venerdì, Novembre 15

ISIS e armi non convenzionali: terrore potenziale

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Dall’ottobre 2015, gli attacchi terroristici ad Ankara, nella Penisola del Sinai, a Beirut, Parigi, Tunisi e Bruxelles, rivendicati dall’ISIS (o Daesh), sono costati la vita a 530 persone. I terroristi, finora, hanno usato ordigni esplosivi  -tra cui autobombe e cinture esplosive- e armi automatiche. Subito dopo gli attacchi a Parigi del 13 novembre 2015 e a Bruxelles del 22 marzo 2016, il gruppo ha annunciato che a breve ci saranno nuovi attentati in altre capitali. Tra le città menzionate figurano Washington DC, Londra, Berlino e Roma.
Secondo l’Europol, l’agenzia che coordina le forze di Polizia degli Stati dell’Unione Europea, attualmente l’Europa sta affrontando la più grande minaccia terroristica degli ultimi 10 anni. In diverse occasioni, Rob Wainwright, a capo dell’Europol, ha ribadito che l’Europa deve «aspettarsi che lo Stato Islamico o altri gruppi terroristici legati alla religione organizzino un attentato da qualche parte in Europa con l’obiettivo di provocare la morti di numerosi civili».

Il Parlamento europeo è attenzionato sul tema, come la Commissione, e in questi giorni ha pubblicato un nuovo report, dal titolo ‘ISIL/Da ‘ esh and ‘ non – conventional ‘ weapons of terror‘, nel contesto del quale esplicita gli elementi di allarme che devono essere monitorati, e fa un quadro di come l’Unione sta cercando di affrontare il problema.

Nel 2015, molti esperti hanno lanciato l’allarme sostenendo che l’ISIS potesse usare materiali chimici, biologici, radiologici se non addirittura nucleari nel caso di nuovi attentati in Europa. I terroristi lasciano, infatti, pensare che la prossima arma potrebbe essere un dispositivo esplosivo contenente materiali chimici o radioattivi.
Nomi Bar-Yaacov, membro del dipartimento di sicurezza internazionale del centro studi Chatham House, nell’articolo ‘What if ISIS launches a chemical attack in Europe‘ (‘Supponiamo che l’ISIS lanci un attacco chimico in Europa’) fa notare che «esiste la reale minaccia che l’ISIS utilizzi armi non convenzionali in Europa e altrove».
Wolfgang Rudischhauser, Direttore del Weapons of Mass Destruction Non-Proliferation Centre (organizzazione che si occupa di combattere la diffusione delle armi di distruzione di massa) presso la sede della NATO a Bruxelles, nel suo articolo ‘Could ISIL go Nuclear?‘ (‘Potrebbe l’ISIS andare verso il nucleare?’) afferma che «l’ISIS ha realmente già acquisito familiarità e in alcuni casi le competenze tecniche che gli permetterebbero di usare materiali CBRN come armi del terrore».
Questi avvertimenti sono stati ripetuti durante la Security and Counter Terror Conference (Conferenza su sicurezza e antiterrorismo) che si è tenuta a Londra il 19 e 20 aprile 2016. Secondo Jorge Berto Silva, vice-direttore dell’antiterrorismo presso la Commissione Europea, «i materiali CBRN sono una legittima preoccupazione». Anche Jamie Shea, vice-direttore per le minacce emergenti presso la NATO, conferma che i terroristi stanno cercando di procurarsi sostanze CBRN.

 

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