giovedì, Dicembre 12

Islam radicale: il governo si preoccupa delle scuole musulmane

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Ovunque, nelle periferie di grandi città, emergono progetti, spesso piccole scuole, con una o due classi e quindici studenti. Ma il movimento è ben avviato. I sindaci si lamentano di essere in prima linea per la valanga di richieste, ma di non avere il controllo di ciò che accade all’interno delle scuole. Finanziate dai Paesi del Golfo, i Fratelli musulmani hanno il dominio sugli studenti e sul loro insegnamento. Oggi, una cinquantina di istituzioni musulmane attive in Francia, accolgono 5.000 studenti.

La questione delle scuole fuori contratto, che non sono tenute a rispettare i programmi di istruzione, è una priorità. Dopo gli attacchi di novembre, una serie di ispezioni ‘a sorpresa’ è stata lanciata negli edifici sospettati di radicalizzazione. Tra le cinquanta scuole musulmane, convive una grande varietà di strutture. Che va dalla moschea nascondendo classi e scuole materne, centri culturali per i giovani senza dire apertamente i loro scopo educativo.

L’influenza dei Fratelli Musulmani, attraverso la loro filiale francese cioè l’UOIF (Union des organisations islamiques de France, unione delle organizzazioni islamiche di Francia), nell’insegnamento islamico è reale. L’UOIF controlla le principali scuole sotto contratto con lo Stato, ma anche, più o meno direttamente, quaranta scuole non in regola, di solito nell’istruzione elementare. Il liceo Averroès di Lille è stato a lungo la vetrina dell’educazione musulmana in Francia: prima istituzione musulmana sotto contratto con lo Stato, dal 2008. I tassi di successo all’esame di maturità sono quasi il 100%, gli alunni diventano ingegneri, medici, notai, insegnanti … ma è diventata anche il bersaglio di critiche: emblema della dominazione dei Fratelli musulmani in questa educazione confessionale, dimostrando un impegno per i valori repubblicani, ma difendendo un Islam fondamentalista, con finanziamenti dai Paesi del Golfo per nulla trasparenti. Una revisione storica rapida, che appare pure sul sito della scuola, è istruttiva. Averroès è stata fondata per soddisfare la ‘domanda’ creata dall’esclusione di venti studentesse velate nel 1992, dalla scuola pubblica Faidherbe di Lille.

Questo legame nutre delle domande. Ciò che l’esperto islamologo Gilles Kepel sintetizza: “Legalmente, nulla vieta, ovviamente, la creazione di scuole musulmane, così come le scuole ebraiche e cattoliche. Ma il progetto del UOIF, sta costruendo una comunità che negozia la sua inclusione nella Repubblica. La vera domanda è : fino a che punto questo movimento promuove un senso di rottura con la comunità nazionale?”.

Autore di Pourquoi j’ai quitté les frères musulmans (Perché ho lasciato la Fratellanza Musulmana), che racconta i suoi quindici anni di militanza all’interno dell’organizzazione. Mohamed Louizi decifra la loro politica a lungo termine: “L’obiettivo è quello di creare una rottura tra Repubblica « attiva» e i giovani musulmani in modo che non credano più al progetto repubblicano”.

Professore di filosofia e di tradizione sufi, Soufiane Zitouni si è dimesso rumorosamente dal liceo Averroès – la prima scuola musulmana in Francia, sotto contratto a Lille – nel mese di febbraio 2015. I suoi critici hanno portato alla sua condanna per diffamazione e insulti. Ha pubblicato Confessions d’un fils de Marianne et de Mahomet (Confessioni di un figlio di Marianne e di Maometto). In questa intervista, ha messo in guardia contro l’influenza dei Fratelli Musulmani sull’Islam della Francia.

Da diversi mesi, l’Associazione dei Sindaci di Francia (AMF) allerta sulla descolarizzazione dei bambini musulmani. I funzionari eletti, infatti, devono essere informati da parte dei genitori che scelgono l’istruzione a domicilio. Catherine Arenou, il sindaco di Chanteloup-les-Vignes, città delle Yvelines ben noto per il caso della scuola materna Baby Loup, la “de-scolarizzazione è una preoccupazione. I motivi sono chiaramente religiosi. Non posso accettare che i bambini siano esclusi dalla formazione francese e secolare. Ma non possiamo fare nulla a meno che non si vedano situazioni mettendo in cui sono in pericolo i bambini”, dice.

“Corso delle Sorelle”, “Insegnami Ummi”, “musulmano produttivo” … Sul web, blog e articoli sull’istruzione a casa che “strettamente conforme ai precetti islamici” si moltiplicano« Oggi, quello che alcune scuole scelgono di insegnare ai nostri figli possono essere inadeguate “, dice uno di loro. Ma è possibile“controllare l’apprendimento : un punto cruciale per qualsiasi genitore che desidera vedere il suo bambino prendere il sentiero della virtù e della pietà”, continua. E per concludere : “La scuola a casa aiuta anche a dedicare molto tempo allo studio dell’Islam e all’insegnamento del Corano”.

Il vicesindaco socialista di Sarcelles (Val-d’Oise), Francois Pupponi, ha nei giorni scorsi allarmato sulla creazione di “scuole coraniche, tenute dai salafiti in Francia e il tutto legalmente”. Abdelali Mamoun, l’imam di Alfortville (Val-de-Marne) ha confermato, citando l’Istituto Sunnah “che in realtà è di obbedianza salafita”.

