lunedì, Maggio 27

Italia sugli scudi a livello internazionale per la commercializzazione della canapa La settimana della canapa nelle testate estere, dal 30 luglio al 3 agosto

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Settimana all’insegna del Made in Italy nella commercializzazione della Canapa a livello mondiale in quanto il Ministero per le Politiche Agricole italiano propone un gruppo di lavoro di 5 differenti Ministeri coinvolti per snellire e chiarire gli ambiti di azione concessi dalla Legge circa la commercializzazione di Cannabis. E questo potrebbe essere uno step molto importante vista l’attenzione particolare manifestata in tutto il Mondo verso le scelte del Governo italiano. In Illinois apportate modifiche alla Legge per consentire a genitori e personale scolastico di somministrare Canapa ad uso terapeutico ai bambini all’interno degli istituti scolastici. Dopo recenti fatti di cronaca recenti che hanno riguardato minori ammalati e in terapia con Cannabis Medicale, la Gran Bretagna rivede le proprie normative fortemente restrittive su detenzione e uso delle droghe, in modo da consentire delle variazioni giuridico-legali che permettano di rivedere la lista delle sostanze consentite e prefigurare la Cannabis non più sostanza vietata e oggetto di carcerazione ma principio attivo da potersi destinare a uso medicale

Italia

L’Italia guardata con attenzione nel settore della coltivazione e commercializzazione di canapa industriale anche da un punto di vista internazionale, come peraltro riporta anche il noto sito web specializzato USA . Il Ministero delle Politiche Agricole si fa promotore di un tavolo di filiera allargato e che comprenda ben 5 Ministeri, oltre alle Associazioni di categoria e il settore della ricerca, con la finalità di dipanare i nodi relativi alla commercializzazione dei prodotti derivati dalla canapa. La proposta è stata lanciata in occasione del Convegno promosso dalla Confagricoltura sulle nuove prospettive offerte dall’allargamento della coltivazione specifica. La legge 242 del 2017 e tutte le norme a valle”, ha detto il dirigente Sviluppo imprese e cooperazione del Mipaaf, Pietro Gasparri, “regolano solo la parte agricola per la coltivazione della canapa industriale, che viene interpretata un po’ come ognuno vuole, sicuramente è migliorabile ma non parla assolutamente di prodotti e per questo serve un tavolo specifico che coinvolga oltre al nostro Ministero, Salute, Sviluppo Economico, Interni, Ambiente a forse anche i Monopoli”. Gasparri ha poi specificato che: “Noi come Mipaaf attiviamo il nostro ruolo di sostegno al reddito degli agricoltori, ma, ad oggi una legge c’è, e bisogna rispettare le norme che sono in vigore”. “E’ assolutamente necessario coinvolgere in un Tavolo tutti i ministeri e le varie Commissioni”, ha precisato il presidente della Commissione Agricoltura, Filippo Gallinella, nel ricordare che la legge regola solo la parte agricola, “adesso però se si vogliono commercializzare i prodotti derivanti dalla coltivazione di canapa o etichettarli come alimenti o ancora dare altra destinazione – ha aggiunto il presidente – bisogna che i ministeri competenti intervengano per dire quali sono i requisiti e i parametri per poterlo fare. Ben venga fare chiarimenti – ha concluso Gallinella – perché avere chiarezza nella norma permette agli imprenditori di essere sicuri e di non avere problemi se investono in questa produzione”. Si è rilevata quindi, una certa manchevolezza nel linguaggio giuridico che regolamenta la materia, si tratta di un settore nel quale oggi i produttori e gli operatori di Agricoltura in genere stanno constatando l’alta redditività della coltivazione di canapa ma è anche un settore dove la commercializzazione ed altri aspetti sono ancor oggi sottoposti ad una legislazione claudicante e che va implementata proprio per migliorare ulteriormente il Made in Italy anche nel resto del mercato globale . A seguito di questi problemi, Confagricoltura, Cia e Federcanapa, hanno definito un disciplinare di produzione  dedicato all’infiorescenza (femminile e priva di semi) di canapa coltivata in Italia, al fine di creare una filiera più ampia, tracciabile, certificata e di qualità e supportare le imprese nel cogliere tutte le opportunità che derivano dalla coltivazione della canapa industriale. “Il prodotto sarà tutelato da un marchio che stiamo definendo”, ha affermato Roberta Papili di Confagricoltura.

