domenica, Dicembre 8

Isola artificiale in costruzione

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BangkokLe Filippine hanno annunciato ufficialmente nella giornata di Martedì scorso la propria presentazione di un formale atto di protesta circa le attività ritenute illegittime da parte cinese in acque contese da tempo, il giorno dopo che Pechino ha denunciato come “irresponsabile” la critica mossa dagli Stati Uniti verso la costruzione di un’isola artificiale da parte cinese, una struttura ritenuta largamente sufficiente per la costruzione di un’area destinata ad accogliere una pista aerea.
Il Sottosegretario agli Esteri Albert Del Rosario ha affermato che il suo Dipartimento ha sottoposto una nota verbale alla Cina il 10 Ottobre, “protestando sulle attività” nelle acque del Mar Filippino Occidentale.
«Abbiamo esaminato i documenti in nostro possesso ed abbiamo rilevato che una nota verbale è già stata inviata», ha chiarito Del Rosario.
Alcuni giorni dopo il report, il Tenente Colonnello Jeffrey Pool, un portavoce militare statunitense, ha chiesto ufficialmente alla Cina di smettere con la costruzione della piattaforma aerea.
Sottolineando tale punto di vista, un altro portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha affermato che «la costruzione su larga scala in oggetto potrebbe complicare ulteriormente o sostenere l’escalation della intera situazione secondo il nostro punto di vista».
«Il Governo cinese può parlare per se stesso ma noi chiediamo con urgenza alla Cina così come a tutte le altre Nazioni che reclamano per la propria parte la materia di conflittualità territoriale nel Mar Cinese Meridionale di essere quanto più possibili trasparenti nelle proprie attività nelle aree disputate», ha riferito ai reporter in occasione della relative conferenza tenuta da Jeffrey Rathke.
«Forze esterne non hanno alcun diritto a compiere critiche di irresponsabilità» ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Hua Chunying  durante un incontro coi media tenutosi a Pechino nella giornata di Lunedì scorso quando è stato chiesto di rilasciare commenti sul punto di vista espresso dagli Stati Uniti in questa materia.
«Le attività di costruzione della Cina sono destinate al rafforzamento del lavoro e delle condizioni di vita del personale che staziona operativamente nella zona insulare, in modo che esso possa meglio assolvere ai propri impegni e richieste di natura internazionale e assolvere meglio le proprie responsabilità nelle fasi di eventuale ricerca e intercettazione».
Un gruppo che agisce nel settore della sicurezza, con base a Londra, HIS Jane’s , la scorsa settimana ha rivelato in un dettagliato rapporto i nuovi dettagli sui progetti di reclami territoriali cinesi nella zona denominata dai cinesi Yongshu e che i filippini chiamano Scogliera Kagitingan. Secondo tale report , l’isola artificiale ha una lunghezza di 3.000 metri e 2-300 metri di larghezza, uno dei tanti progetti la cui liceità viene reclamata dalla Cina in quell’area ma apparentemente solo il primo progetto che possa essere specificamente destinato allo scopo di costituire una pista aerea. Nella parte orientale della costituenda isola artificiale vi è uno spazio sufficiente per ospitare depositi di propellenti e anche aree destinate a navi da guerra.

 

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