mercoledì, Dicembre 11

Istruiti stupidi vogliono capire, da Rai in giù Capire, o provarci, malgrado Grillo e il suo allievo Di Maio, dalle nomine in giù

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Ci sono molte cose che non capisco e che mi piacerebbe comprendere, anche se temo che resterò ignorato. Ne faccio un breve sintetico elenco… se qualcuno mi può aiutare!

Io vorrei innanzitutto capire che senso abbia quando alcuni grandi giornalisti, favorevoli a questo Governo -cosa lecitissima sia pure, come dirò, entro certi limiti-, affermano che non c’è nulla di male in ciò che fa il Governo dato che, ad esempio per le nomine, per l’uso dei decreti, ecc., i governi precedenti hanno fatto lo stesso. Sono sciocco, lo so, anzi sono ‘stupido’ secondo la nomenclatura che da ora in poi mi si applica per decreto ‘Grilleggio’, ma è come dire che siccome Riina ha commesso trentadue omicidi se Di Maio ne commette uno è praticamente da santificare. Per carità, Signor Di Maio non si arrabbi, la frase va letta mutatis mutandis: latino per dire ‘cambiando le cose da cambiare’ … nessun riferimento all’abbigliamento.

Io vorrei capire perché definire i vertici della RAI, e, a quanto pare anche i direttori dei TG e magari i cameraman, i registi, gli autisti, ecc., in un incontro di Governo tra Ministri, sia un modo per riformare in bene la RAI. Perché quelle persone sono meglio di altre? Da cosa deriva? se non dal fatto che piacciono ai due gestori del Governo. I curriculm di queste persone, i concorrenti diversi, insomma la trasparenza che fine ha fatto? Ah già anche i governi precedenti….

Io vorrei capire perché i vertici delle Ferrovie dello Stato vengano non solo cambiati, ma quelli in servizio, e non ancora scaduti, licenziati come la badante di Grillo  -che hanno fatto di male? Certamente cose orrende, ma possiamo saperle anche noi piccoli cittadini che pagano le tasse e quindi fanno andare le FFSS e i relativi dirigenti, per non parlare dei parlamentare e dei Ministri? Ah no, è vero, c’è la nuova linea grilleggina e i cittadini non contano.

Io vorrei capire perché si possa immaginare di nominare un tizio a presiedere nientemeno che la RAI, la maggiore fonte di informazione e di cultura (non istruzione) per gli italiani, che dice tranquillamente che i vaccini non si devono fare perché lui sa bene (o un suo amico medico gli ha detto, è lo stesso) che troppi vaccini tutti insieme sono uno choc per i bambini. Questa è ‘informazione corretta’ e super partes? E la conoscenza, la competenza, la scienza?

Io vorrei capire perché, in pochi giorni (finché le informazioni continueranno a pervenirci) è diventata una sorta di moda sparare o massacrare di botte gli stranieri (non tutti, solo quelli ‘brutti e cattivi’), e sentire il Ministro degli Interni dire che gli italiani non sono razzisti, ma ne hanno abbastanza, abbastanza di che? Possiamo capire?

Io vorrei capire perché queste nomine e queste affermazioni, discutibili come tutte specie se fatte così, sarebbero unarivoluzione culturale’. Si rende conto il giovane pisquano che praticamente sta dicendo che si propone di fare fuori, se non fisicamente, mentalmente, chiunque porti cultura? Cita, infatti entusiasta, il periodo più buio e terribile del Governo di Mao Zedong, culminato con i ‘misfatti’ della così detta ‘banda dei quattro’, vorrà pure dire qualcosa, no?

Ma no, via, cosa vado mai dicendo io, che non ho nemmeno la parrucca, anzi, quanto a questo, nemmeno i capelli, quando ormai la competenza e le funzioni si determineranno a sorte?