USA

Negli Stati Uniti in arrivo direttamente da Parigi i Macarons alla vaniglia, ai fiori d’arancio, alla Canapa. I famosi biscotti francesi, che hanno reso famosa la loro forma, i loro colori ed i loro accostamenti di sapori in tutto il Mondo ora hanno una nuova variante che incorpora la Canapa nella loro preparazione e giungono in un mercato potenzialmente fiorente e che potrebbe facilmente superare le barriere preconcette ed ideologiche ancor oggi sono molto diffuse negli Stati Uniti. Il che è il vero test al quale si assiste anche nell’ambito della piccola pasticceria. La variante alla canapa è stata messa a punto in una nota pasticceria di lusso francese, la Pasticceria Ladurée, che tra le altre cose produce Macarons fin dal 1862. Il Marchio ovviamente è già molto noto a Parigi ma è solo dagli inizi del 2000 che Ladurée è diventato anche un Marchio di rilevanza internazionale. Nel 2017 è stata aperta la prima sede di Los Angeles seguita poi da quella a Beverly Hills. L’azienda francese produce i suoi dolci con ingredienti di provenienza francese, principalmente biologici, in un laboratorio di cucina di Fairax Boulevard dove si svolgono anche dei Corsi.

Per quanto afferma Elisabeth Holder Raberin, co-Presidente di Ladurée USA, si tratta di una miscela di cioccolato bianco e canapa, con un gusto finale che sembra essere vicino a quello della nocciola. “Amo sfidare i miei gusti e sono molto curiosa di sapere cosa mangiano le persone. Los Angeles è un enorme mercato che è molto importante e vedo molte tendenze nascere qui. Puoi trovare il gelato alla canapa e io compro semi di canapa da mettere sul mio yogurt o da usare nel tè. E’sano! Quando ho detto a Parigi che volevo un Macaron di canapa, mi hanno guardato come a dire: “Cosa?”. Hanno pensato che fosse super divertente, ma alla fine hanno trovato un sapore e un colore davvero straordinari”. Come riporta la testata Hollywood Reporter, non si tratta della prima volta nella quale Ladurée ha sperimentato e lanciato un sapore insolito, nel recente passato -ad esempio- Pharrel Williams ha creato una edizione limitata alla Cola ed aromi di burro d’arachidi proprio per il Marchio francese. In Aprile, è stato lanciato -invece- un esclusivo aroma di fiori di ciliegio e la presentazione è avvenuta a Washington DC. Il CBD è molto popolare qui, ma non faremo nulla con questo cannabinoide per ora”, afferma Holder Raberin. “È stata un’idea per il lancio e in futuro dovremmo fare un gelato: la canapa con le bacche rosse sarebbe deliziosa!”

 

Gran Bretagna

La Segreteria di Stato del Regno Unito ha annunciato la scorsa settimana la propria volontà di rivedere in parte la lista dei prodotti derivati dalla lavorazione della Cannabis e di inserirli tra i quelli disponibili ed ottenibili attraverso la prescrizione medica. In tal proposito il Segretario di Stato Sajid Javid ha affermato: “Casi recenti di bambini ammalati hanno in me reso chiaro che la nostra posizione sui medicinali ottenuti dalla lavorazione della cannabis è da ritenersi non soddisfacente”. Alcuni casi, in specie quello di Billy Caldwell , sono stati di recente ritenuti eclatanti, da questo punto di vista e si potrebbe certo affermare che si è trattato della classica goccia che fa traboccare il vaso. Sajid David ha annunciato una revisione nella schedatura dei prodotti derivanti dalla Cannabis per uso medicale nel mese di Giugno istituendo due differenti gruppi di consulenti. Allo stesso tempo, durante l’annuncio della revisione delle liste di prodotti derivanti dalla lavorazione della Cannabis ad uso medicale, è stato aggiunto che tutto questo non comporterà nulla circa la ammissibilità -a rigor di legge- della Cannabis ad uso ricreativo. In Gran Bretagna, infatti, il possesso di Cannabis può sfociare in una condanna fino a 5 anni di reclusione ed un divieto perpetuo dai pubblici uffici oppure entrambe le cose.

Si ritiene che le nuove leggi possano entrare in azione già nel corso della prossima settimana. Nella fase di interim, i dottori saranno ancora autorizzati a fare appello al gruppo indipendente di esperti nei casi di pazienti che hanno accesso ai prodotti a base di Cannabis per uso medicale, con le relative imposte fiscali previste opportunamente saldate. Circa la definizione dei costituenti dei medicinali a base di Cannabis secondo i criteri di Legge vigenti, sarà materia del Dipartimento di Salute e Cura Sociale DHSC e dell’Agenzia Regolamentatrice Medicine e Prodotti di Salute MHRA, entrambe le strutture procederanno a sviluppare una più chiara definizione di Legge. Lo stesso Javid in un suo Tweet in merito ha scritto: “Rendere disponibili i medicinali a base di Cannabis dietro prescrizione beneficerà le vite di pazienti ammalati che oggi soffrono in silenzio. Non v’è niente di più duro che vedere i tuoi cari nel dolore. Questo è il motivo per il quale ho preso questa decisione”. Attualmente la Cannabis è ancora inserita ufficialmente nella Scheda 1 delle droghe nel Regno Unito, la si ritiene non avere alcun valore dal punto di vista terapeutico ed ha accesso solo a scopi di ricerca. La revisione procederà a rivalutare l’inserimento di alcuni prodotti classificato oggi nella Scheda 2 che comprende droghe quali eroina, pethidina, cocaina, metadone, fentanyl e oxycodone, una classificazione che per molti tende ad esprimere una pressione eccessiva nel caso della Cannabis. Le attuali restrizioni stridono col fatto che proprio la Gran Bretagna nel 2016 è stata la più grande produttrice di cannabis per uso medicale e ricerca scientifica . In quell’anno la Gran Bretagna ha prodotto 95 tonnellate (più del doppio del totale sommato nel 2015) ben oltre il Canada che produsse 80.7 tonnellate.

