giovedì, Agosto 6

Isis, da Mosca le prove del coinvolgimento turco Camerun, blitz esercito: oltre 100 miliziani Boko Haram uccisi, 900 ostaggi liberati

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Due nuovi arresti a Bruxelles legati a uno dei kamikaze dello Stade de France, Bilal Hamdi. Salgono così a 8 le persone messe in detenzione in Belgio e legate agli attacchi terroristici a Parigi. I due nuovi arrestati sono un giovane francese di 20 anni, bloccato domenica mattina all’aeroporto di Bruxelles in volo verso il Marocco, che aveva già cercato di raggiungere la Siria due volte; e un belga di origini africane di 28 anni, fermato durante le perquisizioni di domenica a Molenbeek. Un dossier di esperti dell’ONU ha confermato la presenza di un numero variabile tra le 2mila e le 3mila unità di soldati Isis nei territori della Libia, dove intendono ampliare il loro territorio. Secondo il dossier lo Stato islamico è solo una delle varie fazioni in guerra in Libia e incontra «forte resistenza nella popolazione e difficoltà a costruire e a mantenere alleanze locali». A tal proposito domenica 13 dicembre si volgerà a Roma una conferenza ministeriale sulla Libia che riunirà non solo i grandi player globali, ma anche i principali Paesi della regione. A organizzarla il Ministero degli Esteri italiano.

Mentre il complottismo associa facilmente ogni strage dei giorni d’oggi alle azioni terroristiche, non è assolutamente chiaro quel che è successo a San Bernardino, in California ieri sera. Syed Rizwan, 28 anni, e Tashfeen Malik,27 anni, hanno aperto il fuoco in una sala di un centro per disabili uccidendo 14 persone e ferendone 18. I due killer sono stati uccisi in seguito a un inseguimento; nonostante l’FBI non escluda la pista terroristica dato il fatto che l’uomo fosse musulmano, Barack Obama dà la colpa all’eccessiva diffusione delle armi negli States: «Troppe sparatorie, basta. Il Congresso deve fare di più per prevenire la violenza delle armi da fuoco».

Mentre arriva dal chief executive officer del Governo afghano, Abdullah Abdullah conferma che il leader dei Talebani, il mullah Mansour, sia rimasto ferito due giorni fa nei pressi di Quetta, in Pakistan, durante una sparatoria che ha visto coinvolti i capi del movimento al culmine di una lite durante un incontro l’esercito camerunense ha messo a segno un’importante operazione al confine con la Nigeria contro il gruppo terroristico alleato dell’Isis dei Boko Haram.  Durante il blitz sono rimasti uccisi 100 miliziani islamisti e oltre 900 ostaggi sarebbero stati liberati. Sono state anche sequestrate numerose armi e munizioni. Il Governo camerunense però non ha fornito ulteriori informazioni sugli ostaggi liberati.

La Grecia, al suo secondo sciopero generale in un mese, vede ancora una volta trasporti e servizi pubblici perturbati con manifestazioni nelle principali città. Una situazione che paralizza il Paese guidato dalla sinistra di Tsipras. Lo sciopero, rivolto al settore pubblico e privato, riguarda appunto trasporti, amministrazione pubblica, ospedali, scuole, traghetti per le isole. Si rischia di rivedere la questione greca al tracollo nonostante uno spirito rinnovato alle ultime elezioni.

Il Presidente della Camera brasiliano, Eduardo Cunha acerrimo nemico politico della Presidente Dilma Roussef, ha deciso di accettare una richiesta di impeachment presentata dalle opposizioni contro la Presidente di sinistra per presunte irregolarità finanziarie. Dopo aver letto ieri sera un discorso in tv, Dilma ha anche chiamato il Vicepresidente Michel Temer, collega di partito di Cunha, al quale ha chiesto di sostenere il Governo, definendo la decisione di Cunha «un ricatto». Il Partito dei lavoratori di Dilma ha infatti annunciato proprio ieri che avrebbe sostenuto l’apertura di una inchiesta parlamentare nei confronti di Cunha, dopo la scoperta di conti segreti in Svizzera a suo nome. Non è difficile vedere definita la questione nei quotidiani locali un ‘tentativo di Golpe’, anche a seguito del tweet del Presidente del Partito dei Lavoratori a capo di Roussef e del suo predecessore Lula, Rui Falcao, in cui ha scritto «i golpisti non passeranno». Intanto oggi una seduta plenaria della Camera ha ospitato la lettura della messa in stato di accusa della Presidente legittima, Dilma Roussef.

 

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