giovedì, Agosto 13

Iran-Usa, la tensione torna alle stelle Moavero Milanesi: 'Austria, doppio passaporto agli altoatesini atto ostile'

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Le parole del Segretario di Stato americano Mike Pompeo dimostrano l’incapacità senza limiti degli Stati Uniti, che non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo dopo essersi ritirati in modo unilaterale e illegale dall’accordo sul nucleare: così Bahram Ghasemi, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, rispondendo al Segretario di Stato americano che aveva definito leader religiosi iraniani ‘ipocriti uomini di fede’ spiegando che Ali Khamenei, ha un fondo speculativo segreto personale da 95 miliardi di dollari: «Il livello di corruzione e ricchezza tra i leader del regime dimostra che l’Iran é gestito da qualcosa che somiglia alla mafia più che a un governo», ha commentato Pompeo.

Poi l’intervento del capo della Giustizia iraniana, Sadegh Amoli Larijani: «Ogni mossa illogica e poco saggia degli Usa “porterà a una risposta indimenticabile dell’Iran che rimarrà nella storia. Le affermazioni di Donald Trump sono state fatte da una persona incapace e stupida come lui, ma deve sapere che nella storia tutti i Faraoni hanno avuto questo illogico orgoglio, aspettandosi di essere idolatrati da tutti». Trump che aveva invece detto: «Fate attenzione. Non minacciate mai più gli Stati Uniti o ne pagherete le conseguenze».

Poco dopo dagli Usa però la controreplica del consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton: «Il presidente Trump mi ha detto che se l’Iran farà qualcosa di negativo pagherà un prezzo che solo pochi Paesi hanno pagato finora». Dalla parte americana si schiera Israele con Benjamin Netanyahu:  «Desidero lodare la posizione determinata espressa ieri dal presidente Trump e dal segretario di Stato Mike Pompeo contro l’aggressività del regime dell’Iran. Per anni quel regime è stato viziato dalle potenze. Fa piacere vedere che gli Stati Uniti cambiano ora quell’atteggiamento errato».

Rimanendo agli Usa, messaggi arrivano per Washington da Pyongyang: il proseguimento dei negoziati tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord dipende dalla volontà di Washington di fare una ‘mossa coraggiosa’ per arrivare a un accordo di pace. Lo ha detto un funzionario americano che ha voluto mantenere l’anonimato, secondo quanto riporta oggi la Cnn. Se gli Stati Uniti non sono disposti a trasformare l’armistizio che ha messo fine alla guerra coreana in un accordo di pace permanente che assicurerebbe la sopravvivenza del regime del leader nordcoreano, è probabile che Pyongyang non farà ulteriori passi verso la denuclearizzazione del Paese.

«Noi riteniamo che le norme del diritto internazionale debbano essere rispettate ma riteniamo che il meccanismo adottato dalle sanzioni debba essere uno strumento per fare rispettare gli accordi e non un fine che punisca». Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi rispondendo a una domanda sulla posizione del ministro Matteo Salvini che ha difeso la legittimità del discusso referendum sull’annessione russa della Crimea. Sul tema migranti invece ha ribadito:  «Nel giro di qualche settimana si arriverà alla modifica delle regole operative della missione militare europea Sophia che dovrebbe porre fine allo sbarco delle persone salvate in un unico Paese. L’Italia garantirà l’approdo nei propri porti di tutte le persone salvate dalle navi della missione Sophia».

Altro tema caldo è quello della proposta dell’Austria sul doppio passaporto da concedere agli altoatesini di lingua tedesca e ladina. «Prima di essere un atto ostile è un atto francamente curioso sull’opportunità del quale ci interroghiamo. La concessione della cittadinanza di uno Stato ai cittadini di un altro Stato che già condividono la cittadinanza europea ci sembra un gran bisticcio di cittadinanza e di parole. Con tutti i problemi che in questo momento ci sono in Europa, la questione della doppia cittadinanza ci sembrava l’ultimo che bisognasse sollevare. La concessione della cittadinanza di uno Stato ai cittadini di un altro Stato che già condividono la cittadinanza europea ci sembra un gran bisticcio di cittadinanza e di parole», ha detto Moavero.

In Francia invece salta il calendario della riforma costituzionale in seguito allo scandalo legato ad Alexandre Benalla. Dopo giorni di paralisi in Parlamento, l’importante progetto di riforma, i cui lavori si dovevano tenere in questi giorni, è stato rinviato. «Ne riparliamo dopo l’estate», ha detto il ministro per i rapporti col Parlamento Christophe Castaner.

Mentre il caso Benalla mette talmente a disagio il presidente Emmanuel Macron, che ha deciso di annullare la visita prevista per dopodomani al Tour de France. Il capo dello Stato doveva presenziare ad una delle tappe più importanti della Grande Boucle, tra Bagnères-de-Luchon e Saint-Lary-Soulan, nei Pirenei.

Andiamo in Nigeria, dove sette persone sono rimaste uccise nel nord del Paese in seguito ad un attentato suicida in una moschea. Il kamikaze si è fatto esplodere tra i fedeli durante la preghiera. In Somalia invece  il gruppo armato Al Shabaab ha reso noto di aver compiuto un attentato a una base militare nel sud del Paese e di aver ucciso 27 persone. La base militare attaccata si trova a circa 50 chilometri dalla città portuale di Kismayu.

Mentre in Turchia le autorità hanno arrestato oggi 43 sospetti militanti dell’Isis, che erano stati fermati venerdì in massicci raid antiterrorismo condotti in 15 diversi indirizzi di Istanbul.

Chiudiamo con Cuba, perché l’Assemblea nazionale del potere popolare ha approvato il progetto di Costituzione destinato a sostituire quella del 1976, che ha modificato sostanzialmente l’organizzazione dei poteri dello Stato introducendo le figure di presidente, vicepresidente e primo ministro. Dal suo contenuto è stato rimosso il riferimento a un ‘avanzamento verso il comunismo’, introdotti, tra gli altri, i concetti di proprietà privata e mercato.

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