giovedì, Novembre 14

Israele, cade il governo Netanyahu? Brexit, smentite le dimissioni dal governo del ministro Michael Gove

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In Israele, sempre più vicine le elezioni anticipate. ‘Focolare ebraico’, secondo fonti vicine all’organizzazione, ha intenzione di lasciare la coalizione di governo dopo che il premier Benyamin Netanyhu ha respinto oggi la richiesta del partito di affidare al proprio leader, Naftali Bennett, il ministero della difesa. Il premier ha ammonito tutti i leader della coalizione che «occorre fare ogni sforzo per preservare il governo di destra attuale per non ripetere lo storico errore del 1992, quando arrivò al potere la sinistra e si giunse agli Accordi di Oslo». Si parla però già di possibili elezioni tra marzo e maggio 2019.

Intanto almeno 40 palestinesi sono stati feriti, 3 in modo grave, secondo fonti mediche di Gaza, in seguito ad incidenti verificatisi sul confine con Israele. Fonti locali parlano di una delegazione dell’intelligence dell’Egitto arrivata proprio sulla Striscia per verificare che le manifestazioni non escano di controllo e non inneschino ulteriori violenze con Israele.

Torniamo in Gran Bretagna, perché dopo il caos di ieri con diverse dimissioni dal governo dopo la bozza di accordo con l’Ue per la Brexit annunciata dalla premier Theresa May, ha smentito il suo addio invece il ministro dell’Ambiente, Michael Gove. Mentre il sottosegretario alla Sanità Stephen Barclay è stato nominato nuovo ministro per la Brexit. Torna, invece, al governo Amber Rudd come neoministra del Lavoro, in sostituzione della dimissionaria Esther McVey. Nel frattempo dalla presidenza del partito arriva un segnale di rassicurazione: la May ha i numeri per vincere in caso di mozione di sfiducia alla sua leadership.

Andiamo in Corea del Nord, dove il leader Kim Jong-un ha supervisionato il test di una nuova arma tattica ad alta tecnologia eseguito con successo in un centro della Difesa.

In Germania, il leader della Csu bavarese, Horst Seehofer, lascerà la guida del partito il 19 gennaio, nell’ambito di un congresso straordinario dei cristiano-sociali. Nei giorni scorsi, aveva annunciato di lasciare la presidenza del partito ma di voler restare nel governo Merkel.

Passiamo alla Grecia, con Atene blindata in vista della manifestazione domani per ricordare la rivolta del 1973 degli studenti del Politecnico, una protesta contro la dittatura dei Colonnelli repressa nel sangue. Già oggi qualche disordine, quando un gruppo di manifestanti anti-governo ha cercato di impedire ad una delegazione di Syriza di deporre una corona di fiori fuori dal Politecnico.

Chiudiamo con la Turchia, perché un tribunale di Istanbul ha emesso 46 condanne all’ergastolo aggravato per i 46 imputati nel processo per la strage dell’Isis all’aeroporto Ataturk della metropoli sul Bosforo del 28 giugno 2016, in cui 45 persone rimasero uccise e altre 163 sono state ferite.

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