giovedì, Novembre 14

Israele-Gaze, sale ancora la tensione Hillary Clinton correrà di nuovo per la Casa Bianca nel 2020. Conferenza di Palermo, Haftar si fermerà a Mondello

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Tensione altissima tra Israele e Gaza. Diversi razzi sono stati lanciati dalla Striscia verso il sud del Paese. Almeno sette le persone ferite in Israele, anche un autobus è stato colpito. La risposta è stata immediata: velivoli dell’aviazione israeliana hanno colpito obiettivi terroristici in tutta la Striscia. 3 i palestinesi morti ad est di Rafah.

In mattinata decine di migliaia di palestinesi avevano preso parte a Khan Yunes, a sud di Gaza, ai funerali dei 7 miliziani rimasti uccisi la scorsa notte in uno scontro armato con una unità speciale israeliana penetrata di alcuni chilometri entro la Striscia. E i portavoce di diversi gruppi armati,  fra cui quelli di Hamas e della Jihad islamica, hanno minacciato ritorsioni. Che poi si sono avverate.

Hillary Clinton correrà di nuovo per la Casa Bianca nel 2020. Secondo diversi giornalisti, la nuova versione di Hillary sarà molto più liberal e vicina alla sinistra del partito, cavalcherà il movimento del #metoo e si batterà per una stretta sulle armi.

Confermata la presenza del premier russo Dmitri Medvedev e del presidente egiziano Al Sisi alla conferenza sulla Libia a Palermo. Intanto il generale Khalifa Haftar sarà in Sicilia, ma non a Palermo. L’uomo forte della Cirenaica si fermerà a Mondello, a pochi chilometri dal capoluogo siciliano per incontrare lì alcuni capi di Stato e di governo fra cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Non sarà un vertice parallelo, come avrebbe voluto Haftar, ma una serie di incontri bilaterali che comunque le stesse Nazioni Unite hanno suggerito di tenere, per non perdere del tutto la presenza del generale in questa fase dei negoziati. Certo è che montano le polemiche, vista la mancata presenza dei ‘pezzi grossi’ dello scenario internazionale, cosa che fa partire questa conferenza già con il piede sbagliato, con molti analisti che vedono in tale insuccesso la poca credibilità italiana.

«Lasciate che i negoziati sulla Brexit vadano avanti. Stiamo lavorando sodo per un accordo, ma non siamo frettolosi. Occorre trovare un’intesa che vada bene a noi, ai 27, e che il parlamento britannico possa ratificare» Così il viceministro britannico per la Brexit Martin Callanan, ha detto oggi arrivando al consiglio Affari generali a Bruxelles. Il capo negoziatore della Ue Michel Barnier ha confermato: «I negoziati sulla Brexit, a livello tecnico, proseguono in modo intenso. Ma per l’accordo non ci siamo ancora».  Mentre il ministro degli Esteri belga Didier Reynders ha ribadito che per un accordo sulla Brexit «c’è tempo, ma non così tanto. Per oggi penso sia difficile fare veri progressi, ma spero sia possibile prima di Natale. Siamo pronti a tutti gli scenari, ma lavoriamo sodo per raggiungere un buon accordo con Londra. Siamo molto vicini. Abbiamo una soluzione per quasi tutte le questioni, e anche sulle frontiere irlandesi abbiamo fatto una proposta con alcune evoluzioni negli ultimi giorni, ma fino ad ora non abbiamo avuto segnali positivi. Siamo pronti ad organizzare un vertice straordinario, ma solo se ci sono progressi. Se la situazione è la stessa di dieci giorni fa, non ha senso, sarà per dicembre». Intanto il premier spagnolo Pedro Sanchez ha esortato la premier britannica Theresa May a indire un secondo referendum sulla Brexit, perché l’addio è «una grande perdita per entrambi».

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