domenica, Agosto 25

Iraq, il popolo si ribella all’Isis Theresa May si insedia, pronti gli incarichi di governo

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Una vera e propria rivolta anti-isis sarebbe in corso a sud di Mosul, in Iraq. Centinaia di uomini membri di tribù locali avrebbero avviato un’offensiva contro i miliziani di al-Baghdadi. La bandiera dell’Iraq sarebbe stata issata in alcune postazione occupate dai ribelli mentre forze governative irachene hanno annunciato di essere pronte per supportare l’azione dei civili proprio nell’entroterra meridionale. La notizia è confermata da media locali iracheni anche se le informazioni non sono verificabili in maniera indipendente sul terreno. Si tratterebbe della prima reale contro offensiva di cittadini liberi, un esempio di autodeterminazione che dimostra una volontà della popolazione stessa di non essere più incline ad accettare il dictat fondamentalista.

A macchiarsi di sangue è stavolta l’Africa che sta vedendo in queste ore una crisi interna nel neo stato sud sudanese. Mentre tutto fa presagire ad una nuova e lunga guerra civile interna il Ministero degli Esteri italiano «ha fatto decollare stamattina un aereo dell’aeronautica italiana dalla capitale per recuperare 30 cittadini italiani che a seguito delle vicende dei giorni scorsi hanno deciso di lasciare Giuba». «I connazionali – si apprende inoltre – saranno ospitati nella base militare italiana di Gibuti per poi riprendere le rispettive destinazioni. A bordo, oltre al personale dell’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri e personale del Ministero della Difesa, anche cittadini dell’Unione europea che hanno chiesto supporto per lasciare il Paese. L’operazione è stata realizzata in coordinamento tra Unità di Crisi dell’Italia e degli altri Paesi UE». Intanto proseguono gli scontri tra le forze governative del presidente Salva Kiir con l’etnia maggioritaria Dinka da una parte, dall’altra il suo vice Riek Machar con quella minoritaria Nuer. Circa 42mila persone sono state sfollate dall’inizio della settimana scorsa di cui 7mila sono state ospitate nelle strutture delle Nazioni Unite. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza imponga un «immediato embargo sulle armi in Sud Sudan» e adotti «ulteriori sanzioni mirate».

Anche per il Kenya è alle prese con l’ennesima tragedia interna per mano dei terroristi. Il bilancio delle vittime è per le fonti di stampa locali fermo ad almeno 6 morti. Un sospetto estremista è entrato in una stazione di polizia nel Kenya occidentale, sparando ad alcuni agenti e prendendo in ostaggio alcune persone. La polizia è intervenuta con un blitz per liberare gli ostaggi e neutralizzare l’assalitore che è rimasto ucciso. Ore prima dell’assalto ad un commissariato di polizia a Kapenguria in Kenya,i fondamentalisti somali al-Shabaab hanno attaccato una base della polizia nell’isola di Lamu sulla costa est venendo però respinti. Secondo il Daily Nation almeno 20 jihadisti somali hanno lanciato granate contro la base, ma i militari li hanno cacciati. Una volta fuggiti hanno saccheggiato alcuni depositi di armi e munizioni. Un jihadista è stato ucciso ed un agente è rimasto ferito.

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