giovedì, Novembre 14

Isis contro le moschee zaydite

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AlQaeda nella penisola arabica (AQAP), con base in Yemen, ha negato il suo coinvolgimento nell’attacco suicida di Sanaa alle moschee zaydite sciite, frequentate dai sostenitori del gruppo Houthi ‘Ansarallah’, affermando che è contro i suoi principi prendere di mira tali luoghi religiosi. In una dichiarazione, l’organizzazione ha annunciato che «rispetta le istruzioni dello Sheikh Ayman Zawahiri, ossia di evitare di colpire moschee e mercati… al fine di proteggere le vite di musulmani innocenti».
Mentre lIsis – distaccamento yemenita – ha subito rivendicato la responsabilità degli attacchi suicidi che hanno ucciso 140 persone e ferito altre 345, tra cui molti bambini.
In una dichiarazione, lo Stato Islamico in Iraq e in Siria (ISIS) ha affermato: «Questa operazione eseguita dai soldati dello Stato del Califfato è la punta dell’iceberg che va contro i nemici di Dio, la sua religione e i suoi Custodi… cinque cavalieri del martirio, con indosso cinture esplosive, hanno effettuato un’operazione benedetta, facilitati dal volere di Dio. Quattro di loro hanno fatto saltare in aria le tane e le sedi dei politeisti Houthi a Badr e a Hashhoush. Il quinto è passato ad un’altra tana a Saada decapitando gli infedeli…».
Le esplosioni hanno provocato una controversia tra alQaeda e Isis in quanto i sostenitori di al-Qaeda hanno accusato i membri di quest’ultimo di incoscienza nello spargere sangue.
Mawlawi Abdullah, uno degli ‘Ansar al-Sharia’, braccio di al-Qaeda in Yemen, sul suo account di Twitter ha postato: «Non possono colpire musulmani comuni che frequentano le moschee, versare sangue dei musulmani è vietato da Dio. Dovrebbero fare una distinzione». «Non possono prendere di mira moschee e mercati, uccidendo musulmani come scudi, cosa che non ha senso, e chi vuole essere a conoscenza della questione del ‘Tataruss’ (scudo umano) deve leggere l’opinione di Taymiyyah in merito alla questione», ha aggiunto.
Per Tataruss (fare da scudo) s’intende che i nemici si servono dei musulmani catturati come scudo per proteggersi e bloccare l’avanzata dell’esercito dei musulmani.
Abu Maria alQahtani – comandante legislativo del Fronte al-Nusra, braccio di al-Qaeda in Siria, ha dichiarato che la disputa con l’Isis è sistematica e non riguarda la politica né le questioni amministrative. Al-Qahtani ha spiegato su Twitter che la disapprovazione dell’attentato alle moschee da parte di Ansarul Sharia è considerata un passo in avanti, un messaggio legale e pratico a tutti i sostenitori dell’Isis. Ha aggiunto: «Ciò dimostra che i nostri fratelli mujahideen (combattenti) sono responsabili in termini di spargimento di sangue… quando essi denunceranno qualsiasi questione rifiutata dalle norme di Sharia, potranno mostrare in pubblico che le azioni criminali dell’Isis non sono legate alla religione e che l’Isis sta accusando altri di infedeltà su una base politica e facendo saltare in aria mercati».
«LIsis giustifica gli attacchi suicidi contro le moschee degli Houthi ritenendo questi ultimi nemici di Allah, della sua religione e dei suoi Custodi», descrivendo le Moschee degli Zayditi come «tane di Houthi politeisti» e i loro Imam come «capi di Imam infedeli».
L’Isis accusa le sette sciite musulmane tra cui gli Zayditi di «politeismo e infedeltà». Tuttavia, gli Zayditi sono considerati dai Sunniti come la scuola sciita più moderata e più vicina al loro credo.
I blog affiliati dell’Isis hanno pubblicato un articolo firmato da ‘Noah‘ come rappresaglia per la dichiarazione tenuta dal braccio di al-Qaeda in Yemen. L’articolo ha mostrato contrarietà per la dichiarazione di al-Qaeda sugli attentati e la sua posizione di disapprovazione per le istruzioni del loro leader Ayman Zawaheri ossia quelle di «evitare di colpire moschee e innocenti». Noah ha aggiunto: «Colpire moschee e innocenti è vietato dalla legge di Dio ma ai Mujahideen è permesso farlo in alcune situazioni note secondo i testi del fiqh. Tuttavia, il vero obiettivo non erano le moschee o individui innocenti, ma il covo dove gli Houthi politeisti si riuniscono per praticare i loro rituali infedeli e disegnare i loro piani contro i sunniti».
