domenica, Novembre 17

ISIS: armi biologiche contro l'Europa? field_506ffb1d3dbe2

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L’Unione Europea e i suoi Stati membri devono prepararsi alla possibilità di un attacco chimico o biologico sul loro territorio da parte del sedicente Stato Islamico. E’ quanto recita il briefing ‘ISIL/Da’esh and ‘non-conventional’ weapons of terror’ diramato in queste ore dal Parlamento europeo.

Dall’inizio di ottobre 2015, gli attacchi terroristici di Ankara, penisola del Sinai, Beirut, Parigi e Tunisi, per i quali Da’esh ha rivendicato la responsabilità, sono costati la vita a 500 persone. Subito dopo l’ultimo attacco a Parigi, il gruppo terroristico ha minacciato ulteriori attacchi nelle città europee.
Da’esh ha promesso che gli attacchi futuri saranno più letale e ancora più scioccanti.

Ciò ha spinto gli esperti ad avvertire che il gruppo possa avere in programma di usare armi di distruzione di massa nei prossimi attacchi.

Il 19 novembre scorso, il Primo Ministro francese, Manuel Valls, ha sollevato lo spettro di un attacco chimico o biologico.

Allo stato attuale, i cittadini europei non stanno valutando seriamente la possibilità che i gruppi estremisti possano utilizzare materiali biologici, nucleari, chimici, durante gli attacchi in Europa. In queste circostanze, l’impatto di un tale attacco, se dovesse verificarsi, sarebbe ancora più destabilizzante.
I Governi europei e le istituzioni dell’UE devono essere in allerta, e dovrebbero prendere in considerazione pubblicamente il come affrontare la possibilità di un attacco terroristico con questo tipo di armi non convenzionali. Le istituzioni dell’UE hanno dedicato notevoli sforzi per prevenire un attacco di questo genere sul suolo europeo, recita il documento. Tuttavia, sussistono alcune carenze, in particolare per quanto riguarda lo scambio di informazioni tra gli Stati membri.

 

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