giovedì, Agosto 6

Italicum, ecco i giudici costituzionali che lo giudicheranno Chi sono i giudici che oggi si pronunceranno sulla costituzionalità dell'Italicum?

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La decisione che la Corte Costituzionale si appresta annunciare oggi sull’Italicum rappresenta il principale crocevia delle vicende politiche italiane di questo inizio di 2017. Se anche una nuova legge elettorale dovesse essere poi discussa ed approvata in Parlamento nei prossimi mesi, con buona pace di chi ad elezioni vorrebbe andare subito in primavera, le indicazioni date dalla Consulta quest’oggi inevitabilmente andrebbero a porre le basi per l’operato futuro del legislatore.
Questo sempre che non si vogliano ripetere ancora quegli errori del passato che tali potrebbero essere definiti qualora la legge elettorale tanto voluta da Matteo Renzi dovesse uscire pesantemente censurata da parte dei giudici costituzionali.
Le critiche rivolte all’Italicum, infatti, spesso si sono riferite ad una riproposizione degli elementi che già avevano portato alla bocciatura della Legge Calderoli, nota a tutti come Porcellum.

Si parla qui di una legge che il costituzionalista Stefano Ceccanti ha definito come la più politica che ci sia.
La situazione che i giudici si trovano a gestire è molto delicata e le pressioni delle parti in causa sono tante. La composizione mista della Corte e le modalità di elezione dei giudici -come tracciata dalla Carta Costituzionale- vuole prevenire il pericolo di condizionamenti: dei quindici membri della Consulta un terzo sono eletti dal Presidente della Repubblica, un terzo dal Parlamento in seduta comune e a maggioranza qualificata di due terzi dell’assemblea (tre quinti dopo il dopo il terzo scrutinio), e un terzo dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa (Corte di Cassazione, Consiglio di Stato e Corte dei Conti). E come per tutti giudici di qualsiasi grado e competenza, la garanzia sull’imparzialità della loro opera di giurisdizione sta nell’osservanza della legge, e nel caso specifico della legge fondamentale dello Stato.
Ma qualsiasi attività giurisdizionale, pur dovendo attenersi alle fonti del fonti del diritto, non è portata avanti da macchine, ed inevitabilmente può risentire di fattori individuali -all’interno di paletti prestabiliti- derivanti dalla vita e dalle opere dei membri di una corte.

Chi sono, dunque, i giudici che stanno decidendo il destino della legge elettorale, e di conseguenza quello della legislatura attuale nonché di quella che verrà? Ecco i quattordici giudici che attualmente compongono la Corte Costituzionale (che necessità di un minimo di undici giudici per funzionare).

Paolo Grossi, giudice della Consulta dal 2009 ed eletto Presidente della Corte Costituzionale nel 2016. Tra i maggiori giuristi italiani ed europei, occupa una posizione di spicco per quanto riguarda lo studio e l’insegnamento della storia del diritto medievale e moderno, sulla cui base si è formata una generazione di storici del diritto quotata a livello internazionale.

Giorgio Lattanzi, giudice della Corte Costituzionale dal 2010 e Vicepresidente dal 2014. Percorre tutte le tappe della carriera all’interno della magistratura fino all’ingresso in Corte di Cassazione nel 1985. L’impegno nell’ordine giudiziario è stato spesso intervallato dall’assunzione di compiti presso il Ministero della Giustizia, dove è stato dal 1977 al 1979 come addetto all’ufficio legislativo e dove è tornato nel 1982 per svolgere funzioni di coordinamento dei lavori per la redazione del nuovo Codice di Procedura Penale.

Aldo Carosi, giudice della Corte Costituzionale dal 2011 e Vicepresidente dal 2016. Ha svolto attività di docenza universitaria e post-universitaria ed è autore di numerose pubblicazioni in materia di contabilità e contrattualistica pubblica. Nel 1994 divenne consigliere della Corte dei Conti.

Marta Cartabia, giudice della Corte Costituzionale dal 2011 e Vicepresidente dal 2014. Costituzionalista di spicco a livello italiano ed europeo, ha svolto la carriera accademica tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Università degli Studi di Verona oltre ad aver avuto incarichi presso l’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione Europea a Vienna e la Network of Indipendent Experts on Fundamental Rights della Commissione europea.

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