Sì, perché, proprio in questi giorni il comico Grillo (autonominatosi ‘maitre à penser’, in italiano ‘maestro di pensiero’) e dando il la al giovane Di Maio se ne esce, con quella che non è più una ‘provocazione’ da guitto, ma una frase sprezzante in risposta ai dubbi (ironici) di Sabino Cassese sulla sciocchezza colossale dei parlamentari scelti a sorte, perché? perché tanto non servono, c’è la ‘democrazia’ di Pericle … ma l’hanno letto Eco, tanto per citarne uno solo? Testualmente dice il comico, che per l’occasione indossa gli occhiali: «Non trovo niente di scandaloso – sottolineo – ma solo una grande ignoranza di questi istruiti stupidi. Perché poi l’istruzione è bellissima, ma quando incontri un istruito stupido cominci a farti delle domande sul tipo di istruzione che dai alle persone, soprattutto della mia età» . Mao, infatti, li mandava a zappare. L’istruzione dunque ‘si dà’, è una concessione, viene dall’alto, da chi decide cosa, come e chi istruire … l’istruzione? Un momento, ragioniamo un istante. La cosa, invero, non meriterebbe nemmeno un commento o di essere anche notata, perché un comico è solo un comico e come tutti comincia nell’avanspettacolo a fare scompisciare grossolanamente, mentre solo pochissimi ne escono per approdare ai teatri, dove, a proposito, sarebbe bello se venissero sorteggiati.

Il fatto è, che avendo in passato preso sotto gamba un imbianchino e un renitente alla leva e gli stupidi istruiti sanno cosa è successo, sperando che non sia la volta dei comici, parliamone un momento.

La frase in sé, peraltro aperta da un incubo sintattico: «Queste assemblee di persone sorteggiate a caso sono un movimento che si sta sviluppando in tutto (il) mondo, non capisco quale sia l’esagerazione che abbiamo suscitato in certi parrucconi del nostro sistema informativo» potrebbe essere, come dico, ignorata. Ma, a parte che il ‘sorteggio a caso’ lascia intendere che ce ne è uno … mirato, forse quello cui pensano Grillo la Casaleggio & co.?, da un lato quella frase ricorda quel riferimento alculturamedi infausta memoria e dall’altro è essa stessa la prova esattamente della insipienza del concetto. Gli ‘istruiti stupidi’, si suppone, sono peggiori degli ignoranti intelligenti, categoria cui evidentemente si iscrive il grillo di cui sopra.

Ora, premesso che queste sono banalità da scolaro dell’ultimo banco, sfugge al Grillo e ai suoi colleghi, parsimoniosi di letture benché non tutti liguri, che non è questione di disporre nell’Amministrazione dello Stato di più o menoistruiti’, ma di colti, di persone cioè onuste di cultura, che è cosa molto diversa dalla istruzione o dalla erudizione.

Si potrebbe sorvolare sul fatto che questa fraseologia e questo insulto grossolano trovano un grande inconsulto consenso e quindi non vanno ignorati: quel consenso, però, non deriva (come probabilmente sperano costoro) da stupidità del ben noto ‘popolo bue’, ma dal (purtroppo giusto) disgusto per i politici di mestiere degli ultimi decenni, non solo incolti quanto gli attuali ‘nuovi’, ma anche ladri e incapaci. Deinuoviancora non sappiamo, ma a giudicare da questi giorni il sospetto è legittimo. Come legittimo è il sospetto che perseguano con altri mezzi quei medesimi fini distorsivi della Costituzione già perseguiti da predecessori anche recenti.

Prendersela con la cultura (e con l’umorismo) e chiamarla ‘istruzione’ o ‘stupidità’ da parrucconi, mi ha fatto, però, venire in mente il modo compunto, attento allo spelling e, poi, soddisfatto di sé con cui il giovane Di Maio usa, in favore di telecamera, il termine ‘autodichìa’ rivolto al volgo con l’aria di dire ‘eh io ne so una più di Belzebù’, che mi ricorda Checco Zalone quando parla della sinèddoche, solo che quest’ultimo ironizza su se stesso, cosa impossibile ad un comico o a un suo allievo.

Peraltro il giovanotto dimentica di precisare che la cosa significa che l’organo (la Camera ad esempio) è giudice dei propri atti, non che fa quello che vuole … ma questa è roba da stupidi istruiti.

 

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.