domenica, Novembre 29

Industria spaziale: dove va l’Europa E se l’Europa trovasse nello spazio la risposta alle sue difficoltà economiche generate dall’espandersi della pandemia da Covid-19?

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Un tentativo di risposta a questa domanda si potrà avere questo venerdì quando i ministri europei responsabili per gli affari ‘spaziali’ si incontrano (ancora a livello virtuale) per discutere il ruolo dell’Europa nell’economia spaziale mondiale.

Mettere insieme ‘economia’ e ‘spaziale’ può sembrare un’accoppiata improbabile se si considerano le spese ingenti per far girare una ‘economia dello spazio’. Ma è pur sempre dallo spazio che dipendono molte altre scelte e scoperte scientifiche che a sua volta andranno a influire sulle scelte nazionali in campo industriale, ambientale, umanitario, militare ecc. con ricadute sulle economie e politiche dei singoli Paesi.

I ministri europei saranno quindi chiamati nel loro incontro di questo venerdì 20 Novembre a offrire la loro visione per una industria europea dello spazio nei confronti degli altri mercati internazionali. E non si parla solo di mercati ma di tutta una serie di conseguenze che l’osservazione dello spazio potrà avere anche sulla vita di ogni giorno, a cominciare dalla protezione dell’ambiente.  L’Europa dello spazio diventa sempre più ‘verde’ con il continuo arricchimento del parco satelliti suoi e la necessità di assicurare lo smaltimento del materiale obsoleto.

Ci sarà anche da decidere sul finanziamento delle imprese spaziali europee nonché dei diritti dei titolari dei brevetti oltre alle questioni relative alla sicurezza delle attrezzature spaziali gestite dall’Europa. Se da una parte infatti la politica spaziale offre all’Europa prospettive di sviluppo economico e vantaggi per l’occupazione, dall’altra richiede una solida base di investimenti nel campo della ricerca che lo spazio spinge verso obiettivi sempre più ambiziosi.

Nel rispondere alla sfida planetaria della pandemia da Covid-19, l’Europa non può e non deve dimenticare le sue capacità nel campo della ricerca con tutte le ricadute che ciò potrà avere anche a livello di sicurezza, difesa e sviluppo delle comunicazioni digitali.

Sono quasi un quarto di milione gli addetti ai servizi spaziali in Europa sia per la produzione industriale che per i servizi indotti, secondo le stime della Commissione europea, impegnati a portare avanti i tre progetti ’faro’ europei per eccellenza in questo settore:

Copernicus (il più avanzato sistema di osservazione della terra )
Galileo  ( il sistema europeo di navigazione satellitare)
Egnos   ( il sistema di sicurezza per la navigazione marittima e terrestre)

I ministri europei dovranno quindi decidere il bilancio di previsione per i prossimi sette anni in un momento molto difficile per l’economia mondiale. Sono 12 i trilioni investiti dall’Ue in progetti spaziali nel settennio che si chiude con un profitto calcolato sui € 3-4 per ogni euro investito. L’industria spaziale è quindi più che mai attiva e serve ora all’Europa pensare una strategia spaziale innovativa che le permetta di posizionarsi all’avanguardia del panorama spaziale mondiale. Il prossimo bilancio settennale per lo spazio europeo punterà soprattutto sui servizi che l’industria saprà offrire al mondo intero e non soltanto al continente europeo.

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