lunedì, Marzo 25

Integralisti cattolici: no ai diritti civili, sì al mercato Prendono di mira le unione civili, il divorzio e non ciò che ha davvero ucciso la famiglia

0

Ormai i dubbi sono sempre di meno e le certezze di più: esiste un gruppo di persone, alcune con cospicui capitali, che vuole che il mondo torni indietro. Sono i nuovi crociati, cattolici integralisti alleati della destra fascista; hanno le loro roccaforti tra Russia, America e un oscuro Paese asiatico. Gente che ha creato una vera e propria internazionale integralista che ha come suoi obiettivi la cancellazione dei diritti civili, dall’aborto al divorzio, dalle unioni civili alle coppie gay. Questi nostalgici integralisti scelgono le loro teste d’ariete per aprire varchi oltre i loro confini. In Italia trovano appoggi tra quel che resta dei ciellini e quel che la Lega ha intruppato, con i Pillon e i Fontana che hanno fatto di Verona la città antiabortista non solo italiana ma addirittura vogliono renderla la città antiaborto mondiale. Col problema che una città è pubblica e quelli assumono provvedimenti e azioni come se fosse una loro azienda, senza rispettare tutti quei cittadini che, pur veronesi, non sono d’accordo contro questa deriva integralista, una sorta di isis cattolica.

Non è che si vuole perdere tempo contro questi nuovi frustrati, ma sono così in malafede che non basta vedere nelle loro facce un evidente disagio per avere poi pietà di loro. Verso loro ci assale il disprezzo assoluto. Guardate, infatti, la faccia di Steve Bannon, quello che ha aperto un ufficio a Bruxelles per farne la sede dell’internazionale populista, quel Bannon appartenente alla destra estrema e integralista cattolica americana: quella di Bannon è la faccia di un risentito rancoroso. O quella di Simone Pillon, da sfogliare gli annali dei manicomi per trovarne una migliore. (E ora ci obbliga un inciso: Pillon e Fontana erano già noti. Già si conoscevano le loro posizioni presentate con il classico atteggiamento estremista: o io o tu. E tu devi morire. Questi, dicevamo, erano noti: perché allora i 5S hanno stretto un accordo di governo con la Lega, partito nel quale militano i due integralisti e che ospita altre forme di estremismo, senz’altro lontane da quella formazione che si dichiara attenta ai diritti civili e alla libertà del cittadino, come sembrava essere il movimento 5S? A questo punto i 5S sono quelli dei diritti civili o quelli degli anti-diritti della Lega?)

I nuovi integralisti e fanatici lavorano in realtà contro la democrazia, e questo è nel loro DNA. Ma noi ci chiediamo cosa faccia lo Stato, cosa fa per far rispettare la democrazia. Ci chiediamo se è possibile fare di una città italiana la sede degli integralisti mondiali; se è normale che una città voti un provvedimento cittadino contro una legge dello Stato. Se è legittimo tutto ciò, quale inversione sta avvenendo a favore della deriva integralista non ostacolata dallo Stato? Perché la sua autorità non è tale da richiamare le iniziative di privati cittadini che usano il suolo pubblico per manifestare contro le leggi dello Stato e contro i diritti civili? Sono dei rivoltosi, degli integralisti. La storia ce li ha già fatti conoscere e loro li richiamano: sono i nuovi crociati. Gente che è responsabile di aver distrutto culture e sterminato persone in nome del loro Dio, un Dio che, se afferma il proprio nome attraverso sicari che uccidono persone per interessi affatto evangelici ma solo per aumentare il bottino di Papi e Chiesa, è meglio che taccia per sempre se da sempre sa solo avere sicari. E i sicari di Dio sono tutti uguali: quando è toccato ai fedeli di Allah portare il suo nome, hanno fatto quello che fecero i loro ispiratori, i crociati. E ora i nuovi crociati sono pronti a uscire allo scoperto per perseguitare chi ha a cuore la libertà del prossimo e il diritto di vivere senza essere discriminato. Non è ora di finirla con questa frustrazione che, in nome dell’integralismo, fa affari sporchi in nome di Dio? È Dio così schiacciato dall’impotenza di uomini frustrati o sono quegli uomini il problema? Gli uni si servono dell’altro per perseguire i propri risentimenti e impotenze. Forse, liberarsi del primo aiuterà a liberarsi anche dei secondi. Speriamo, a questo punto, che l’intelligenza artificiale e la manipolazione genetica si perfezioni e arrivi a riprodurre la vita, dimostrandosi così che la natura, se può essere ricreata dall’uomo, non ha davvero bisogno di nessun Dio.

Intanto però ci tocca tornare a respingere l’esercito integralista, che in fondo è molto primitivo nella sua battaglia: vuole la fine della democrazia e l’instaurazione del controllo sociale attraverso l’abolizione dei diritti civili. Perché la democrazia, da quando l’economia detta le condizioni alla politica, esiste sempre più e solo in materia dei diritti civili, si occupa di far crescere consapevolmente i diritti civili per consentire a tutti di essere liberi in un clima di reciproco rispetto degli ambiti. Gli integralisti, invece, vogliono solo un modello, il loro, un modello, tra l’altro, che la storia stessa ha sempre più mostrato come inadatto rispetto a nuovi comportamenti che naturalmente maturano nelle società, primo di tutti la famiglia. Ma loro se la prendono. E contro chi? Recitano come un mantra che la famiglia, i valori tradizionali e le regole giuste sono state sovvertite dai comunisti. Ma è dagli anni ’80 del secolo scorso che i comunisti hanno iniziato a estinguersi e ora li trovi solo, anche loro, tra i nostalgici, ma almeno non li senti gridare contro la libertà degli altri e, soprattutto, non hanno un impero economico alle spalle. E allora, contro chi se la prendono questi integralisti cattolici divisi tra fanatismo e oscurantismo?

Dovrebbero prendere meglio la mira e puntare le loro armi contro chi ha davvero ucciso la famiglia rispetto ai suoi valori e regole; dovrebbero andare a puntare le loro armi contro il mercato e il profitto, perché è in nome di questi due feticci che la famiglia ha iniziato a smembrarsi; è in nome del piacere del consumo e dell’individualismo che lo autogenera se le famiglie, anche quando si riuniscono, lo fanno nel nome del corpo e nell’assenza dello spirito, tanto ognuno dei membri è impegnato a guardare il proprio smartphone o l’ultimo programma televisivo. Guardassero davvero quello che fa la loro amata famiglia da quando il mercato e il profitto l’ha trasformata in potente macchina del consumo: comprare tutto ciò che viene offerto per non deludere l’amato famigliare; andare ai centri commerciali e lì santificare le feste. Insomma, come mai gli integralisti cattolici inseguono il fantasma comunista e non cacciano il corpo del profitto e del mercato?

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore