Isole Vergini Britanniche, ecc. I dati filtrati da Panama Papers coprono le operazioni dello studio legale Mossack Fonseca per agevolare l’apertura delle suddette società. E lo stesso Javier Bertucci ha asserito di essere il presidente di Stockwin Enterprises Inc., società creata a Panama il 3 gennaio 2012, con un capitale di 5 mln di dollari e il cui business si concentra sulla compravendita di vari tipi di beni, soprattutto l’importazione di materie prime del settore alimentare. Ma in Venezuela il pastore Bertucci è stato accusato anche di contrabbando di diesel e siede nel consiglio di amministrazione di tre società dedite alla creazione e alla vendita di beni e servizi.

Il MUD non ha ancora espresso un percorso chiaro alle prossime elezioni. L’analista Maria Puerta Riera sostiene che le differenze tra le varie parti componenti del MUD restano strategiche e tattiche. D’altronde, in un contesto politico nel quale vi è una pluralità di partiti privi di solidità strutturale e la coesistenza di una crisi rappresentativa, per i partiti è molto difficile esprimere dei un’alternativa politica con candidati che rappresentino i propri interessi politici.

Negli ultimi mesi le manifestazioni da parte della popolazione, ormai allo stremo, sono aumentate e il bilancio è stato tragico tra morti, migliaia di feriti e centinaia di arresti di oppositori politici. È iniziata una diaspora dal Venezuela verso il resto del mondo. I dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) parlano di 52.000 venezuelani che, tra gennaio e luglio 2017, hanno fatto richiesta di asilo in un Paese straniero, il doppio rispetto al 2016.  José Samaniego, il rappresentante dell’ Alto Commissariato di UNHCR per i rifugiati dell’America Centrale, Cuba e Messico, ha comunicato che le richieste di asilo dei venezuelani all’estero hanno superato il numero di 100.000. Il Ministero dell’Interno ha rilevato che, nel settembre 2017, 54 venezuelani hanno presentato richiesta di asilo in Italia: il 43% in più rispetto al mese precedente.

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