USA

La Agenzia Stampa Associated Presse rende noto che il Governatore dell’Illinois Bruce Rauner ha siglato il provvedimento di legge HB 4870 trasformandolo in Legge. La nuova regolamentazione consente ai genitori o amministratori addetti al controllo l’uso di cannabis medicale a scuola per bambini. I genitori o coloro che hanno tutela dei bambini ammalati per differenti patologie trattate con Cannabis medicale hanno accolto molto favorevolmente la apposizione delle firme da parte del Governatore Rauner, atto che ha passato il vaglio del Parlamento dello Stato in Aprile e al Senato in Maggio. La nuova legge pone alcune restrizioni nella somministrazione di Cannabis ai bambini all’interno delle scuole e pone invece altre tipologie di protezioni per lo staff scolastico e gli studenti. Kelly Cassidy, democratico di Chicago ha sponsorizzato l’HB 4870, un documento destinato a rivedere il Codice Scolastico dell’Illinois per richiedere a tutte le scuole, siano esse pubbliche o private, l’autorizzazione per parenti o personale di controllo scolastico per la somministrazione di Cannabis medicale all’interno della scuola. Cassidy ha denominato il provvedimento Legge Ashley, dopo che una studentessa dodicenne ha dovuto portare la materia davanti al giudice per poter ricevere Cannabis medicale per curare la sua epilessia. Questa rende possibile agli studenti con patologie gravi di accedere alla scuola e -al netto delle necessità cliniche- poter seguire i corsi scolastici. La legge sulla Cannabis dell’Illinois permette ai minori l’utilizzo di droghe con una doppia certificazione rilasciata dai medici curanti. Ma fino ad oggi la legge ha proibito il possesso di marijuana per qualsiasi motivo all’interno del contesto scolastico.

 

Israele

Si è aperto un forte dibattito in Israele circa le forniture di Cannabis medicale non solo in termini di quantità -tema sul quale in verità di discute ampiamente già da lungo tempo- ma anche nella qualità, ritenuta esser diventata parecchio scadente in un arco di tempo alquanto rapido. Il progetto pilota della distribuzione di Cannabis medicale attraverso il circuito delle farmacie finora ha ricevuto un’attenzione alquanto limitata. Solo 120 pazienti hanno fatto finora riferimento a 11 tra i più grandi Marchi produttori del ramo. E le forniture sono anche diventate parecchio risicate. Oltretutto, a mostrarsi scarsi nel raggiungere gli standard richiesti sul mercato specifico sono non solo i Marchi di recente immissione ma anche le società inveterate e specializzate che dovrebbero aver raggiunto una maturità produttiva e distributiva da lungo tempo, da almeno dieci anni, come Tikkun Olam, IMC, Better Talk, Aspiration for Life, Pharmocene. Nell’arco di settimane e nei mesi recenti, i reclami presentati dalla clientela sono aumentati in modo notevole e su una vasta serie di problemi come la scarsa quantità disponibile, le poche infiorescenze disponibili e la scarsa qualità dei servizi messi a disposizione. La carenza di varietà che i pazienti solitamente utilizzano da anni è un ulteriore problema segnalato dalla utenza specifica, ad esempio, una delle società che operano in questo settore e che offre 20 differenti varietà, attualmente ne rende disponibili solo 6.

La questione della scarsa disponibilità di prodotto è stata persino portata innanzi al Giudice, avendo aperto un procedimento apposito per danno procurato nell’ambito delle terapie mediche autorizzate, un procedimento legale ancora aperto ed in attesa di pronunciamento da parte della Giustizia israeliana.

In risposta a tutto questo, gli operatori del settore rispondono adducendo motivazioni quali le condizioni atmosferiche nell’Inverno, che le quantità disponibili, al netto delle condizioni della coltivazione, sono già state tutte vendute. Tra altre spiegazioni offerte vi sono anche quelle che fanno riferimento alle nuove procedure di coltivazione soprattutto in merito ai pesticidi prescritti dalla Unità Cannabis Medicale istituita presso il Ministero della Salute sull’uso di pesticidi proibiti . Quando non si possono usare sostanze, additivi e pesticidi in precedenza autorizzati -essi affermano- le infiorescenze sono più danneggiate ed alcune non riescono più a rispettare gli standard di commercializzazione .

 

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