domenica, Settembre 20

Italia nella Ue: serve accordo sulla legge elettorale

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La scelta di un sistema elettorale ha solitamente delle conseguenze sul piano politico: quali potrebbero essere quelle a livello comunitario?

Purtroppo ci troviamo a un livello più di base rispetto alla domanda posta: il problema al momento è che non c’è una proposta di legge elettorale che abbia un minimo di sostanza e di accordo politico. Questo è sconcertante: di che cosa stiamo parlando? Inoltre, la Corte Costituzionale, nell’esprimersi in merito, non ha dato delle indicazioni su come elaborare la nuova legge elettorale, ma ha lasciato che se ne occupasse la classe politica che, ad oggi non è in grado di risolvere questo problema, per il semplice fatto che non ci si rende conto della necessità di un accordo in merito tra i partiti. Il Rosatellum può essere una via, ma tutti i partiti devono capire che ciò comporta la necessità di accordi prima delle elezioni: i 5 stelle non li vogliono, Berlusconi nemmeno perché teme di essere sotto i ricatti della Lega, quindi non li si fa. Nel contesto europeo, dopo le elezioni tedesche e quelle francesi, corriamo il rischio di perdere un’occasione d’oro in un momento in cui si è fra i tre Paesi maggiori d’Europa rimasti, dopo l’uscita del Regno Unito, che potrebbero mettere mano nuovamente ai Trattati. Corriamo il rischio di non avere un governo autorevole in tali circostanze.

Quali sono le cause di tutto ciò?

Il problema è nella qualità della classe politica attuale, a cui corrisponde un basso livello di scelta della cittadinanza. Tutto questo in mancanza di politici seri e con il debordare delle fake news, rende il quadro desolante.

Come se ne esce?

Forse arriverà la Troika, o comunque saremo soggetti ad influenze esterne. Ci vuole forse un Radetsky di turno. Forse in dieci, quindici anni ci sarebbe un assestamento: questo perché nel lungo periodo i sistemi elettorali si assestano, quindi dopo aver funzionato a lungo, perché creano aspettative, razionalità politica negli schemi dei partiti, obiettivi che hanno senso, strategie. Ma cambiare di continuo legge elettorale è un disastro in sé, non solo per quello che si distrugge, ma soprattutto perché non c’è nulla su cui poggiare dei calcoli politici seri.

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