martedì, Ottobre 27

Italia – Vaticano: lo sfascio civico e intellettuale italiano Da Zaia e gli altri governatori che vogliono ridurre il potere dello Stato nella lotta al Covid-19, a Ruini che incontra Salvini: la fiera dello sfilamento del potere da parte di qualcuno a qualche altro

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Ero e resto convinto, e lo sono da un bel po’, che sia da un punto di vista interno alla Lega, e alla destra in particolare, che dal punto di vista dello Stato e della sua coerenza (leggi unità, e così non ne riparliamo più) il piùpericoloso’ (e lo metto volutamente fra virgolette … non se ne abbia a male, eh!) è Luca Zaia, con la sua fumosa idea di autonomia. Non se ne abbia a male, dico, ma è proprio Zaia che dice testualmente, dopo avere criticato le decisioni del Governo in materia di Covid-19: «Non ho voglia di fare casino né penso di commettere un reato di lesa maestà se dico la mia. Ma così non va bene». Orbene al di là del linguaggio aulico di Zaia, non mi pare che il problema sia quello di dire la sua: lo fa in continuazione, giorno e notte, anche quando mangia i topi vivi.

A un certo punto di una sua intervista al ‘Corriere’ del 6 Ottobre se non sbaglio, intervista che aveva per tema le proteste e le polemiche di Zaia verso il governo ‘dirigista’ (che solo dio sa cosa voglia dire: che dovrebbe mai fare il Governo … lasciarsi dirigere?) dice tranquillo come una rosa di maggio: «Allora, io non nego che serva una visione nazionale del problema pandemia. Però, ricordo che in tema di sanità le Regioni hanno una competenza quasi esclusiva. C’è ancora bisogno di ricordarlo?», invero sì, e ora spiego il perché, ma poi aggiunge Zaia «… uso uno slogan che può parere tautologico: meno Stato dove ci vuole meno Stato. Qualcuno crede forse che il Veneto sia meno efficiente dello Stato?». Non solo aulico il suo linguaggio, anche filosofico, ma giusto per capire, chi lo stabilisce quando e come ci vuole meno Stato? visto che lo stesso filosofo afferma che una visione nazionale serve. Scusi Zaia che cosa è una ‘visione’? I Governi non hanno visioni, quelle le ha Grillo, i Governi coordinano e razionalizzano: esattamente il contrario di ciò che lei afferma, in altre parole la sua (visto che le piacciono i filosofemi) è una contradictio in adiecto. Chiaro?

Se poi vuol dire che quanto a chiarezza di visione o altro, il Governo sia a dir poco deficitario, è altro discorso, ma da come la mette Zaia, il senso è un altro. Zaia vuole fare a modo suo, come a modo loro vogliono fare Attilio Fontana (camici a parte) Giovanni Toti, Vincenzo De Luca e Nello Musumeci e chi più ne ha più ne metta.
Non dubito che un ‘governatore’ sappia meglio di un governante come stanno i cittadini della sua Regione, ma anche un sindaco lo sa meglio del ‘governatore’, e un amministratore di condominio ancora meglio del sindaco, e allora come la mettiamo: combattiamo il Covid-19 condominio per condominio? Immaginiamo, cioè, un cittadino siciliano, che parte in mascherina, attraverso lo stretto e gli dicono di prendere una pillola di aspirina e buttare la mascherina, arriva in Emilia e gli rimettono la mascherina ma quella ‘FFPP22x’ e gli fanno sputare la pillola, arriva in Lombardia e, via tutto, ma un bel lassativo! È questo che vuole Zaia?
Certo, il dubbio c’è. Perché a sentire l’altro eroe del Covid-19, mitico stellino da prima serata, è al Comitato Tecnico Scientifico che fanno casino (per farmi comprendere anche da Zaia e da Grillo) e sono burocratici (ormai ogni cosa che non va è colpa della burocrazia … lo scaricabarilismo ben noto!), bisogna fare tamponi, molti, farli subito, fare questo, dire quello: e perché non lo fa, perché non lo fate invece di andare in TV a dire che, guarda un po’, altri non lo fanno? Il CTS non funziona? E che aspettate a buttarlo a mare? Il Governo non funziona, e che aspetta lei, sig. Sileri, a buttarsi a mare … pardon, a dimettersi? se non conosce il significato del vocabolo, le regalo un bel vocabolario italiano.
Non c’è nulla da fare, questo è il Paese delle chiacchiere e dei tentativi continui di sfilare ilpoteredalle mani di qualcuno. In Zaia, l’ho già scritto, al limite della sedizione, in Sileri, al limite del ridicolo e dello scaricabarilismo.

