giovedì, Agosto 22

Iran, arriva il primo attacco dell’Isis

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La notizia del giorno arriva dall’Iran e da Teheran, dove stamane il Parlamento iraniano e il mausoleo di Khomeini sono stati presi d’assalto in una duplice azione terroristica. Quattro uomini hanno aperto il fuoco questa mattina nel palazzo del Parlamento, di cui uno si è fatto esplodere al quarto piano dell’edificio mentre gli altri tre sono stati uccisi dalle forze di sicurezza. Nello stesso frangente sono stati uditi presso il monumento dedicato all’Ayatollah Khomeini e una persona è rimasta uccisa nell’esplosione innescata dall’attentatore suicida. Il bilancio, fornito dalla Bbc, parla di 12 vittime e 42 feriti. Gli attacchi sono stati rivendicati dallo Stato Islamico, ma le Guardie della Rivoluzione puntano il dito contro Stati Uniti e Paesi arabi.

L’attentato è infatti avvenuto in un contesto di rapporti in Medio Oriente sempre più teso dopo la decisione dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati arabi di interrompere le relazioni col vicino Qatar.

Oggi il parlamento turco ha deciso di accelerare l’iter di due leggi che consentiranno il dispiegamento delle truppe turche in una base militare proprio in Qatar, e l’addestramento delle forze di polizia qatariota da parte dei loro omologhi turchi, approvandole in giornata. L’iniziativa arriva all’indomani delle dichiarazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan contro gli Stati arabi che hanno rotto i rapporti diplomatici con l’emirato. Ieri Erdogan ha dichiarato di non ritenere giuste tali sanzioni, offrendo il proprio aiuto per una soluzione della crisi.

Sempre in relazione al tentato golpe di un anno fa, la procura di Smirne ha emesso 23 mandati d’arresto contro avvocati accusati di legami con la rete di Fethullah Gulen, tra cui il presidente di Amnesty International nel Paese, Taner Kilic, che è stato anche legale del giornalista italiano Gabriele Del Grande. Kilic è stato arrestato nella sua abitazione. Almeno altri 17 dei legali ricercati sono stati già fermati.

Venendo in Europa, nel Regno Unito si chiude oggi una campagna elettorale funestata dai recenti attacchi jihadisti. Data per certa la vittoria dei Conservatori al governo, sussistono però molti dubbi sulle proporzioni, visto che il divario con i Laburisti nei sondaggi varia da uno a dodici punto percentuale. Le particolarità del sistema elettorale uninominale danno al partito della premier Theresa May in proiezione una maggioranza di 50 seggi o di nessun seggio, rendendo concreto il rischio di una camera senza maggioranza. Per i sondaggisti si tratterebbe di una nuova disfatta dopo i clamorosi errori delle legislative del 2015 e del referendum sulla Brexit dello scorso anno.

Il Francia l’Eliseo ha annunciato oggi la creazione di un Centro nazionale del controterrorismo posto agli ordini diretti del presidente Emmanuel Macron e guidato da Pierre de Bousquet de Florian, ex capo dell’intelligence transalpina. La struttura sarà inserita nel Coordinamento nazionale dell’informazione, anch’esso diretto da Florian. Per la direzione dell’agenzia dei servizi segreti interni (DGSI) è stato indicato Laurent Nunez, attuale prefetto di polizia nella regione di Marsiglia, mentre al vertice dei servizi esterni (DGSE) andrà Bernard Emié, attuale ambasciatore ad Algeri.

Nomine in vista anche al di là dell’Atlantico, dove il presidente Trump ha annunciato quello del prossimo direttore dell’Fbi. Si tratta di Christopher Wray, ex funzionario del dipartimento di Giustizia, che dal 2005 lavora come avvocato per lo studio King & Spalding. Nel 1997, Wray cominciò la sua carriera governativa nell’Ufficio del procuratore per il distretto settentrionale della Georgia, passando poi nel 2001 al dipartimento di Giustizia; nel 2003, il presidente George W. Bush lo scelse per guidare la divisione penale del dipartimento, dove Wray si occupò anche di casi delicati legati a frodi aziendali, riciclaggio di denaro e terrorismo.

In Germania il governo di Angela Merkel ha annunciato il ritiro di 250 militari dalla base di Incirlik, dove sono impegnati in missioni contro lo Stato Islamico in Siria, dopo un lungo scontro con Ankara che da mesi proibisce ai parlamentari tedeschi di visitare la base. Il braccio di ferro è iniziato l’anno scorso, quando il Bundestag ha votato una risoluzione che riconosce il genocidio armeno in Turchia durante la Prima guerra mondiale. Negli ultimi mesi, le tensioni tra i due Paesi si sono riaccese dopo la decisione di Berlino di concedere asilo ad alcune persone accusate dalle autorità turche di aver partecipato al colpo di stato del luglio 2016.

Sono stati ritrovati in mare pezzi dell’aereo militare birmano sparito oggi con 116 persone a bordo. Il relitto è stato ritrovato al largo della città di Dawei.

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