martedì, Luglio 23

Italia 2019: che le donne tornino in trincea Contro il governo che vuole abbattere i diritti civili, si levi alta e forte la voce delle donne

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L’Italia della civiltà è sotto attacco e di più il governo giallo-verde sta attaccando le donne: si va dal decreto Pillon fatto per umiliare le donne, a Fontana che con la sua setta della famiglia sta tramando per lasciare le donne a casa, trama presa dai Leghisti calabresi che, in occasione dell’8 Marzo, hanno pubblicato un volantino sul quale hanno scritto che il posto delle donne è la casa, l’unico nel quale la donna possa stare. È l’Italia dei primati, nel senso degli animali più vicini al sapiens.

Contro questa Italia mi aspetto che la voce delle donne si levi alta e forte, delle donne che lavorano e fanno crescere il Paese, delle donne che portano i loro contributi sugli affetti, sulle cure, sul futuro e sulle cose tutte, per intelligenza e maturità. Mi aspetto che siano loro a raddrizzare la caduta negli abissi dell’ignoranza e del peggior potere patriarcale, che si sta facendo spazio  attraverso l’attacco alle donne, una prova generale per arrivare ad abbattere tutti quei diritti civili che ripugnano lo spirito maschilista e fascista del governo in carica.

Ma c’è una domanda da fare alle donne, e alle donne che si trovano come mogli o figlie di uomini tanto perversi: siete felici? Non riuscite a suggerire loro che la vita delle donne è cambiata, che voi stesse già vivete una quotidianità profondamente cambiata rispetto a quella nella quale i vostri mariti e padri vorrebbero rinchiudervi?

L’imbarbarimento non tocca solo la frangia più spaesata e rancorosa d’Italia; quando dal governo escono quei segnali, tutto il Paese entra nel cono d’ombra, e nessuno, escluso i rancorosi, riescono a capire per che cosa sta accadendo tutto ciò. Perché il mondo, che piaccia o meno, viaggia su altri messaggi e chi non li aggancia, resta fuori. Il mondo, poi, è sempre più condizionato dalle società dell’informazione (Facebook, Google, Amazon, Apple), che fanno guadagni e investono dove il mercato è libero soprattutto nella materia prima di quel mercato, ossia la libertà di informazione.  Ma in Italia, quattro ignoranti rancorosi, hanno deciso di chiudere col mondo, del quale hanno paura e nella paura vogliono rinchiudere il resto del Paese.

Si deve dire di no a questa Visegrad nostrana; no a questi individui che non hanno capito più niente di come vanno le cose. Il no non mi aspetto venga dal loro elettorato; mi aspetto che l’altra Italia rompa gli indugi e, anziché astenersi, voti chi almeno è un po’ più acculturato e che non ha paura.

 

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