venerdì, Aprile 19

Italiani all’Estero: il voto che non piace a nessuno La proposta di riforma della maggioranza ridurrebbe l'influenza del voto dall'estero

0

Il Disegno di Legge S. 214, insieme ai Disegni di Legge S. 515 e S. 805, prevede la riduzione del numero di parlamentari. Nello specifico, la Camera dei Deputati ridurrebbe i propri Seggi da 630 a 400, il Senato passerebbe da 315 a 200 Seggi; in totale, i Parlamentari passerebbero da 945 a 600. La riforma, oltre a ridurre i costi della politica, avrebbe anche un forte impatto nel limitare i poteri della cosiddetta ‘casta’: si tratta, infatti di uno dei temi cari alle attuali forze di Governo, Lega e Movimento 5 Stelle.

Nel ridurre il numero dei parlamentari, gli eletti nella Circoscrizione Esteri, se la legge dovesse essere approvata, passerebbero da 18 a 12: da 12 a 8 Deputati; da 6 a 4 Senatori.
La notizia ha provocato la reazione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) che, in una nota ufficiale, ha espresso la propria contrarietà al provvedimento. La rappresentanza degli italiani all’estero in Parlamento, sostengono dal CGIE, è già ampiamente sotto rappresentata. Il CGIE non si dichiara contrario alla riduzione del numero dei Parlamentari, denuncia, però, lo squilibrio che si verrebbe a creare tra la rappresentanza degli italiani residenti nel Paese e quelli residenti all’estero: se la riforma passasse, infatti, un Deputato eletto in Italia rappresenterebbe 150.000 cittadini, contro i 700.000 di uno eletto all’estero; per i Senatori la proporzione sarebbe addirittura di 300.000 per le circoscrizioni italiane, contro 1.400.000 per quelle estere.

Oltre ai pareri negativi di CGIE, è arrivata la protesta di un gruppo di intellettuali italiani residenti all’estero: i ‘cervelli in fuga’, oggi una parte molto consistente dell’emigrazione italiana, hanno lanciato una petizione perché il DdL non tocchi il numero dei loro rappresentati.

La questione del voto degli italiani all’estero è annosa. Il loro diritto al voto è garantito dall’Articolo 48 della Costituzione Italiana e regolato dagli Articoli 56 per la Camera e 57 per il Senato (quelli che verrebbero modificati dal DdL in questione). Sancito dal 1979, il diritto di voto degli italiani all’estero era reso molto complesso dalle modalità. Con la legge del 2001, è stato reso possibile il voto per corrispondenza (per le elezioni legislative ed i referendum di livello nazionale, non per le amministrative). La legge Tremaglia, dal nome dell’allora Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, istituisce una Circoscrizione Esteri divisa in quattro ripartizioni elettorali: ‘Europa’ (comprendente Russia, Turchia e possedimenti coloniali di Paesi come Gran Bretagna, Francia, eccetera), ‘America Meridionale’, ‘America Settentrionale e Centrale’, ‘Africa, Asia, Oceania e Antartide’. La procedura di voto resta ancora complessa, ma è comunque un passo avanti rispetto al passato.

La distribuzione non omogenea degli italiani all’estero, assieme alla creazione di un’unica Circoscrizione che li rappresenti tutti, ha, da subito, creato una serie di problemi di rappresentanza. In ogni caso, però, il problema principale del voto degli italiani all’estero è sempre stato quello della difficoltà di inquadramento politico. Le tendenze politiche degli italiani all’estero, infatti, non sono quasi mai in linea con quelle dei cittadini residenti nel Paese. Non essendo immersi quotidianamente nel dibattito politico interno, i cittadini emigrati hanno la possibilità di osservare il confronto politico con maggior distacco. Inoltre, nonostante i principali partiti nazionali abbiano un discreto seguito anche all’estero, gli italiani emigrati tendono a creare propri movimenti politici (come il Movimento Associativo Italiani all’Estero o l’Unione Sudamericana Emigrati Italiani): in parte si tratta di una naturale tendenza a difendere i propri interessi tramite l’invio in Parlamento di persone che conoscano bene la condizione del Paese in cui vivono, in parte assume un grande peso l’influenza personale di alcuni individui molto radicati a comunità specifiche. Questo fa sì che i parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero, siano non di rado difficili da gestire ed inquadrare nelle dinamiche politiche.

Già alle prime elezioni politiche dopo l’entrata in vigore della nuova legge sul voto all’estero, nel 2006, i risultati delusero ampiamente le aspettative del Governo uscente: il Governo Berlusconi, che aveva fortemente voluto la legge Tremaglia pensando di trarne poi un vantaggio elettorale, fu sconfitto per un soffio dalla coalizione di Centro-Sinistra guidata da Romano Prodi e, ad essere determinanti per la vittoria, furono proprio i voti degli italiani all’estero. L’esiguo vantaggio e lo spettro vastissimo di posizioni presenti all’interno della coalizione resero la vita del Governo Prodi breve e travagliata, tanto che, già, nel 2008 fu necessario tornare a votare e, questa volta, la vittoria andò nuovamente a Silvio Berlusconi.

Sono passati più di dieci anni da quel primo voto per corrispondenza degli italiani all’estero e l’attuale Governo, nella sua battaglia contro i costi della politica e contro la cosiddetta ‘casta’, ha deciso di tagliare sensibilmente proprio il numero dei parlamentari della Circoscrizione Estero. Come denunciato dal CGIE, oltre che dalla petizione dei ‘cervelli in fuga’, il costo della riduzione da 18 a 12 dei Parlamentari della Circoscrizione Estero porterebbe ad un risparmio esiguo a fronte di un’ulteriore impoverimento della rappresentanza di cittadini italiani emigrati. La questione sembra essere, però, politica. Alle elezioni del 2018, infatti, mentre il quadro nazionale registrava uno stravolgimento degli equilibri politici interni, con la crescita impressionante di grillini e leghisti, da una parte, e il crollo di Forza Italia e Partito Democratico, dall’altra, la Circoscrizione Estero dava risultati totalmente diversi: il PD, infatti, è risultato primo partito all’estero (26,44% alla Camera; 27,09% al Senato); la coalizione di Centro-Destra (FI – Lega – FdI) ha ottenuto un risultato inferiore rispetto alla media nazionale (21,49% alla Camera; 22,04% al Senato) e, soprattutto, non ha visto la Lega superare FI; i grillini, infine, hanno ottenuto poco più della metà dei voti raccolti in Italia (17,50% alla Camera; 17,64% al Senato). La difficoltà di prevedere e gestire il voto degli italiani all’estero potrebbe, dunque, aver influito sulla scelta di tagliarne la rappresentanza in Parlamento.
A questo punto è possibile che le associazioni di italiani all’estero, assieme, forse, al CGIE, solleveranno la legittimità del DdL di fronte alla Corte Costituzionale, sostenendo che il provvedimento sarebbe lesivo dei diritti dei cittadini italiani residenti all’estero: alla Corte Costituzionale spetterebbe dunque l’ultima parola.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore