domenica, Novembre 17

Italia – Turchia: la visita ufficiale di Erdogan a Roma Le sempre più importanti relazioni economiche tra i due Paesi

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Si è riunito in Prefettura un Comitato  provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica incentrato sulla visita ufficiale a Roma del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, prevista tra le 20 di domenica e le 20 di lunedì prossimo. Erdogan incontrerà Papa Francesco in Vaticano, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Paolo Gentiloni. Il tutto sotto la sorveglianza di oltre tremila uomini delle forze dell’ ordine e reparti speciali, schierati in collaborazione con agenti turchi. Al momento il livello di allerta è ‘2’: alto il rischio è di di attentati e di contestazioni da parte della comunità kurda residente in Italia o da centri sociali come alcuni centri sociali come Strike, Acrobax, l’Ex Viscosa.  E’ stata inoltre predisposta un ‘green zone’ in cui sarà vietato manifestare nelle giornate di domenica e lunedì e resa non accessibile a tutti la ztl nella zona centrale.  Dopo esser atterrato in serata all’ aeroporto di Fiumicino, il capo di Stato turco dovrebbe raggiungere l’ Hotel Excelsior di via Veneto dove trascorrerà la notte.  La Digos ha aperto un focus informativo sull’evento con il preciso scopo di mantenere aggiornata, minuto per minuto,  la valutazione del rischio.  Pronte ad intervenire anche le squadre di intervento NBCR del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Le enormi misure di sicurezza approntate per l’ occasione riflettono un po’ quelle che sono gli ultimi avvenimenti che hanno visto protagonista la Turchia: nelle ultime ore il governo siriano ha denunciato il danneggiamento di un tempio di quasi tremila anni di Ain Dara nell’offensiva, l’operazione Ramoscello di ulivo (Olive Branch), lanciata dall’ esercito turco, nel cantone di Afrin, contro i guerriglieri kurdi dello Ypg che Ankara considera un’ organizzazione terroristica, braccio siriano del Pkk turco, in guerra con il governo turco da quasi 35 anni.

«L’Italia prostrata ai piedi del Sultano. Vietate le manifestazioni, silenziato ogni possibile dissenso, resta solo l’immagine indecorosa che il nostro Governo sta offrendo al mondo intero nei preparativi della visita ufficiale di Erdogan. Non è accettabile il silenzio del Governo Italiano davanti alle violazioni dei diritti umani in Turchia ed ai bombardamenti dell’esercito turco sulle popolazioni civili nel Kurdistan siriano» ha denunciato Erasmo Palazzotto di Liberi e Uguali (LeU), vicepresidente della commissione esteri della Camera dei Deputati.

Ma quali relazioni economiche legano Italia e Turchia? I rapporti economico-finanziari fra i due Paesi risalgono ad una comune storia mediterranea e sono stati incrementati dal processo di adesione della Turchia all’Unione europea che l’Italia ha sempre visto di buon occhio e dall’ accordo di Unione Doganale con l’ UE, entrato in vigore nel 1995, primo caso con un Paese non membro.

Se nei primi undici mesi del 2017 gli investimenti diretti esteri sono stati di 9.817 milioni di dollari, in diminuzione del -9,5% rispetto allo stesso periodo del 2016 di 10.853 milioni di dollari, gli investimenti di provenienza dall’UE sono aumentati del 64,3% toccando i 4.489 milioni di dollari: tra gli investitori più importanti, figurano Olanda (1.641 milioni di dollari),  Austria (306 milioni di dollari), Germania (241 milioni di dollari), Regno Unito (191 milioni di dollari), Stati Uniti (162 milioni di dollari), Paesi del Golfo (175 milioni di dollari), Francia (105 milioni di dollari),  Canada (39 milioni di dollari).

Da par sua l’ Italia si è collocata, con 121 milioni di dollari, con un aumento del 47,6% rispetto allo stesso periodo del 2016 che aveva registrato l’importo di 82 milioni di dollari, tra i principali partner investitori del Paese. In Turchia, peraltro, sono operanti 1.413 imprese italiane, di cui 4 costituite nel novembre scorso. Tra le più famose Barilla, Benetton, Candy, Ferrero, Leonardo, Cementir, Intesa San Paolo, Luxottica, Iveco Spa, Pirelli, Salini, Unicredit, Trevi.

Stando alle rilevazioni dell’ Istituto turco di statistica, l’Italia è divenuta, dunque, 5° partner commerciale con 17,9 miliardi di interscambio totale, +10,6% rispetto allo stesso periodo del 2016. Dei 17,9 miliardi, 10,2 di import (+9,7%) e 7,7 miliardi di export (+11,7%) e un saldo negativo per la Turchia di 2,5 miliardi di dollari. Nelle esportazioni verso l’ Italia, a farla da padrone il settore industriale automobilistico, quello del ferro e dell’ acciaio, l’ agro-alimentare, l’ abbigliamento, le stoffe e il rame. Le importazioni dall’ Italia, invece, sarebbero dominate dalle apparecchiature meccaniche, dalle auto e dai loro ricambi, dalle materie plastiche e dalle attrezzature di alta precisione.

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