domenica, Agosto 25

Italia: spazio, si prospetta una maggiore apertura alla Nasa? Due gli obiettivi più allettanti: la partecipazione alla costruzione del modulo abitativo Lunar Gateway e la presenza italiana al programma Artemis

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Nei giorni scorsi si è svolta a Palazzo Chigi la quinta riunione del Comint, il Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio, a cui partecipano, secondo dispositivo di legge, 12 ministeri della Repubblica e rappresentanti della Conferenza dei presidenti delle Regioni. La prima assise –lo ricordiamo- si è tenuta il 6 settembre dello scorso anno. 

Chi nasce informato, ha sostenuto che la presenza del premier Giuseppe Conte abbia testimoniato la delicatezza del momento per il settore. L’ammiraglio Carlo Massagli, consigliere militare del capo del governo, durante i lavori ha detto: «È un momento molto significativo per lo spazio italiano». È così, dato che l’indomani sarebbe partito per la Stazione Spaziale il colonnello Luca Parmitano, che si appresta a diventare il capo della prossima missione a bordo della nave spaziale oggi più conosciuta al mondo.

Ma, per il resto, è parola di chi scrive, sono veramente così importanti le storie che in questo momento stanno orbitando attorno allo spazio nazionale? Il fallimento della quindicesima missione del lanciatore Vega dopo appena 60 secondi e l’interruzione del segnale per 24 satelliti Galileo, la cui responsabilità secondo il giornale tedesco ‘Spiegel‘ sarebbe tutta dovuta all’Italia, ci fa pensare veramente ad altro. Inoltre, le pressioni che gravano in un momento così ruggente sulle ‘teste pensanti’ sono una Conferenza Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea in cui saranno definite le linee guida e gli investimenti da promuovere per le attività, gli sviluppi per i prossimi anni e un probabile accorpamento di imprese del settore in ambito europeo. Argomento che devono scoprire il fianco a esitazioni. Alcuni segnali, apparentemente sconosciuti sul fronte italico, sono stati preannunciati dalla stampa francese e del resto nelle intenzioni del presidente Emmanuel Macron di una quarta forza armata con un comando spaziale, sono in molti ad aver visto pericolose convergenze con quanto da noi asserito. E poi ci sarebbe da parlare di un problema occupazionale che riguarda tutta Europa: un numero molto elevato di esuberi di personale del settore in Francia, così come elencano i giornali, lede la stabilità sociale su ampi territori e restringe fortemente la domanda internazionale di tecnici e una concreta speranza di mobilità. Ma se poi si riesce concretamente a risparmiare sulle esosità che saranno richieste alla Ministeriale, eccitando false promesse e interessi di altri Paesi da cui non ci resterebbero che briciole, ci sono anche le prospettive di partecipare ai futuri programmi lunari con piani redditizi e sicuramente abilitanti. 

Due gli obiettivi più allettanti: la partecipazione alla costruzione del modulo abitativo Lunar Gateway e la presenza italiana al programma Artemis, un piano dalla Nasa per missioni umane sul suolo satellitare entro il 2024. Una prospettiva così ambiziosa comporta forse un allontanamento da alcuni accordi europei ma una speciale relationship tra Italia e Stati Uniti nello Spazio diventa propizia in un momento di ristagno nel Vecchio Continente e con un’industria americano che mostra numerosi segnali di affaticamento. È una sfida importante destinata a cambiare molti assetti e rappresenta la svolta in una realtà europea che non è mai stata particolarmente generosa con il nostro Paese. La ventata di ricordi, al mezzo secolo del primo allunaggio umano ha risvegliato anche gli interessi parlamentari. L’on. Matteo Bianchi, deputato della Lega, componente della delegazione presso l’Assemblea parlamentare della Nato ha dichiarato dai banchi di Montecitorio: «Questa nuova sfida, lanciata dalla più grande democrazia del mondo, ci impone di riflettere sul ruolo anche nel nostro Paese», aggiungendo poi che è di assoluto interesse scientifico ed economico rimanere stretti al nuovo programma spaziale, dando la completa disponibilità a partecipare attivamente all’epopea che cambierà il corso della storia, realizzando il sogno di Marte e di una postazione permanente del nostro pianeta, direttamente dalla Luna.

Che le sue parole rafforzino una posizione più attenta -della compagine governativa a cui fa riferimento- alla politica d’oltreoceano si vedrà nei prossimi mesi.

Come anticipavamo, il governo italiano si è offerto come partner per contribuire alla messa a punto della piattaforma orbitale lunare con una lettera inviata attraverso canali diplomatici a Scott Pace, segretario esecutivo del National Space CouncilCosa comporterà questa deriva? Che ne sarà di alcuni patti stretti con nazioni in forte attrito commerciale con l’America?

Sono passaggi importanti che meritano la doverosa valutazione, facendo anche ricorso, se necessario alla vecchia bilancia del farmacista per regolare perdite e guadagni, opportunità e minacce. I rapporti commerciali sono sempre molto difficili, lo sappiamo quando si lavora su elementi di emotività strategica in cui la numerazione di tutti gli elementi impone una valutazione scrupolosa. Noi siamo propensi immaginare che un orientamento così strutturato porti a stabilità e prosperità nel baricentro della competizione sia politica che strategica ed economica. Perché, come recita un documento appena pubblicato sulla carta intestata della Presidenza del Consiglio, la sicurezza dallo spazio non è più un concetto prevalentemente militare e nazionale, ma è divenuto multisettoriale e globale. E con certi dispositivi così sofisticati e strategici non si può scherzare, perché operare nello spazio è sempre più rischioso anche a causa dell’assenza di norme condivise a livello internazionale. 

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