giovedì, Agosto 13

Intercettazioni: passo dopo passo, verso il Grande Fratello Il governo incassa così la fiducia della Camera sul decreto legge sulle intercettazioni

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304 i SI’, 226 i NO, un astenuto. Il governo incassa così la fiducia della Camera sul decreto legge sulle intercettazioni. Il voto definitivo sulle intercettazioni è rinviato a domani, per lasciare  spazio al decreto Coronavirus.  

È il risultato di alchimie parlamentari che hanno una loro indubbia sostanza, anche se sono indubbiamente ‘noiose’; ma è la democrazia, bellezza: “la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora”, come ebbe a dire con infondibile sarcasmo Winston Churchill nel novembre 1947, in un celebre discorso alla londinese Camera dei Comuni.

Ecco dunque che la conferenza dei capigruppo che, prima dell’inizio delle dichiarazioni di voto sulla fiducia, sblocca la situazione con questo mini-rinvio; e di fatto ferma la pioggia di ordini del giorno del centrodestra (circa 260), che potevano costringere il presidente della Camera a eliminarli d’ufficio. Una soluzione suggerita fin dalla scorsa domenica da Forza Italia con il capogruppo Maria Stella Gelmini.

Il ‘rullo compressore’ del Coronavirus tuttavia rimanda solo di qualche ora il redde rationem. La Lega in particolare, promette guerra senza quartiere; anche Forza Italia, che in queste ore ha ammorbidito le sue posizioni per non ostacolare il dibattito sui provvedimenti anti-Coronavirus, con il responsabile giustizia Enrico Costa denuncia: «La foga della maggioranza nel procedere a tappe forzate sul decreto intercettazioni, ponendolo come priorità assoluta, ha una sola spiegazione. Questo decreto è la merce di scambio che il Partito Democratico ha ottenuto di fronte al dietrofront sulla prescrizione. Se salta il decreto salta l’accordo».

Ad ogni modo, il testo sulle intercettazioni è statogià approvato in Senato; alla Camera dei Deputatidunque l’ultima parola.

In sintesi, si modifica la normativa sulle intercettazioni: saranno possibili le intercettazioni ambientali tramite trojan per i delitti degli incaricati di pubblico servizio contro la pubblica amministrazione, e non solo, come ora, per i pubblici ufficiali. Si affida al Pubblico Ministero la selezione delle intercettazioni di interesse per le indagini, e si elimina l’iniziale valutazione della polizia giudiziaria; viene consentito l’uso dei risultati delle intercettazioni mediante trojan per provare reati diversi da quelli per i quali è stata autorizzata la captazione, purché si tratti di reati di mafia e terrorismo e delitti contro la Pubblica Amministrazione.

Senza girarci troppo intorno, e a prescindere dalle senz’altro ottime intenzioni del legislatore: non c’è dubbio che l‘uso dei trojan per captare le comunicazioni sia la più invadente, subdola modalità di intercettazione; non per nulla era prevista per limitate, gravissime ipotesi di reato. Poi, via via, si è estesa la casistica, per diretta, esplicita e rivendicata volontà del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede; l’esigenza di fare la ‘mossa’ anti-corruzione porta ad estendere il trojananche per reati come l’abuso di ufficio.

Si dirà che male c’è? Il ‘male’ consiste nella indiscriminatapesca a strascicoche il trojan consente; questione delicatissima, che impone riflessione, dibattito, confronto. Al contrario un metodo così penetrante di indagine lo si risolve con il decreto legge, e con il voto di fiducia: prendere o lasciare. L’ennesimo sfregio alla istituzione parlamentare. La decretazione d’urgenza e la ‘fiducia’ ormai sono diventati una prassi ordinaria per governare, e approvare le leggi. Nulla da dire i costituzionalisti, i giuristi, gli studiosi del diritto?

Decretazione e voto di fiducia sono stati concepiti dai saggi costituenti come strumenti per affrontare specifiche, urgenti, eccezionali situazioni. Ora sono utilizzati da precarie e litigiose maggioranze per creare (o evitare) oggettive situazioni di ‘ricatto’ politico. E’ il segno, ennesimo, della crisi della politica, delle istituzioni parlamentari; perfino manifestazioni di arroganza e di protervia: l’uso di strumentazioni come il trojan riguardano direttamente i diritti di tutti, è insultante che una questione così rilevante sia risolta in questo modo, clandestino, con poca o nessuna pubblicità e conoscenza.

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