giovedì, Ottobre 22

Investimenti: dosi massicce field_506ffbaa4a8d4

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Bangkok – L’Indonesia sulla strada dello sviluppo non vuole lasciare nulla di intentato lungo il proprio percorso e guarda sempre con grande attenzione agli investimenti. La recente decisione del Governo indonesiano di congiungersi alla Banca di Investimenti Infrastrutture Asia AIIB a guida cinese innalzerà l’apporto finanziario per un controvalore di 100 miliardi di Dollari USA a sostegno degli ambiziosi progetti infrastrutturali che sono stati approntati per l’arco dei prossimi cinque anni.

La Banca di Investimenti Infrastrutture Asia, con un capital iniziale in equity pari a circa 50 miliardi di Dollari USA, sosterrà il Fondo Infrastrutture ASEAN Ltd AIF che è stato definito e creato nel 2012 dai Paesi membri ASEAN, compresa ovviamente l’Indonesia. La Banca di Sviluppo Asiatica ADB con sede a Manila è il centro amministrativo del Fondo Infrastrutture Asia e fornisce supporto tecnico.

Agli inizi del 2011, il Governo mise in piedi anche una infrastruttura non-bancaria con finalità di istituzione finanziaria, la PT Sarana Multi Infrastruktur che successivamente fu ribattezzata PT Indonesia Infrastructure  in una joint venture con la Banca Mondiale, la Banca di Sviluppo Asiatica ed una banca di sviluppo tedesca. Ma si ritiene che persino queste tre entità bancarie specializzate in materia di infrastrutture non saranno capaci di fornire tutti i fondi necessari per i vasti progetti infrastrutturali immaginati in strade, generazione di energia, porti marittimi ed aeroporti. L’Indonesia ha una struttura bancaria e finanziaria su livelli ed entità troppo piccole rispetto alle sue aspirazioni in termini di infrastrutture.

Per fare un esempio, i fondi legali da utilizzare in casi di litigiosità tra investitori o con il settore bancario stesso nell’intero settore bancario indonesiano sono oggi stimati intorno ai 4 quadrilioni di Rupie indonesiane (circa 325 miliardi di Dollari USA) ed il totale dei prestiti bancari non soluti è di 3.5 quadrilioni di Rupie. Inoltre, come ha fatto notare la scorsa settimana Budi Sadikin, il presidente di Bank Mandiri, una banca di proprietà statale, la più grande della Nazione, le banche sono generalmente debolucce nel rilasciare prestiti destinati alle infrastrutture poiché esse fanno affidamento sui fondi a breve termine, come ad esempio le domande di depositi, e oltre le ipoteche, preferiscono sostenere con fondi similari i rischi a breve termine. Inoltre i fondi stranieri di investitori a lungo termine così come assicurazioni e fondi pensione e fondi sovrani potrebbero tutti giocare un ruolo importante nel finanziare i massicci progetti infrastrutturali che sono in essere in Indonesia al momento attuale.

Quello delle infrastrutture è un settore dove esistono flussi di introiti a lungo termine che sono ritenuti buoni dagli investitori a lungo termine. Il ritorno da debiti assicurati contro asset reali sono anch’essi di livello elevato. Gli strumenti finanziari legali al tema delle infrastrutture sono tipicamente protetti da inflazione e con ritorni d’offerta stabili, con bassa volatilità e piccole correlazioni son altre classi di asset. Ma la preoccupazione principale degli investitori che guardano a progetti infrastrutturali adatti per l’Indonesia è quello delle costruzioni con lunghi periodi di realizzazione e costi elevati dovuti a procedure complesse ed ardue per l’acquisizione di terreni.

Infatti, i problemi connessi con l’acquisizione di terreni sono diventati l’ostacolo principale che ha bloccato per cinque/sei anni la gran parte delle grandi opera come le strade di accesso al porto di rilevanza nazionale Tanjung Priok, a Jakarta, la strada ferrata lunga 20 miglia (circa 32 chilometri) dalla parte sterna di Jakarta fino all’aeroporto internazionale Soekarno-Hatta e più di una ventina di altri progetti di infrastrutture stradali a Giava e Sumatra.

Il prossimo anno, quando la Legge sulle Acquisizioni terriere del 2012 entrerà in pieno vigore, diverrà la cartina al tornasole per gli scopi governativi circa il programma dei progetti infrastrutturali nazionali. Quella Legge è stata messa a punto proprio per rimuovere le incertezze nella acquisizione di terreni con finalità connesse con i progetti infrastrutturali attraverso la prevenzione sulla speculazione terriera, velocizzando il processo, assicurando compensazioni adeguate per i proprietari terrieri che possono essere espropriati o spinti a vendere al Governo centrale con opportune e indipendenti valutazioni e stime.

Dopo anni di particolare negligenza, l’Indonesia ha inteso velocizzare tutto il settore infrastrutturale soprattutto in termini di spesa per incrementare la propria rete stradale, ferroviaria, migliorando e potenziando la rete portuale, tutte le opere idriche di cui il Paese ha bisogno e gli impianti di produzione di energia. Che sia o meno per l’effetto della nuova Presidenza e la nuova Amministrazione di Joko “Jokowi” Widodo, resta il fatto che lo Stato indonesiano –a fronte di così numerose e vaste esigenze in campo infrastrutturale- non intende cooperare alle spese di investimento con propri fondi pubblici ma si rivolge al settore privato per pagare il conto e trarre poi vantaggio dalle opportunità d’investimento.

Durante i mesi a venire, nel corso della Conferenza e Mostra Indonesiana e Internazionale delle Infrastrutture, il Governo si ritiene voglia mostrare i suoi progetti destinati alla creazione di infrastrutture a favore di investitori nazionali e stranieri perché entrambi intervengano massicciamente. Il mese scorso, la China Railway Construction Corporation ha siglato un accordo per investire nel progetto Ponte sullo Stretto Sunda che connette le Isole indonesiane di Giava e Sumatra. E lo scorso anno, il consorzio giapponese J-Power ha vinto la gara d’appalto per costruire un nuovo impianto d energia a Giava Centro, che fornirà energia elettrica per circa otto milioni di persone dal 2016.

«Il progresso nello sviluppo delle infrastrutture negli ultimi due anni appare certo migliore di quanto ci si potesse aspettare», ha affermato Shobana Venkataraman, capo di IFC con funzioni di guida dell’ufficio settore investimenti. «L’economia indonesiana è migliorata e cresciuta ed il tasso sovrano è stato innalzato nel rating proprio per il migliorato livello degli investimenti, rendendo più attraenti gli investimenti nelle infrastrutture per gli investitori e per i proprietari terrieri».

 

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