martedì, Aprile 7

Israele: quegli ultraortodossi che fanno litigare La crescita della popolazione degli ultraortodossi è in aumento e questo crea sempre più problemi circa la possibilità dell'esenzione dal servizio militare

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La leva militare degli ultraortodossi fa litigare tutti e potrebbe portare Israele ad elezioni anticipate. Il problema nasce da una sentenza dell’Alta corte di giustizia di Israele del 2017 che ha imposto, dopo una legge approvata nel 2012, nota come Legge Tal che aveva mantenuto le esenzioni, al governo di trovare una soluzione che possa mettere d’accordo tutti i partiti. Ma non è ancora stata trovata. Già lo scorso luglio, pochi mesi dopo che in Israele si era rischiata la crisi di governo, il Parlamento israeliano aveva approvato, in prima lettura, una legge, voluta da Avigdor Lieberman, leader di un partito laico della destra nazionalista, Israel Beytenu, che prevede un graduale aumento della partecipazione degli ultraortodossi al servizio militare, ma anche multe per le yeshiva cioè i seminari religiosi, che ostacoleranno l’arruolamento dei loro studenti. Il provvedimento era stato approvato grazie ai voti del partito laico Yesh Atid. La legge si era poi bloccata per la minaccia degli ultraortodossi di uscire dal governo. Lieberman,  a metà novembre, aveva deciso che l’uscita dal governo del suo partito, causando la convocazione di elezioni anticipate, che si sono tenute il 9 aprile. 

La crescita della popolazione degli ultraortodossi è in aumento e questo crea sempre più problemi circa la possibilità dell’esenzione dal servizio militare. Gli Haredim sono esentati dalla leva militare sin dalla nascita di Israele, quando erano solo poche centinaia e vorrebbero l’esenzione completa dal servizio militare, equiparandolo allo studio della Torah.

Yaakov Litzman, vice ministro della Salute e capo del partito United Torah Juidaism (Utj) ha affermato che gli ebrei ultraortodossi non hanno intenzione di abbracciare le armi e che se il disegno di legge per l’arruolamento dei giovani ultraortodossi verrà approvato, l’Utj «abbandonerà la coalizione di governo». Ieri sera, il Comitato ministeriale per la legislazione ha accolto in prima lettura (saranno necessarie altre due) un progetto legislativo per la coscrizione degli ‘Haredim‘ (ultraortodossi). Questa legge stabilisce che il numero dei coscritti annuali dovrebbe aumentare ogni anno per 10 anni e in caso di mancato adempimento, verrebbero imposte crescenti sanzioni monetarie, riducendo il bilancio delle scuole rabbiniche ortodosse ‘yeshiva‘.

La questione dell’arruolamento religioso, sebbene importante, è in fondo alla lista delle priorità immediate della sicurezza nazionale e dell’economia.  E poi è la scadenza della High Court per il passaggio di una nuova legge sull’arruolamento che ha costretto il governo a fare i conti con la questione. I maschi strettamente religiosi sono ben informati sulla geografia storica dello stato ebraico e servire e aderire a quelle leggi contenute nei Testi Sacri può essere considerato un comandamento biblico. I principi dell’esercito non si prestano intrinsecamente alla creazione di un ambiente particolarmente religioso, soprattutto nell’esenzione dall’apprendimento della Legge.

E senza altri probabili membri della Knesset in grado di formare una coalizione di governo, tra cui il Partito Blu e Bianco guidato da Benny Gantz e Yair Lapid, il Parlamento potrebbe sciogliersi rapidamente e inviare il paese a elezioni rapide per la seconda volta in meno di sei mesi. Se i tribunali e le parti non religiose determinano come e quando questi religiosi devono prestare servizio militare, allora le crisi governative come quella che condannerà il governo appena eletto di Netanyahu continueranno a rappresentare un problema nel futuro.

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