Noah crede che la disapprovazione di alQaeda miri a trarre vantaggio dallaccaduto al fine di assestare l’avanzata dell’Isis in Yemen. Egli ha fatto riferimento al precedente attentato di al-Qaeda contro gli Houthi in Yemen.
La questione è capire la verità dietro alla disapprovazione da parte di al-Qaeda degli attentati. È solo perché le moschee includono civili sunniti e bambini?
Mohammed Allouche, ricercatore di movimenti islamici e autore di ‘Isis and its Extensions’, ha dichiarato al Middle East Eye: «Quando è stata fondata l’organizzazione di al-Qaeda, non era tra le priorità di quest’ultima essere coinvolta nella questione della posizione della Sharia verso le sette sciite. Essa si preoccupava principalmente di far fronte all’aggressione americana-occidentale del mondo arabo. Per tale ragione, prima che Abu Musaab Zarqawi subentrasse in Iraq, al-Qaeda non si interessava di emettere giudizi contro gli sciiti. Al-Zarqawi è stato il primo leader che ha permesso di prendere di mira gli ‘sciiti infedeli’ nel processo politico del 2004, e in seguito di prendere di mira i seguaci sciiti comuni».
Pertanto, al-Qaeda e Isis fanno riferimento alle fatwa (N.d.t. parere consultivo) dello Sheikh Taqî ad-Dîn Aḥmad ibn Taymiyyah (1263 – 1328) quando prendono in considerazione gli infedeli sciiti e gli eretici.
Allouche ha aggiunto: «L’Isis è un prodotto dell’organizzazione al-Qaeda, avendo adottato la stessa ideologia di Zarqawi. Inoltre, essa ha aggiunto ulteriori ideologie estreme a questa ideologia, considerando tutte le sette sciite – senza eccezione – infedeli. Sia al-Qaeda che Isis considerano gli sciiti infedeli, secondo i loro modelli intellettuali. Tuttavia, al-Qaeda nella sua guida dell’ideologia ha affermato che “al-Rafidah (gli sciiti) rappresentano una setta politeista e in fase di conversione».
LOrganizzazione ha spiegato che la sua posizione religiosa si basa sulle idee dello Sheikh saudita Ali AlKhodeir, secondo il quale gli sciiti di oggi sono ‘rafidah‘, compresi gli sciiti Twelver, gli Ismailiti, i Nusairyya (gli Alawiti) e i Drusi. Ha inoltre dichiarato che «queste quattro sette considerano i membri della famiglia del Profeta Muhammad dei e sono in cerca del loro aiuto. Pertanto, essi sono non-musulmani, politeisti e infedeli».
Per quanto riguarda gli Zayditi, al-Khodeir ha spiegato che coloro che «si sacrificano per gli altri o cercano aiuto dagli altri senza Dio sono considerati politeisti e infedeli. Mentre coloro che erano studiosi di teologia erano visti come Mu’tazila».
Tuttavia, i salafiti considerano i Mu’tazila infedeli. AlQaeda ha diviso gli sciiti in tre categorie: gli Exaggerating Shia, considerati infedeli, come gli Ismailiti, gli Alawiti e i loro omologhi; gli Zayditi, la maggioranza dei quali proviene dallo Yemen. Sono considerati più vicini ai musulmani ma presentano alcune differenze con questi ultimi; gli sciiti Twelver, la maggior parte dei quali si trova in Iran, Libano, Pakistan, Afghanistan e nella regione del Medio Oriente.
Allouche ritiene che le questioni politiche abbiano interagito con l’ideologia dei movimenti sunniti islamici, sottolineando che la maggior parte delle Fatwa contro le sette sciite sono state tratte dall’opinione di Ibn Taymiyya espressa nel suo libro ‘al-Fatawa‘ e in altri. Tuttavia, nell’analisi delle opinioni di Ibn Taymiyya si riscontra una discrepanza nelle sue fatwa, cosa che genera confusione riguardo all’opinione finale di Taymiyya in merito agli sciiti.
Indubbiamente, al-Qaeda e Isis fanno riferimento al Salafismo wahhabita fondato da Ibn Taymiyya e portato avanti dallo Sheikh Mohammed ben Abdelwahhab (1703-1792), fondatore del Wahhabismo nella Penisola arabica, oggi denominata ‘Regno dell’Arabia Saudita’ e governata dalla dinastia degli al-Saud.
Ibn Taymiyya ha affermato che gli sciiti sono Rafidah, descrivendoli come ateisti e ipocriti. Inoltre, ha incoraggiato la lotta e l’uccisione degli «sciiti ateisti piuttosto che la lotta alla setta dei Khawarij».
Pertanto, la disputa tra alQaeda e Isis sugli sciiti concerne le priorità delle due organizzazioni e i loro interessi politici piuttosto che la loro dottrina religiosa verso gli sciiti.
Traduzione di Patrizia Stellato

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