giovedì, Agosto 6

Italia: Consip, tentativo di colpo di Stato? Quello ai danni di Renzi è stato un colpo di stato? Perchè?

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A pochi giorni fa risalgono gli ultimi sviluppi del caso Consip: la Procuratrice capo di Modena, Lucia Musti, davanti alla commissione del Csm, avrebbe rivelato che il Colonnello Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo e il Capitano Scafarto le dissero: «Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi». Lo scopo di arrivare a Renzi era balenato in quanto sarebbe poi stato coinvolto il padre dell’ ex Premier Tiziano Renzi che avrebbe “facilitato” i contatti tra alcuni imprenditori e la Consip.

Il complotto, secondo la ricostruzione della Procuratrice, sarebbe stato dunque ordito dall’ Ex capo del Noe e da Scafarto. Quest’ ultimo avrebbe manipolato delle trascrizioni di intercettazioni coperte da segreto inerenti l’ inchiesta Cpl-Concordia e ne avrebbe rivelato il contenuto al suo ex superiore. Per questo, Scafarto è accusato dalla Procura di Roma di falso. L ‘imprenditore Alfredo Romeo, accusato di aver versato tangenti a Marco Gasparri, dirigente Consip è l’ indagato principale.

Attorno a questi fatti, molti hanno ipotizzato un tentativo di colpo di stato ai danni di chi, in quel momento, ricopriva una delle più alte cariche dello Stato. Per approfondire la questione, abbiamo chiesto a Gianni Flamini, giornalista e scrittore italiano, uno tra i maggiori esponenti dello studio riguardante i fenomeni terroristici e Gianfranco Pasquino, politologo e accademico italiano.

Il caso Consip può essere considerato un tentativo di colpo di stato all’italiana? «No» – ha risposto Pasquino – «certamente ci sono elementi di qualcosa che serve ad influenzare lo svolgimento della politica italiana ma non è assolutamente un colpo di stato. Non c’è nessuno nella tenebra che si prepara a sostituire il governo Gentiloni in maniera impropria. E non c’è nessuno che ha la capacità di stravolgere la dinamica democratica del Paese». Della stessa opinione si è detto Flamini che ha aggiunto che «i golpe all’italiana hanno rappresentato momenti di avvertimento, di ricatto. Ma era tutt’altro apparato, la Consip non ha niente a che vedere. Si parlava di generali, servizi segreti».

Ma il colpo di stato all’ italiana, sebbene non rientri nel caso Consip, si configura come una categoria a sé. «Il colpo di Stato all’italiana» – precisa Pasquino – « nella Repubblica che abbiamo conosciuto non ha mai avuto successo. Quindi quello di cui possiamo parlare sono i tentativi di influenzare le coalizioni di governo, la formazione delle coalizioni e alcune politiche dei varie coalizioni. Io credo ce ne siano due di tentativi rilevanti: uno il Piano Solo quando ad una parte non marginale di alcuni elementi del mondo industriale, della burocrazia romana e dell’esercito non piaceva un governo di centro sinistra con l’apporto importante dei socialisti. Quello certamente è un tentativo di colpo all’italiana. Il secondo, in un certo senso un successo, è stato il rapimento di Moro che ha cambiato la storia politica italiana. Perché Moro, io non credo che avrebbe mai fatto un governo con i comunisti, ma certamente avrebbe obbligato i comunisti a riformarsi più rapidamente».« Non è stato un colpo di Stato» – aggiunge Pasquino -«perché le brigate rosse non volevano andare al governo, volevano cambiare la storia italiana».

«Da piazza Fontana» – ripercorre Flamini – «si arriva alla notte del dicembre 1970 cioè al golpe Borghese. Poi nel 1974 dopo due stragi, quella di Brescia e quella del treno Italicus vicino a Bologna, c’è un progetto che sarebbe quello del Golpe bianco di Sogno e Cavallo che però salta perché Nixon viene cacciato dalla Casa Bianca.  Le altre erano solo delle dimostrazioni, come i fatti del giugno-luglio del ’64 quando è in atto il primo centro sinistra organico con la partecipazione diretta del partito socialista al governo, questo è dall’ottobre-novembre del 63 a giugno luglio cade il governo perché non lo vogliono ne Segni che è il presidente della repubblica né tutte una serie di apparati finanziari, politici, militari. A questo punto viene mobilitato il SIFAR, il servizio segreto militare, con il comandante che era stato De Lorenzo fino ad un anno prima. Per cui si appoggiano a De Lorenzo che ha in mano sia il SIFAR che il comando dei carabinieri, il quale mette in piedi uno spettacolo di un certo tipo, ad un certo punto Moro se si rifiutava di ricostituire il secondo centro sinistra, (perché il programma politico era totalmente annacquato rispetto al precedente) ad un certo punto c’è una riunione in un appartamento di Roma, di cui non si è mai saputo l’indirizzo, in cui sono presenti i massimi cervelloni democristiani e si presenta il generale De Lorenzo. Fatto sta che il giorno dopo Moro accetta di formare il secondo governo di centro sinistra. È di un’evidenza totale che dietro a questo c’è un ricatto politico. Questo fu il clamoroso colpo di stato.».

Nel 1993 Carlo Azeglio Ciampi, ex Presidente della Repubblica, raccontò che  ebbe timore di un colpo di Stato, ma mentre Flamini ipotizza ad una possibile minaccia da parte della loggia massonica P2, Pasquino, non riconosce alcun tipo di minaccia, in quanto la P2 era un gruppo affaristico, non aveva nessuna capacità di governo. Al massimo traeva vantaggio dal mettere su alcuni personaggi per prendere decisioni utili e fare affari.

Nonostante ciò, però, Pasquino aggiunge: «La massoneria è stata molto potente. L’esercito in una certa misura, ma non tutte le forze armate solo alcuni settori. Io aggiungerei anche alcune sezione della burocrazia e il Vaticano. La mafia, a mio parere, non ha avuto interesse ad avere potere politico a livello nazionale. Certamente riesce ad influenzare certe scelte ma non ha alcuna capacità di governare un Paese. Qualcuno aggiungerebbe anche la CIA. Io credo che la CIA sappia delle cose ma che sia un attore marginale in Italia».

In conclusione, come molti si sono chiesti, attualmente l’Italia corre il rischio di un eventuale colpo di stato?«No l’Italia non corre alcun rischio. Questi progetti così clamorosi sono tramontati, è cambiato il contesto. La vita politica del nostro paese continua ad essere condizionata ma con altri strumenti per esempio con strumenti finanziari, economici. Oggi soprattutto con questa balla sublime che è la guerra globale al terrorismo. Con la paura si condiziona la vita politica del paese. La parola che monopolizza l’attenzione in questo Paese è sicurezza». A tal proposito è d’accordo anche Pasquino: «Il rischio di questo Paese è sempre stato quello di essere governato al di sotto delle sue potenzialità. Non vedo generali golpisti, penso che il potere massonico si sia ridimensionato,  ma certamente non è sparito perché molti dicono che ad esempio attorno a Renzi ci siano dei massoni. In Toscana i massoni ci sono e sono forti. La mafia tiene un profilo molto basso perché è stata attaccata e perché è stata attaccata e certamente si sarà indebolita ma non sconfitta. Continuo ad avere una straordinaria fiducia nella disponibilità dell’Unione Europea ad intervenire qualora ci fossero dei problemi».

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