Ma questo è un Paese meraviglioso. Perché, guardate che meraviglia, mentre tutto ciò accade, mentre gli italiani ormai mangiano le mascherine anche a merenda, mentre l’economia va a rotoli, mentre Salvini va a processo, mentre la signora Bongiorno si ammacca un piede e farà causa a Bonafede, il mitico onorevole Rosato, quello del ‘rosatellum’, il genio dei sistemi elettorali insieme ai leghisti, si alza nell’aula del Parlamento italiano (la Camera dei deputati decurtanda, mi pare) e dice stentoreo: «Colgo l’occasione per dare una lieta notizia: i colleghi Nicola Grimaldi e Marianna Iorio festeggiano la nascita della loro piccola Camilla. Facciamo loro gli auguri da parte di tutti noi» … ‘sti ca…, direbbe Zaia, queste sì che sono frasi storiche! Capisco, francamente, che uno possa congratularsi per la riduzione del numero dei parlamentari: fosse la volta buona che ci priviamo di Rosato di Nicola Grimaldi e di Marianna Iorio! Aspettiamo Camilla, però.
Ma non è che solo noi cittadini italiani possiamo stare allegri.

In Vaticano ormai ogni giorno ne viene fuori una nuova. In particolare, che a me sembra talmente assurda da non essere vera, ma pare che lo sia, che i cardinali, vescovi eccetera italiani, si lamentano e lottano contro Francesco per motivi dottrinali, direte, per causa di certi furtarelli attribuiti a questo o a quello, per una certa frequenza di recente nella ‘tenerezza’ verso i fanciulli? No, semplicemente perché secondo costoro Francesco «ci vuole rendere superflui», insomma vuole sminuire il potere e l’influenza dellaChiesa italianarispetto al resto della Chiesa. Anzi, non solo, qualche ‘presule anonimo’ (questa è arte, lo riconosco) dice dolente: «Con Francesco al soglio di Pietro la Chiesa italiana è finita» . La Chiesa italiana, appunto, la Chiesa italiana … ma la Chiesa non era «una, santa, cattolica e apostolica, romana»? dove, se non sbaglio, ‘romana’ non vuol dire ‘de noantri’, ma insediata a Roma. Non solo, ma pare che anche laChiesaitaliana non contraria a Francesco eviti di prendere posizione sulle iniziative e sulle idee del Papa, contribuendo così ad isolarlo.
E, infine, quell’uomo tutto d’un pezzo, quel progressista sfegatato del Cardinale Camillo Ruini, dopo avere precisato che «criticare il Papa non vuol dire essergli contro» -che detto così è tutto un programma, oppure, diciamo meglio, una dichiarazione di guerra- non si perita di agire politicamente per esempio attraverso il segretissimo incontro del medesimo Ruini -auspice Giancarlo Giorgetti- con Matteo Salvini il giorno dopo che il Papa ha emesso l’enciclicaOmnes Fratres’, il contrario del razzismo e della lotta ai migranti. E meno male che non gli è contro!

Direte, ma che c’entra la Chiesa e il Vaticano rispetto a ciò che hai detto all’inizio?
C’entra, c’entra: è la fotografia dello sfascio civico e intellettuale italiano, no?
Ma poi, a completarlo, la scena surreale dell’intervista, al limite della vaudeville, di Enrico Mentana, mascherato, alla Ministro mascherata della Pubblica Istruzione (dice lei). Dopo la solita inutile dichiarazione di Giuseppe Conte – pochette in piazza, sulla necessità di indossare sempre, ripeto sempre, le mascherine, cosa già detta con meno sceneggiate da Roberto Speranza, ma pochette non poteva lasciare la scena. La Ministro ‘spiega’ mascherata (già questo supera Jonesco) al mascherato Mentana: lo studente, ‘spiega’, può abbassarsi la mascherina quando è seduto al banco, ma se si alza (magari per andare in bagno? e per una interrogazione?) la rimette, e poi la tiene ben fissa, ma se necessario la abbassa. Una cosa semplice e banale, resa incomprensibile e, specialmente, aggirabile. Se uno poi le suggerisce (alla Ministro … e magari anche a Mentana) di cambiare mestiere, sbaglia tanto?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.