giovedì, Dicembre 12

ISIS e armi non convenzionali: terrore potenziale

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Ci sono prove che l’ISIS ha utilizzato armi chimiche in Siria e Iraq. Il report del Parlamento europeo ne fa l’elenco.
Sembra che il gruppo abbia fabbricato rudimentali proiettili da guerra chimica e li abbia usati per attaccare le posizioni curde in Iraq e Siria almeno tre volte a giugno e luglio 2015. Secondo gli investigatori sono state utilizzate anche sostanze chimiche tossiche, industriali e agricole, come armi.
A giugno 2015, il Ministro degli Esteri australiano, Julie Bishop, ha affermato che l’ISIS ha usato il cloro nei combattimenti.  A fine agosto 2015, Medici Senza Frontiere e la fondazione no-profit Syrian-American Medical Society (SAMS) hanno riferito di un sospetto uso da parte dell’ISIS di iprite (gas mostarda) a Marea, nel nord della Siria.

L’ISIS è considerato particolarmente pericoloso a causa della sua ideologia radicale e della sua chiara intenzione di impressionare: il gruppo si è, infatti, servito di ‘tattiche d’urto’ per attirare nuove reclute. L’intelligence statunitense ha avvertito, a fine agosto 2015, che l’ISIS probabilmente stava lavorando sulla capacità di compiere attentati di massa, incoraggiando gli attacchi compiuti da ‘lupi solitari’.

Le minacce possono provenire da individui altamente qualificati che hanno accesso a informazioni e materiali sensibili e che posseggono le competenze necessarie. L’ISIS ha reclutato e continua a reclutare centinaia di foreign fighters, tra cui ci sono anche laureati in fisica, chimica e informatica, e gli esperti ritengono che abbiano la capacità di realizzare armi letali a partire da materie grezze. Per questo motivo la Commissione UE ha rivolto particolare attenzione verso persone che ritornano dalla Siria e su altri individui radicalizzati che hanno accesso o lavorano nelle aree sensibili.

Il gruppo controlla ancora grandi strisce di territorio che in Siria vanno approssimativamente dal confine turco a quello libanese e ad est, in Iraq, fino alle porte di Baghdad. Questo dà al gruppo un importante vantaggio strategico,  gli consente di agire liberamente mettendosi a riparo da attori terzi che cercano di interrompere le loro attività.

L’ISIS, attraverso le attività che svolge in Siria e in Iraq, ha accesso a una quantitàstraordinariadi risorse. Uno studio di ‘Reuters, pubblicato nell’ottobre 2014, ha stimato che l’ISIS possiede beni per oltre 2mila miliardi di dollari, con entrate annuali che raggiungono i 2,9 miliardi di dollari. Il gruppo ha guadagnato circa 40 milioni di dollari al mese dal traffico illecito di petrolio soltanto nella prima metà del 2015. Sebbene il prezzo del petrolio sia diminuito e gli sforzi della comunità internazionale abbiano contribuito a ridurre le entrate a circa 56 milioni di dollari al mese nel marzo 2016, l’ISIS continua a crescere sfruttando altre risorse molto redditizie. Il gruppo tassa le minoranze, gli agricoltori e i camionisti; confisca proprietà e bestiame; vende i passaporti dei foreign fighters; sequestra civili per ottenere il riscatto e saccheggia reperti archeologici. L’ISIS organizza anche eventi di raccolta fondi tra i suoi sostenitori, sia nel territorio che controlla sia fuori. Dunque, nonostante gli sforzi internazionali per indebolire le finanze dell’ISIS, il gruppo è ancora ben sostenuto e resta una significativa minaccia.

Nel suo sforzo di attirare nuove reclute e consolidare la sua posizione, l’ISIS sta usando una strategia comunicativa molto efficace. Video di decapitazioni, il corpo di un pilota nemico bruciato vivo, le esecuzioni di massa di combattenti dell’opposizione e altre orribili immagini sono parte di questa strategia. Sebbene non sia accaduto nei precedenti attacchi è probabile che l’ISIS possa usare i social network per diffondere le immagini scioccanti delle vittime di un futuro attacco in Europa.

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