giovedì, Settembre 19

Indonesia: un secondo mandato per il Presidente Joko Widodo? Gli exit poll danno per vincente il candidato moderato rispetto all’avversario Prabowo Subianto

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Sono persino stati organizzati dei seggi elettorali ‘a tema’, come ad esempio, arrivare agghindati con lenzuola bianche e volti cosparsi di biacca bianca, cioè truccati da morti prima della sepoltura, per rendere più frivolo e divertente andare a votare. Una specie di Halloween musulmano per rendere un po’ più colorito un voto parecchio sentito nella intera Nazione indonesiana. Così, ad esempio, nel seggio istituito a Gunung Balong sono arrivate più persone della media precedente, affermano i responsabili delle consultazioni elettorali locali e nazionali. L’organizzazione della macchina elettorale, in una Nazione sparpagliata in mare e così vasta in termini di territorio, non è cosa semplice. Le urne son state portate con ogni mezzo anche nei villaggi più remoti del suolo indonesiano, persino con carretti, animali, elicotteri e barche, quando si è trattato di attraversare corsi d’acqua o soprattutto tratti di mare. Si tratta pur sempre di 193 milioni di elettori chiamati alle urne, 245mila candidati e 800mila seggi istituiti su un territorio che comprende 18mila isole.

I sondaggi, appena chiuse le urne, danno in vantaggio il Presidente uscente Yoko YokowiWidodo, con uno scarto tale per cui potrebbe attestarsi su una forbice del 57-58% sul rivale Prabowo Subianto.  Otto-dieci punti percentuali per gli esperti di exit poll che già si affollano consultati da canali tv, giornali e canali radio.

In base alle primissime stime, emesse dall’accreditato istituto di sondaggi Poltracking Indonesia, con sede a Jakarta, Jokowi, avrebbe un margine che nella sua estensione massima arriverebbe al 55 per cento sul 46 per cento di Prabowo mentre Indo Barometer indica un margine di vittoria più piccolo intorno al 53.7 per cento fino al 46.3 per cento. I conteggi sono basati sull’80 per cento dei dati frutto dei sondaggi ancora in fase di sviluppo. Sulla base di un conteggio interno condotto dal team Jokowi-Ma’ruf Amin, il ticket porterebbe alla vittoria con un punteggio finale dal 57 al 58 per cento, come riferito da Hasto Kristiyanto, il segretario generale del Partito Democratico di Lotta Indonesiano interpellato dal canale tv Kompas. In ogni caso, il team di Prabowo ha affermato che il loro candidato sia in testa. Il direttore della campagna elettorale Sugiono ha riferito agli operatori dei media che dai primi conteggi e da ricerche condotte basandosi sulle proprie strutture, non appena aperte le urne, Prabowo ed il suo candidato Sandiaga Uno prevalgono sui loro oppositori dopo 5.475 seggi scrutinati in 33 provincie. Prabowo e Sandiaga, egli afferma, hanno ricevuto il 55.4 per cento dei voti mentre Joko e Ma’ruf hanno un 42.8 per cento. Il team di Prabowo hanno anche sollevato dubbi sulla raccolta voti, affermando che 17.5 milioni di nomi sulle liste presentano dei problemi.

In realtà, i due candidati presidenziali, un po’ in tutta la campagna che ha condotto alle elezioni, non si son risparmiati alcun colpo. Joko Widodo ha dalla sua parte il completamento di importanti infrastrutture del Paese delle quali, oltretutto, aveva gran bisogno a sostegno dell’economia di una delle potenze produttive globali allo stato attuale, allo stesso tempo ha assicurato un moderatismo nella società nazionale indonesiana caratterizzata da etnie e istanze culturali locali non facili da tenere insieme rispetto alle sempre vive “sirene” dei fondamentalismi religiosi. Corre obbligo ricordare, infatti, che l’Indonesia è il Paese musulmano più popoloso al Mondo. Il tasso di povertà si è progressivamente ridotto durante la Presidenza di Joko Widodo ma, come fanno notare alcuni studiosi locali e soprattutto i detrattori, negli ultimi due anni la crescita complessiva del Paese è stata inferiore rispetto alle attese.

Negli ultimi anni, bisogna anche annotare che la società indonesiana si è spesso divisa su due fronti opposti, in specie in materia di religione. Vige la Sharia ma l’interpretazione finora data dall’Indonesia è sempre stata improntata ad una certa apertura ed inclusione, rispetto per le comunità minoritarie e medietà dei comportamenti da parte delle Istituzioni nazionali. A tutto ciò si è spesso opposta la componente più radicale, estrema se non fondamentalista, quella che ha -per esempio- condotto alla crisi correlata all’ex Governatore di Jakarta, Basuki Tjahaja Purnama, noto col nome di ‘Ahok’, alleato di Jokowi. Di estrazione cristiana, tra il 2016 ed il 2017 fu accusato di blasfemia nei confronti dell’Islam e fatto fuori dal suo ruolo di Governatore e poi condannato. Quel frangente ha dimostrato, se mai ve ne fosse stato ulteriore bisogno, che la componente religiosa più radicale ha acquisito sempre maggior peso nella società indonesiana. Jokowi ha dovuto tenerne conto, soprattutto perché il suo avversario, Subianto, ha fatto appello proprio a quella parte del Paese. E per questo ha ottenuto l’appoggio e l’alleanza di Mar’uf Amin, espressione di quell’ala radicale che condusse proprio alla estromissione di ‘Ahok’ dal ruolo di Governatore di Jakarta.

Allo stesso tempo, Subianto è sempre stato vicino alle elités della Nazione, ex marito della figlia del generale Suharto, ex dittatore d’Indonesia per tre decenni. La lotta tra i due contendenti presidenziali si è svolta anche sul piano social. Infatti, entrambi hanno accusato il proprio avversario di avvalersi di figure professionali specificamente preparate per la diffusione di fake news. Jokowi ha accusato in particolare Subianto di avere -in questo modo- dato una immagine negativa del candidato presidenziale uscente addossandogli cose non vere o artatamente costruite sul piano mediatico, come le origini cristiane di Joko Widodo o certe sue amicizie estranee alla cultura del proprio Paese. Da recenti indagini, Widodo avrebbe appurato che sono state costituite vere e proprie “cellule” di azione informatica messe su proprio allo scopo di portare scompiglio via social ed innescare una guerra d’immagine basata su fake news costruite proprio durante il periodo della campagna presidenziale.

In ogni caso, gli exit poll vedono Widodo avanti nei numeri, il che gli consentirebbe di accedere al secondo mandato presidenziale consecutivo. Battendo nuovamente Subianto, così come aveva già fatto in occasione delle elezioni presidenziali del 2014, dove Joko Widodo vinse col 53 per cento dei voti.

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