martedì, Agosto 4

Iran: colpo di scena di Ahmadinejad, si ricandida

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L’ex Presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad si è registrato oggi come candidato alle presidenziali di maggio. Una mossa a sorpresa che il sesto presidente dell’Iran ha giustificato con la singolare motivazione di volere aiutare un ‘fratello’, ovvero il suo ex vice Hamid Baghaie che a sua volta si è registrato oggi per correre per la stessa carica. Ora la candidatura di Ahmadinejad deve essere approvata dall’autorevole Consiglio dei Guardiani sulla cui decisione potrebbe pesare il decisivo parere della guida suprema della Rivoluzione, l’ayatollah Ali Khamenei, che l’anno scorso chiese all’ex presidente di non candidarsi. Consiglio che del resto venne pubblicamente accolto dallo stesso Ahmadinejad.

Ora la candidatura di Ahmadinejad suona come una sfida alla Guida Suprema. In precedenza infatti, Ahmadinejad, ha sempre sostenuto che non si sarebbe opposto al consiglio di Khamenei, che considerava una sua eventuale candidatura avrebbe avuto un effetto ‘polarizzante’ sulla nazione. Durante la sua presidenza dal 2005 al 2013, il Paese oltre ad essere stato attraversato da una protesta di massa, mentre i rapporti con l’Occidente sono precipitati con gravi conseguenze sull’economia interna.

Un ritorno per certi versi clamoroso, per altri atteso. La notizia dell’iscrizione al registro dei candidati alla guida dell’Iran di Mahmoud Ahmadinejad, uno dei personaggi più controversi della storia recente della Repubblica islamica, è un colpo di scena che accende i riflettori sulla corsa alla presidenza, un vero e proprio ‘coup de theatre’, quello dell’ex sindaco di Teheran, destinato a far discutere da oggi fino a quando il Consiglio dei Guardiani non si pronuncerà sulla sua candidatura, stabilendo se il 19 maggio gli iraniani troveranno il suo nome sulla scheda elettorale.

Parlando con i giornalisti dalla sede del ministero degli Interni dove è avvenuta oggi la registrazione, Ahmadinejad, ha dichiarato di sentirsi vincolato alla ‘promessa morale’ fatta a Khamenei di non correre per l’elezione del 19 maggio, ma ha anche precisato che il «consiglio (della guida suprema, ndr) non è stato un divieto». «Ripeto che sono impegnato con la mia promessa morale, e la mia presenza e registrazione è solo per sostenere mio fratello Baghaie», ha detto Ahmadinejad senza ulteriori spiegazioni. Solo la settimana scorsa, nella sua prima conferenza stampa in 4 anni ed affiancato dal suo vice Baghaie, Ahmadinejad ha detto di non aver «alcun piano per presentarmi, ma sostenere Baghaie come il miglior candidato».

Il periodo per la formale registrazione dei candidati ha avuto inizio ieri e continuerà fino a Sabato sera. Dopo di che i candidati vengono passati sotto la lente d’ingrandimento del Consiglio dei Guardiani, potente organo dominato dai conservatori, che il 27 aprile annuncerà la lista finale dei nomi che possono correre alle elezioni. Finora, si sono registrati 197 persone, otto dei quali sono donne anche se in passato nessun rappresentante del gentile sesso è mai riuscita ad ottenete l’autorizzazione del Consiglio dei Guardiani di correre per presidenza della repubblica islamica.

Durante la sua movimentata presidenza, Ahmadinejad, ha perso l’appoggio di molti conservatori tradizionali: alcuni dei quali hanno già dichiarato che violare il consiglio del leader supremo è stato il colpo di grazia.

Secondo alcuni analisti la candidatura potrebbe non solo non essere accolta dal Consiglio dei Guardiani, ma addirittura rivelarsi dannosa per i conservatori, che non riuscirebbero unirsi intorno ad un unico candidato a sfidare il presidente in carica Hassan Rouhani, che si prevede presentarsi per un secondo mandato. Lo scorso weekend, infatti, i conservatori hanno tenuto un raduno di massa durante il quale hanno indicato una rosa di cinque candidati, che sarà ridotta a uno prima del voto, anche se alcuni conservatori hanno già fatto capire che si presenteranno come indipendenti.

(video tratti dal canale Youtube di Euronews)

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