Come inteso in Francia, “una scuola coranica non è una scuola di per sé, ma piuttosto un centro culturale” spesso mescolando tutor dopo-scuola e l’educazione musulmana (apprendimento del Corano, della morale islamica, corsi di arabo). Spesso essi sono supportati da una moschea, i cui orientamenti dottrinali influenzano la formazione dispensata.

Dal settembre 2014, Soufiane Zitouni insegnava al liceo Averroès. Qui racconta le sue difficoltà quotidiane durante i cinque mesi trascorsi in questa scuola. Si è dimesso dal suo incarico. Nato in Algeria, egli sostiene il sufismo, una corrente esoterica dell’Islam meno attaccata alla natura prescrittiva della religione, favorendo una via interna. Per vent’anni ha insegnato in istituzioni cattoliche e vuole promuovere il dialogo interreligioso, promuovendo un Islam più aperto e fraterno.

«Ho cominciato a insegnare filosofia al liceo Averroès nel settembre 2014. Anche se mi avevano avvertito che questa istituzione era legata all’Unione delle organizzazioni islamiche di Francia (UOIF), per essere vicino all’ideologia dei Fratelli Musulmani ho comunque avuto voglia di provare questo esperimento, sperando di lavorare nello spirito del grande filosofo Averroès, e contribuire in tal modo nel mio piccolo allo sviluppo sul nostro territorio nazionale dell’Islam illuminato dalla ragione, come il filosofo andaluso del XII secolo ha cercato di fare durante la sua vita. Ma in cinque mesi di lavoro in questa scuola, la mia preoccupazione e la mia perplessità sono aumentati fino all’epilogo dovuto alla reazione incredibile da parte dei miei colleghi, dagli alluni e dalla direzione del liceo per il testo scritto da me dal titolo: ‘Oggi, il Profeta è anche Charlie’ … pubblicato sul quotidiano Libération il 15 gennaio 2015.

Oltre a questo, i problemi etici sono numerosi : il tema ricorrente e ossessivo degli ebrei … In più di venti anni di carriera scolastica, non ho mai sentito tanto antisemitismo in bocca a degli alunni di un liceo! Una studentessa di Lettere ha avuto il coraggio di sostenere una volta che “la razza ebraica è una razza maledetta da Allah! Molti studiosi islamici lo dicono!” Dopo un attimo di totale costernazione di fronte a tale stupidità, ho risposto all’indirizzo di questa studentessa e all’intera classe che il Profeta dell’Islam non era né razzista né antisemita, e che molti testi della tradizione islamica lo dimostrano chiaramente.

Un leader degli studenti, mi ha sostenuto un giorno sfoggiando un ampio sorriso di complicità con un certo numero dei suoi compagni, che gli ebrei dominano tutti i media francesi e che la cabala contro l’Islam in Francia è orchestrata dalla potente lobby ebraica. Ho cercato di smontare razionalmente questa teoria di cospirazione sulfurea, niente ha funzionato, mi sono sentito dire che gli ebrei sono i nemici dei musulmani, e questo è quanto!

E poi ci sono stati i temi e le parole tabù … La teoria dell’evoluzione di Darwin? Il Corano non lo dice, quindi questa teoria è falsa! Anche se mi riferisco al libro dell’astrofisico Nidhal Guessoum, Réconcilier l’islam et la science moderne (riconciliare l’Islam e la scienza moderna) il cui sottotitolo è appunto lo spirito di Averroès! In cui si afferma con forti argomentazioni scientifiche e teologiche che la teoria dell’evoluzione non solo è compatibile con il Corano, ma che molti versetti del Corano sono a suo favore, niente ha funzionato purtroppo.

Posso anche parlarvi della stanza del personale della scuola dove i colleghi musulmani praticanti eseguono le loro abluzioni nei bagni pubblici, in modo da lavare loro i piedi nei lavandini pubblici, e dove la preghiera può essere praticata a fianco della macchina del caffè … che dire dei colleghi non musulmani (c’è ne sono alcuni) che magari vorrebbero avere uno spazio neutro, uno spazio non religioso, per il tempo della loro pausa?

In realtà la scuola Averroès è un territorio ‘musulmano’ sotto contratto con lo Stato … Inoltre, alcuni colleghi musulmani maschi si sono permessi di commentare gli abiti dei colleghi di sesso femminile non musulmane, con il pretesto che non erano nell’etica del liceo! E una di queste colleghe non musulmane, una volta mi ha detto che anche lei non si sentiva “legittima” agli occhi dei suoi studenti, perché non era specificamente musulmana …

Ho finalmente capito, dopo cinque mesi molto impegnativi in questa istituzione musulmana sotto contratto con lo Stato francese (il mio vero datore di lavoro come insegnante certificato), che i responsabili della scuola svolgono un doppio gioco con la nostra Repubblica laica:  da un lato mostrare di avere le carte in regola nei media per ottenere una buona immagine presso l’opinione pubblica e quindi, continuare a sfruttare i grandi vantaggi del suo contratto con lo stato, e d’altra parte, diffondere in modo sornione e pernicioso una concezione dell’Islam che non è altro che l’Islamismo, vale a dire, un mix malsano e pericoloso di religione e politica».

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