domenica, Dicembre 15

Ius culturae: Morani, ovvero dell’ipocrisia e della debolezza Che gente sono quelle persone che non hanno il coraggio di fare cose sulle quali, a parole, hanno fatto le barricate? che affidamenti danno sui programmi che promettono?

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Sorprende. Sorprende? No, non sorprende. Purtroppo. Questo -quante volte l’ho scritto- è il Paese nel quale un sentimento, o forse una convinzione, no, meglio un atteggiamento o forse addirittura una etica, no, meglio ‘non etica’ caratterizza e identifica l’intero Paese: l’ipocrisia.
E sorprende, invece sorprende (o forse no?) che di questa ipocrisia, cosa diciamocelo francamente, non bella, anzi brutta, anzi bruttissima- si faccia portatore una donna. Sì, una donna. Ma come?, le famose donne, quelle che riformeranno a fondo la nostra politica, quelle che vedono i problemi in termini non mai brutalmente politici (o politicanti) e quindi saranno lo stravolgimento della nostra società, quelle donne che in quanto madri (magari solo potenziali) sono ben altra cosa dei maschi sciovinisti e sessisti? Insomma proprio quelle, ne fanno un uso incredibilmente deciso e netto, chiarissimo, usando il solito tema del voglio, anzi, vorrei, ma … non è il momento: ‘voglio cambiare il mondo, ma ora devo andare a cena, ne riparliamo domani’.

Insomma, uno deicavalli di battagliadel PD, strombazzati a piene mani, o meglio a pieni polmoni, in questi giorni -anche per fare un po’ dimenticare l’imbarazzante scelta di governare con gli odiati stellini, e anche per evitare che troppi si chiedano per quale recondito motivo Matteo Renzi abbia avuto la forza e l’idea di sovvertire la propria strombazzatissima politica del pop-corn, peraltro condivisa del PD- è stata la riaffermazione dello ius soli, nella forma (un po’ ipocrita anche questa) dello ius culturae, cioè, se sei in Italia figlio di straniero e fai la scuola ti diamo la cittadinanza, se no no.
Orbene, ipocrisia a parte, almeno è un passo, un primo passo, che potrebbe essere utile, e etico, sì, etico. E gli stellini, obtorto collo, avevano anche accettato, loro, proprio loro la cui differenza, specie su questo tema, rispetto a Matteo Salvini per lo più mi sfugge, avevano accettato per evitare conflitti col PD, che, se ben capisco, in cambio (è questa la nostra politica, che credete, tutta ideologia, etica, principi, ecc.!) del voto a favore di un provvedimento assolutamente becero e antidemocratico (anche su ciò ho scritto più volte e rinvio a quegli articoli) come quella della riduzione dei parlamentari, alla quale avevano votato contro fino a ieri.
Un successo insomma … beh chi si contenta gode.

E mentre tutto ciò accade, una donna, una del PD, una Sottosegretaria, Alessia Morani, afferma su Facebook, che il provvedimento è giusto, anzi, «sacrosanto», e che lei (ne dubitavate?) lo condivide parola per parola, virgola per virgola, ma … «riprendere ORA il dibattito sull’approvazione di questo provvedimento è un errore», «Una legge di questo tipo deve essere approvata solo dopo avere dimostrato che c’è un modo efficace e diverso da quello di Salvini di governare i flussi migratori e di fare sul serio politiche di integrazione. Il Paese è profondamente diviso sul tema dell’immigrazione e non basterà approvare una legge sullo ius culturae per eliminare le tossine del razzismo inoculate da Salvini. Anzi, rischia di avere l’effetto contrario perché ORA non sarebbe compresa», ‘in questo momento sarebbe un regalo a Salvini’ fa capire, e quindi non si deve fare, e poi, ‘ci sono altre priorità’, un classico dei ‘non-è-il-momentisti’. «Aspettiamo giugno del prossimo anno, diamo il tempo agli italiani di apprezzare la nostra azione di governo e poi approviamo lo ius culturae»

Capito? Uno dei provvedimenti chiave, identificativi, vitali per il PD, caratterizzanti, benché già un po’ ridimensionato, viene abbandonato per non favorire Salvini.
Quindi, un principio, un fatto etico fondamentale non si porta avanti per non fare un favore a Salvini.

Sorvolo su un approfondimento disgustato: se c’è chi ragiona così, peggio per lui, se poi si tratta di una donna, ‘peggissimo’ per lei, e alla fine malissimo per noi, noi italiani, noi (forse non tantissimi?) persone civili, che non possiamo vedere realizzata una cosa di elementare civiltà. Non aggiungo una parola, anche perché non sono indignato, ma schifato.

Solo dire una cosa del genere, quanti voti porta a Salvini? Questa paura, oscena, di affrontare a testa alta un tema e una conseguente battaglia, questo panico di affrontare la gente che la pensa diversamente, è, oltre che una cosa assolutamente disgustosa e vergognosa, una sciocchezza, perché per Salvini è un regalo immenso ed insperato, una prova di debolezza, e una prova di, appunto, ipocrisia, di non sapere e volere difendere le proprie idee, benché molto edulcorate. Nel partito erede di Enrico Berlinguer e anche, perché non dirlo, di Achille Occhetto!
Ma poi, Salvini a parte, come si fa a non rendersi conto che anche a tutti gli altri cittadini italiani una cosa del genere farà di certo una pessima impressione: che gente sono delle persone che non hanno il coraggio di fare cose sulle quali, a parole, hanno fatto le barricate?, dando ai contrari di un tempo dell’incivile, mascalzoni, inumani, ecc.
Costoro, diranno molti (e, temo, dico anche io), non sono capaci di mantenere la parola sulle proprieparole d’ordine’ -perfino lo stesso giorno in cui il Papa parla dei migranti maltrattati e abbandonati da tutti, esclusi dice (neanche l’intelligenza di aspettare domani!)- e dunque, che affidamenti danno sulle promesse? …. di abbassamento delle tasse, di riduzione del cuneo fiscale e, specialmente, di darsi da far seriamente per ottenere che chi non lo fa paghi finalmente un po’ di tasse!

E infatti, sarà un caso, ma dalle reboanti promesse, perfino quelle un po’ comiche del ‘premier’-pochette-statista, si arriva al sorteggio tra scontrini, o a timide (poco verosimili) garanzie di rimborsi in caso di pagamenti tracciabili.

Ipocrisia, ipocrisia, solo ipocrisia. Almeno, signora Morani, abbia il buon gusto di dimettersi, per salvare non dico manco la sua onorabilità di donna, ma almeno quella delle donne.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.