sabato, Febbraio 22

Italia: consegniamoci a Papa Francesco Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 12

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La provocazione era di Marco Pannella. Di fronte allo sfascio morale e pratico della Repubblica Italiana si proponeva di diventare cittadino dello Stato Vaticano. Sottomesso al Pontefice regnante, nella fattispecie Jorge Mario Bergoglio. L’occasione specifica era stata la decisione di Francesco, eravamo nell’estate del 2014, di cancellare in Vaticano l’ergastolo, introducendo contestualmente nella propria legislazione il reato di tortura. Il leader radicale aveva rilanciato: «Mi piacerebbe molto lasciare la cittadinanza italiana per diventare un cittadino del Vaticano». Tornando poi più volte sull’argomento, mano a mano che cresceva la inaffidabilità italiana e parallelamente la straordinaria opera di riforma morale e materiale del Papa della Pampa. (E peraltro Pannella già aveva apprezzato assai Karol Wojtyla e persino Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, anche rimarcandone dopo le dimissioni la ‘statura’ umana).

Quasi ‘convertito’ sulla via di Buenos Aires Pannella (che su quella di Pescara, invece, era stato ed è «assalito dai parenti ingordi»), ormai tentati noi dall’opportunità effettiva. Ché sarebbe una soluzione mica male ai nostri problemi. Qui ed oggi. Di fronte all’arroganza arrembante e momentaneamente vincente di Matteo Salvini, che come i cronisti internazionali ed i dirigenti della Croce Rossa dell’epoca hitleriana visita campi in Libia allestiti per l’occasione trovandoli una sorte di ‘Club Méditerranée’ (e peraltro pure quegli altri avevano creduto, o avevano voluto credere, che gli ebrei stessero in una sorta di Villaggi Vacanza). Con Luigi Di Maio e non pochi dei suoi sodali a Cinque Stelle convinti che per fare la propria rivoluzione si debba avallare l’inavallabile, e che il fine giustifichi i mezzi. Con i Dem che sembra non riescano a darsi il coraggio di scaricare il Putto di Rignano. Con il Puttaniere di Arcore che ripete stancamente i suoi già gloriosi numeri. Con ciò che resta della sinistra che pare ridursi sempre più a sgradevole aggettivo. Degli e dagli altri nulla di rilevante pervenuto. Insomma in questo quadro desolante non sarebbe mica una brutta idea quella di affidarci al rivoluzionario argentino.

Che intanto, tra un viaggio interno ed uno internazionale, giovedì 28 giugno nominerà altri quattordici ‘dirigenti’ dell’unico vertice mondiale realmente di alto livello. Undici Cardinali ‘elettori’ (tre italiani) sotto gli ottanta anni, tre ultraottantenni. Provenienti da tutti i Continenti, con l’esclusione dell’Oceania. Louis Raphaël I Sako, 70 anni, dal gennaio 2013 Patriarca di Babilonia dei Caldei. Luis Francisco Ladaria Ferrer, gesuita spagnolo, 74 anni, dal luglio 2017 Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede. Angelo De Donatis, originario di Casarano (Lecce), 64 anni, dal maggio 2017 Vicario Generale di Roma. Giovanni Angelo Becciu, originario di Pattada (Sassari), 70 anni, dal 2011 Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato e dal febbraio 2017 Delegato Speciale presso il Sovrano Militare Ordine di Malta. Konrad Krajewski, polacco di Lodz, dall’agosto 2013 Elemosiniere Apostolico. Joseph Coutts, 73 anni, dal 2012 Arcivescovo di Karachi, Presidente della Conferenza episcopale del Pakistan dal 2011 al 2017. António dos Santos Marto, 71 anni, dal 2006 Vescovo di Leiria-Fátima. Pedro Barreto, gesuita, 74 anni, dal 2004 Arcivescovo di Huancayo in Perù, Vicepresidente della Red Eclesial Panamazonica e membro del Consiglio pre-sinodale per il Sinodo speciale per la regione panamazzonica dell’ottobre 2019. Desiré Tsarahazana, 64 anni, dal 2010 Arcivescovo di Toamasina e dal 2012 Presidente della Conferenza episcopale del Madagascar. Giuseppe Petrocchi, 70 anni, originario di Ascoli Piceno, dal giugno 2013 Arcivescovo de L’Aquila. Thomas Aquinas Manyo Maeda, 69 anni, dall’agosto 2014 Arcivescovo di Osaka e dal 2016 Vicepresidente della Conferenza episcopale giapponese. E inoltre. Sergio Obeso Rivera, 87 anni, Arcivescovo di Xalapa dal 1979 al 2007, più volte Presidente della Conferenza episcopale messicana. Toribio Ticona Porco, 81 anni, gioventù al lavoro in miniera, Vescovo prelato di Corocoro in Bolivia dal 1992 al 2012. Aquilino Bocos Merino, spagnolo, 80 anni compiuti il 17 maggio, dal 1991 al 2003 Superiore generale dei Claretiani.

Poi uno fa il paragone con la classe dirigente italiana, politica e parlamentare ancor prima che di Governo. E la tentazione di passare dalle boutades ai fatti, e di chiedere davvero l’intervento diretto di Francesco dopo anni spesi ad opporsi giustamente alle ingerenze Vaticane, diventa quasi insopprimibile.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’