mercoledì, Settembre 30

Italiani in Venezuela, ora, poi?

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«Seguiamo con molta attenzione quanto sta accadendo in Venezuela e siamo vicini a tutti i connazionali che, a causa dell’attuale crisi politica ed economica del Paese, stanno vivendo un periodo di forte disagio» , così ha ripetuto ieri il Ministero degli Esteri Angelino Alfano in un messaggio inviato agli italiani in Venezuela poco prima che incontrasse, in serata, in videoconferenza, i rappresentati della collettività italiana riuniti all’Ambasciata italiana di Caracas. Al centro dei colloqui la situazione del Paese e degli italiani nel Paese e le iniziative della Farnesina per tutelare quella che un tempo era una numerosa collettività, e che oggi è composta da circa 160 mila persone con la cittadinanza italiana, e circa 2 milioni di discendenti di italiani (molti dei quali, secondo la stessa Farnesina, aventi diritto a richiedere la cittadinanza italiana) pienamente integrati nella società venezuelana.

Oggi invece riferendo alla Camera, Alfano ha ribadito, auspicando ogni tipo di mediazione: «Il Venezuela è ora ad un bivio, da una parte la strada verso la soluzione negoziata tra le parti, dall’altra la strada verso il caos, con un muro contro muro alimentato da una grande sfiducia tra governo ed opposizioni. Il governo deve tenere conto della posizione espressa domenica di arrivare ad una soluzione politica della crisi. Non possiamo rimanere inermi innanzi alle violazioni dei diritto del popolo venezuelano a vivere in pace e sicurezza e scegliere liberamente i propri rappresentanti». «E’ necessario un grande e convinto sostegno da parte dei Paesi amici per salvare il Venezuela dal baratro. Noi continueremo a lavorare per favorire la mediazione tra le parti, di concerto con la Ue e con i Paesi che, insieme al nostro, hanno le più consistenti comunità residenti», ha poi aggiunto.

«Sulla questione delle pensioni di circa un milione di cittadini italo-venezuelani rientrati in Italia, e titolari di pensione in Venezuela ci stiamo coordinando con Spagna e Portogallo, che registrano problemi analoghi, per effettuare passi congiunti presso le autorità di Caracas. L’obiettivo è quello di individuare una soluzione almeno parziale della questione, che riconosca l’erogazione di un contributo minimo per i titolari di pensione residenti all’estero». Mentre in ambito economico ha detto: «Continueremo a sollevare il tema dei crediti delle nostre aziende con le autorità venezuelane e lo faremo sempre ai massimi livelli, perché è importante che le aziende italiane vengano compensate per l’impegno profuso in tutti questi anni della loro presenza».

Mauro Bafile, Direttore del giornale italiano del Venezuela, ‘La Voce d’Italia’, nei mesi scorsi ci aveva descritto così la comunità: “Gli italo-venezuelani soffrono la crisi attuale come qualsiasi altro venezuelano: vivono in maniera dignitosa coloro che hanno fatto fortuna prima dell’avvento del Governo Chávez e gli industriali lungimiranti che hanno creato succursali delle proprie attività all’estero; i professionisti sopravvivono, non riescono a risparmiare, né a reinvestire e la loro qualità di vita si è abbassata drasticamente; mentre la maggior parte di coloro che si mantengono solo con la pensione italiana e venezuelana vivono nella miseria e gli indigenti aumentano a vista d’occhio”.

Su indicazione del Ministro Alfano, ieri la Farnesina ha informato di aver impegnato un milione di euro per interventi in favore degli italiani indigenti che vivono in Venezuela, altresì, il Ministro ha dato indicazione di prevedere un importante aumento del personale in servizio presso le sedi diplomatico-consolari nel Paese.

La videoconferenza permetterà, si leggeva ieri su ‘La Voce d’Italia’, «alla nostra Collettività di esprimere al ministro le proprie preoccupazioni e illustrare le difficoltà che vivono gli italiani del Venezuela in un Paese sprofondato in una crisi senza precedenti accompagnata da squilibri politici preoccupanti. Dal canto suo, il Ministro potrà palpare di persona gli umori della comunità». Nessun particolare relativo all’incontro è stato reso noto.

L’Italia sostiene il dialogo tra il Governo e l’opposizione venezuelana per uscire dall’attuale crisi, affermava, pochi mesi fa, l’Ambasciatore d’Italia a Caracas Silvio Mignano, “poiché aderisce ed è parte attiva della politica estera dell’Unione europea ”. Ieri l’Unione Europea è intervenuta attraverso il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, la quale ha lanciato un appello al Governo del Venezuela a sospendere la convocazione prevista di un’Assemblea Costituente, che rischia, a suo giudizio, di aumentare tensioni e violenze in un Paese già in profonda crisi. Questa Costituente, i componenti della quale devono essere eletti il 30 luglio, mira ufficialmente a garantire pace e stabilità al Paese. L’opposizione teme invece possa servire a bypassare l’Assemblea nazionale, dove dal 2016 ha la maggioranza. A breve giro la risposta di Caracas. Il Presidente venezuelano Nicolas Maduro ha definitoinsolenteMogherini: «Oggi è toccato a Federica Mogherini, cancelliere dell’Unione europea, dare ordini al governo del Venezuela. Insolente! Cosa pensi, che siamo nel 1809, quando ricevemmo ordini dagli imperi europei? Il Venezuela non è una colonia dell’Unione europea», in un intervento televisivo trasmesso a reti unificate.

Le trattative tra UE e Venezuela erano cominciate attraverso la mediazione dell’Unione delle nazioni sudamericane (Unasud), di tre ex-Presidenti, lo spagnolo José Luis Zapatero, il panamense Martín Torrijos e il domenicano Leonel Fernández e con l’accompagnamento del Vaticano.

Il Venezuela non potrà mai progredire finché vigerà una guerra tra il Governo e l’opposizione. Entrambe le parti devono rispettarsi, riconoscere il ruolo dell’antagonista, cedere su parte delle proprie posizioni e così concludere un accordo”, ci spiegava Bafile, ottimo conoscitore del Paese e che per la sua testata nei mesi scorsi ha seguito molto da vicino il pezzo di Venezuela che è sceso in piazza lasciando morti in un crescendo che potrebbe trovare il punto più drammatico nelle prossime due settimane.

Antonio Nazzaro, giornalista e poeta italiano residente in Venezuela da 12 anni, ci spiegava che “entrambe le parti non hanno l’intenzione di perdere i privilegi acquisiti. I rappresentanti del Governo gestiscono settori quali: la distribuzione degli alimenti, l’estrazione d’oro, petrolio e gas, mentre l’opposizione rappresenta l’ex classe dirigente del Paese, allontanata dal potere durante il primo mandato dell’ex-Presidente Hugo Chávez e proprietaria di molteplici attività redditizie nel settore primario, secondario e terziario”.

Le relazioni fra l’Italia e il Paese caraibico prima del precipitare delle condizioni politiche interne, secondo Mignano erano “buone, piene e vive, al di là delle difficoltà contingenti che sta vivendo il Venezuela”. “Le relazioni tra questi due Paesi, oltre ad essere storiche giacché risalgono al Gran Ducato di Toscana, sono state rinsaldate dalla presenza di una vasta collettività italiana” .

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