venerdì, Dicembre 13

ISIS e armi non convenzionali: terrore potenziale

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In passato, la difficoltà ad accedere e a maneggiare i “materiali grezzi” per attacchi CBRN ha impedito a gruppi terroristici, compreso Al Qaeda, di realizzare attentati con questo tipo di sostanze.
Tuttavia, negli ultimi anni, si sa che l’ISIS ha avuto diverse opportunità di accedere a questi materiali in Iraq e Sira e più recentemente in Libia. Si pensa che in Siria alcuni materiali per armi chimiche e biologiche, incluse tracce di gas sarin e ricina, siano ancora presenti e alla portata dell’ISIS. In Iraq, il gruppo ha avuto accesso, nel 2014, ai bunker dove un tempo il regime portava avanti il suo programma di armi chimiche, inclusi gli agenti mostarda. Missili contenenti gas nervino potrebbero ancora essere presenti in Iraq. A luglio 2014 l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha rivelato che alcuni militanti legati all’ISIS si sono impadroniti di una bassa qualità di materiale nucleare dall’Università di Mosul nel Nord Iraq. A febbraio 2016 è stato reso pubblico che del «materiale radioattivo altamente pericoloso» è stato rubato a fine 2015 da un deposito nei pressi di Basra, e gli ufficiali iracheni temono che possa essere usato come arma se finisse nelle mani dell’ISIS. In seguito all’espansione in Libia, il gruppo potrebbe avere accesso a materiali chimici di precedenti programmi.
Nell’agosto 2015, all’interno del computer di un fisico e chimico tunisino che combatteva con l’ISIS in Siria è stato trovato un documento di 19 pagine su come sviluppare la peste bubbonica da animali infetti per trasformarla in un’arma. Il 18 febbraio 2016 le autorità marocchine hanno arrestato 10 membri di una cellula terroristica addestrati dall’ISIS in Libia mentre stavano progettando un attentato con armi biologiche artigianali contenenti ‘neurotossine ed esplosivi’. Le autorità marocchine hanno preso possesso di tre container di “topi morti e carne avariata”, che sarebbero potuti servire per fabbricare la tossina del tetano da aggiungere a un ordigno esplosivo.

Secondo il comunicato della Commissione Europea su un nuovo approccio dell’UE nell’individuazione e nella riduzione dei rischi provocati da CBRN-E del 2014, in Europa ci sono vaste opportunità per le organizzazioni terroristiche di procurarsi materiali CBRN: Furti e collocazioni sbagliate di materiale CBRN si verificano centinaia di volte ogni anno; Esiste un particolare rischio che i terroristi possano usare sarin, ricina o antrace; Più di 150 casi di traffico di materiale radiologici e nucleari vengono annualmente segnalate dall’AIEA; Sostanze CBRN sono state trasportate di nascosto nell’Unione Europea; L’intelligence dell’Interpol denuncia numerosi tentativi di appropriazione, contrabbando o utilizzo di materiale CBRN.

Molte sostanze chimiche presenti nell’industria per una grande varietà di usi sono tossiche, ma i loro livelli di tossicità sono inferiori a quelli delle armi chimiche. Allo stesso tempo, però, ci sono approssimativamente 70.000 sostanze tossiche industriali rispetto a circa 70 tipi di armi chimiche. Agenti chimici estremamente pericolosi sono prodotti e immagazzinati in strutture industriali non in linea con gli standard di sicurezza e trasportate in giro per il mondo. I luoghi di produzione e trasporto di queste sostanze sono diventati obiettivi di attacchi che mirano a disperdere gli agenti chimici nell’ambiente. Attori non statali potrebbero aver destinato una grande quantità di sostanze chimiche pericolose alla creazione di armi.
Il comunicato sull’individuazione e la riduzione dei rischi provocati da CBRN-E evidenzia il pericolo di individui radicalizzati che hanno accesso e lavorano in aree sensibili. Questi soggetti potrebbero usare le loro informazioni per colpire infrastrutture strategiche come, per esempio, un impianto di potabilizzazione dell’acqua. Altri potenziali obiettivi includono centrali di energia nucleare e fabbriche chimiche.

Secondo i leader mondiali riuniti al quarto summit sulla sicurezza nucleare tenuto a Washington il 1 aprile 2016, «la minaccia del terrorismo nucleare e radiologico resta una delle sfide principali della sicurezza internazionale, e la minaccia è in costante evoluzione». I capi di Stato hanno detto che c’è ancora molto lavoro da fare per prevenire l’utilizzo criminale di materiale nucleare e radioattivo da parte di attori non statali. I leader hanno ribadito la necessità della cooperazione internazionale, che include la condivisione delle informazioni. Secondo gli esperti, le conseguenze di un attacco terroristico con materiale nucleare o radiologico, sebbene attualmente risulti una possibilità remota, sarebbero potenzialmente distruttive per l’intero pianeta.

 

[la seconda parte sarà pubblicata il  09 maggio 2016]

Traduzione di Giulia Alfieri

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