venerdì, Agosto 7

Islamic Fashion: un mercato da 484 miliardi di dollari field_506ffbaa4a8d4

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Come molti settori delle economie dei Paesi musulmani più ricchi, anche la moda islamica costituisce un mercato in espansione che appare davvero promettente. Secondo Alia Khan, fondatrice e Presidente dell’Islamic Fashion Design Council, nei prossimi due anni i consumatori musulmani spenderanno 484 miliardi di dollari in questo ambito. Tanto basta perché l’iFash™ (Islamic Fashion) possa diventare una miniera d’oro non solo per i designer islamici ma anche per le case di moda occidentali, che guardano con un occhio di riguardo a un pubblico che predilige l’eleganza e la sobrietà, ma che rifiuta di essere imprigionato in cliché abusati e stereotipi scontati.

Alia Khan è a capo dell’IFDC (Islamic Fashion Design Council), organizzazione che ha l’obiettivo di sviluppare l’industria della moda e del design islamico in tutto il mondo. “Ho notato che l’industria dell’iFash (Islamic Fashion) era particolarmente frammentata e aveva bisogno di una piattaforma strutturata. Questo è ciò che volevo costruire quando ho creato l’IFDC. Nella prima fase ci siamo concentrati sugli stakeholder dell’iFash e, in seguito, dell’iDez”, Islamic Design, vale a dire arte, architettura, interni, eccetera. “Puntiamo a superare tutti gli standard del showcasing, degli affari e dei prodotti d’eccellenza”, ci spiega la Presidente.

Oggi l’IFDC, punto di riferimento nel mondo per la moda e il design dallo stile sobrio, fa riferimento all’economia islamica e ai suoi portatori di interessi. “Le nostre iniziative comprendono network specializzati appartenenti al mercato globale dei consumatori. Ciò rende la nostra organizzazione una piattaforma destinata a un mercato miliardario, diverso da tutti gli altri”. Grazie all’apertura degli uffici a New York City e a quelle che seguiranno a Londra, Los Angeles, Kuala Lumpur, Melbourne e Cape Town, l’IFDC, se si considerano anche gli uffici affiliati di Dubai, sarà presente complessivamente in sette città entro la fine del 2015, “insha Allah”, esclama Alia, che in arabo significa ‘se Dio vuole’. “Nel corso dei prossimi diciotto mesi la struttura che presiedo sarà coinvolta in un gran numero di iniziative collegate ai nostri partner mondiali. Sarà un periodo molto intenso per noi, dobbiamo connettere tra loro i vari fattori che compongono questo settore, vale a dire designer, artisti, acquirenti, rivenditori, media, consumatori, eccetera. Stiamo già programmando diversi eventi, promuovendo marchi e opportunità commerciali per chiunque fosse interessato”.

 

Presidente Khan, le donne musulmane apprezzano la moda?

È un mercato enorme. Non dovete fraintendere il motivo che sta alla base di questo fenomeno. Si tratta di un mercato grandissimo perché le donne musulmane apprezzano in modo entusiasta la qualità e l’estetica. Sanno come apparire fini ed eleganti. Noi crediamo che la diversità globale aumenti l’eccitazione che può derivare dalla visione di determinati capi d’abbigliamento, aumentando le possibili opzioni e diversificando il tipo di look.

IFDC Designer_ Chenille

La moda è compatibile con l’obbligo per le donne musulmane di coprirsi con il velo?

Certo che lo è. Perché non dovrebbe esserlo? Il foulard-hijab è iconico. Da Grace Kelly ad Audrey Hepburn, fino a J.Lo (Jennifer Lopez) e Angelina Jolie. Questo indumento è un marchio di fabbrica per classe, eleganza e fascino. Coprirsi il capo non sarebbe alla moda? In realtà è bello, se lei ci pensa. E molto affascinante, se vuole sapere cosa penso.

Quanto vale il mercato della moda islamica? Quali sono le proiezioni per i prossimi anni?

Questo mercato è globale. La richiesta è dappertutto e non può essere limitata a una sola regione. Finché la popolazione musulmana mondiale continuerà a crescere così velocemente come in questi anni (il numero dei giovani islamici sotto i 30 anni sta aumentando in quantità doppia rispetto a qualsiasi altro popolo), questo mercato si espanderà in misura esponenziale. I consumatori musulmani spenderanno 484 miliardi di dollari americani nei prossimi due anni. Nel 2012 i musulmani che vivono in Germania, Francia, Regno Unito e Nord America hanno speso collettivamente 22 miliardi di dollari circa per il vestiario e le scarpe. Ciò rende il mercato islamico occidentale secondo solo a quello turco. La fonte è il report effettuato da Thomson Reuters in occasione del Global Islamic Economy Summit (GIES) del 2015.

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