sabato, Agosto 8

Iraq: perché le forze armate stanno promuovendo il patrimonio artistico? Per combattere l'ISIS e ricostruire il Paese, lo Stato dovrà investire ingenti somme di denaro in iniziative artistiche e culturali

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Il giornale del Ministero della Difesa, ‘Khaimat al-Iraq‘, ha annunciato la riapertura del Teatro Nazionale Iracheno, che era stato chiuso a causa del saccheggio, avvenuto nel 2003, da parte dei miliziani dell‘ISIS. Il teatro, dunque, ritornerà al suo antico splendore e continuerà ad ospitare attori, artisti e cantanti che, già durante il Governo di Saddam Hussein, si erano esibiti in numerose produzioni musicali e teatrali.

Per combattere l’ISIS e ricostruire il Paese, lo Stato dovrà investire ingenti somme di denaro in iniziative artistiche e culturali che includeranno: poesie pro-militari, articoli su campagne per rilanciare la città attraverso l’arte, annunci di eventi culturali per celebrare le vittorie dell’esercito iracheno che combatte contro l’ISIS e, persino, un nuovo spettacolo televisivo, che racconta gli sforzi compiuti dai cittadini nel tentativo di recuperare la città di Dhuluiya con l’aiuto delle forze armate.

Quali sono gli obiettivi del Ministero della Difesa iracheno? La promozione delle arti è necessaria per il raggiungimento di diversi obiettivi: motivare i soldati, contrastare la radicalizzazione ed aumentare la fiducia dei cittadini.

I video pubblicati dal Ministero della Difesa sui vari canali televisivi, diffondono, ad esempio, musica nazionalista, che ha incoraggiato artisti indipendenti a comporre delle canzoni dedicate al proprio Paese, e il giornale ‘Khaimat al-Iraq‘ pubblica, settimanalmente, delle poesie che glorificano la Patria e i militari.

L’esercito iracheno non ha solo bisogno di essere motivato dallo Stato, ma avverte anche la necessità di costruirsi una nuova immagine pubblica, spesso, legata ad accuse di abusi, corruzione e omicidi extragiudiziali, che si sono accumulati nel corso degli anni. Per poter fare ciò, deve utilizzare, a suo vantaggio, gli artisti che godono di buona visibilità e che sono sostenuti dalle comunità locali.

Nell’agosto 2017, i rappresentanti dell’esercito iracheno hanno partecipato a una mostra di dipinti raffiguranti le loro vittorie contro l’ISIS. «Questo è il minimo che possiamo fare per sostenere le nostre forze armate» ha detto un artista in un video. «Questa iniziativa esprime amore, gratitudine e riconoscimento verso i nostri soldati che hanno lottato per difendere il Paese e liberare la città di Mosul» ha dichiarato un altro pittore.

La collaborazione con la comunità artistica può effettivamente contribuire ad ottenere dei riscontri positivi e, recentemente, il Governo iracheno ha sperimentato un aumento della popolarità e un consenso maggiore da parte dei suoi cittadini.

Inoltre, le iniziative culturali promosse dallo Stato non favoriscono solo spettacoli teatrali o musicali, ma sono anche concentrate sul ripristino del sito archeologico di Nimrud, che l’ISIS ha parzialmente distrutto, sulla donazione di libri al Museo di Mosul, sulla ricostruzione del patrimonio artistico di Baghdad e sulla restituzione di varie opere d’arte ai musei dell’Iraq.

Queste iniziative contribuiscono a promuovere un’identità nazionale, fortemente minacciata dall’ISIS, fornendo un’alternativa alle forme religiose e settarie che vi sono all’interno del Paese e che si vorrebbero eliminare.

Nel luglio 2017, ad esempio, ‘Khaimat al-Iraq‘ ha pubblicato una poesia intitolata ‘No to Sectarianism. Iraq Is for All ‘ (No al settarismo. L’Iraq è per tutti), e un articolo che promuoveva una campagna giovanile per dipingere le pareti di Mosul, avente come obiettivo quello di riportare la pace, la sicurezza e rifiutare tutto ciò che crea discriminazione e terrorismo.

Proiettare l’aspetto di una vivace scena culturale è un modo per creare fiducia nei cittadini iracheni, dopo i 14 anni di guerra che hanno decimato la scena artistica e culturale. A tal fine, i media del Ministero della Difesa hanno anche sottolineato la riapertura postbellica di diverse istituzioni culturali, come la casa culturale nella città di Suwaira e un teatro a Baghdad, chiuso per motivi di sicurezza dal 2003, presidiati dai militari iracheni che avranno il compito di mantenere l’ordine e di proteggere i beni artistici e culturali del Paese.

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