giovedì, Dicembre 12

Israele, raid su Gaza in risposta a colpi di mortaio E dal Giro d'Italia 2018 sparisce ogni riferimento a 'Gerusalemme Ovest'

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L’aviazione israeliana ha compiuto due raid aerei oggi sulla striscia di Gaza, in risposta all’attacco sferrato dal gruppo terroristico palestinese della Jihad islamica con diversi colpi di mortaio sparati contro postazioni dell’esercito. A riferirlo sono le forze armate israeliane, secondo cui «gli aerei dell’aviazione hanno preso di mira 2 postazioni militari aggiunte appartenenti a organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza Centrale».
In seguito ai colpi di mortaio – circa una quindicina – lanciati da Gaza, i carri armati e gli aerei israeliani hanno attaccato quattro obiettivi nella Striscia. Poi i raid aerei. Fonti di Hamas parlano di tre feriti trasportati in ospedale. Nessun ferito segnalato tra gli israeliani.

L’attacco è l’ennesima rappresaglia compiuta dal gruppo della Jihad islamica ai danni dell’esercito israeliano per la distruzione del tunnel sotterraneo che i miliziani stavano costruendo tra Gaza e lo Stato ebraico, avvenuta agli inizi di novembre e che ha provocato la morte di 12 palestinesi.
Tutto ciò avviene in un momento molto delicato per i palestinesi. Le fazioni rivali di Hamas e Fatah sono ancora impegnate a dar seguito all’accordo di riconciliazione siglato lo scorso ottobre per porre fine a un contrasto decennale.
In parallelo ai colpi di mortaio, sirene di allarme sono risuonate nella zona israeliana di Shaar ha-Negehv, in quello che si è poi rivelato essere un falso allarme. Interrotto il traffico ferroviario fra le città israeliane di Ashqelon e Sderot, tratto in cui i vagoni sono teoricamente esposti al fuoco da Gaza.

Di Israele si parla anche qui in Italia. Dopo la minaccia dello Stato ebraico di revocare i finanziamenti, sul sito del Giro d’Italia 2018 sono prontamente stati eliminati tutti i riferimenti a Gerusalemme Ovest«Gerusalemme è la capitale di Israele: non vi sono Est e Ovest», avevano dichiarato i ministri israeliani dello Sport, Miri Regev, e del Turismo, Yariv Levin, in un comunicato congiunto, annunciando che «nella misura in cui nel sito del Giro non sarà cambiata la definizione che qualifica come punto di partenza ‘West Jerusalem’, il governo israeliano non parteciperà all’iniziativa». Ora la dicitura ‘Gerusalemme Ovest’ è stata rimossa da ogni materiale legato alla manifestazione. Lo ha annunciato RCS Sport, sottolineando però che «tale dicitura era priva di alcuna valenza politica». A protestare ora sono però i palestinesi.

Dalle analisi delle foto del missile Hwasong 15, diffuse oggi dai media di stato nordcoreani,  emerge che il nuovo missile balistico intercontinentale lanciato da Pyongyang presenta una tecnologia più avanzata e costituisce una minaccia maggiore di quelli lanciati lo scorso luglio.  Secondo gli esperti il missile è apparso significativamente più grande del Hwasong 14, il modello finora considerato più avanzato nell’arsenale nordcoreano.

«Ora la guerra è più vicina». Parole pesanti quelle pronunciate dall’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, durante il consiglio di sicurezza sulla Corea del Nord. Poco prima Donald Trump era tornato ad attaccare sul piano personale il dittatore di Pyongyang, Kim Jong-un, dopo alcune ore di silenzio dal lancio dell’Hwasong-15. Ancora una volta le sue parole alimentano una spirale di tensioni fatta di offese e di insulti ormai in corso da mesi.
La vera notizia di oggi, però, è che Trump si prepara a ‘silurare’ il Segretario di Stato, Rex Tillerson, che negli ultimi mesi si è speso con enorme fatica per l’apertura di un canale diplomatico col regime nordcoreano. Troppo moderato, dunque, per i gusti del presidente. Al suo posto si siederà probabilmente Mike Pompeo, attualmente al vertice della Cia.

L’ambasciatore del Regno Unito a Washington, Kim Darroch, ha espresso alla Casa Bianca le preoccupazioni di Londra per il fatto che Trump abbia rilanciato su Twitter materiale del gruppo dell’ultradestra britannica Britain First. Lo rivela il Guardian, citando fonti governative.
Oggi, durante un question time ai Comuni, molti deputati hanno rinnovato al governo la richiesta di cancellare la visita di Stato di Trump prevista per il 2018.

Aria di distensione tra Serbia e Kosovo: un accordo finale sulla normalizzazione dei rapporti tra Belgrado e Pristina potrebbe essere raggiunto fra due anni. Lo ha detto il vicepremier kosovaro Enver Hoxhaj nel corso di una conferenza sui Balcani occidentali ieri sera a Washington.
Hoxhaj ha sottolineato che per raggiungere un accordo finale servirà comunque l’appoggio della comunità internazionale, in particolare di Unione europea e Stati Uniti. Tuttavia ha al tempo stesso rilevato come la campagna della Serbia contro il Kosovo si rifletta negativamente sull’andamento del dialogo.
Per il vicepremier Pristina non ha motivo di proseguire nel negoziato se non diventa membro delle Nazioni Unite, cosa questa alla quale Belgrado, che non riconosce l’indipendenza del Kosovo, si oppone da sempre.

La Russia sta preparando il ritiro del suo contingente militare dalla Siria. Lo ha dichiarato il segretario del Consiglio di Sicurezza russo Nikolai Patrushev, citato dall’agenzia di stampa Ria Novosti. Già il 21 novembre scorso il capo di Stato maggiore e vice ministro della Difesa russo, Valery Gerasimov, aveva detto che la fase attiva dell’operazione antiterrorismo in Siria «si sta avvicinando alla fine».

L’ex premier egiziano Ahmed Shafiq, che ha annunciato l’intenzione di candidarsi alle presidenziali del prossimo anno in Egitto, ha denunciato all’emittente panaraba Al Jazeera di essere bloccato negli Emirati Arabi Uniti, dove vive dal 2012. «Mi viene impedito di lasciare gli Emirati per ragioni che non capisco e non voglio capire», ha detto Shafiq in un videomessaggio.

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