giovedì, Dicembre 12

India, un esercito più snello

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New Delhi La questione controversa ‘Un rango, una pensione’ (OROP con la sigla inglese) è dura da sconfiggere. I veterani sono ancora ottimisti sul fatto che, se qualcuno può far loro giustizia, quel qualcuno sia il primo ministro Narenda Modi.  Il governo, però, fedele all’idea dell’OROP, sta ancora esplorando modi per metterla in marcia vista la posta in gioco a livello finanziario. Detto ciò, resta il fatto che i costi di personale nell’esercito indiano siano altissimi, così alti che, nel bilancio per la difesa del 2014-15, il governo è stato costretto a trasferire per ben due volte i fondi destinati ai costi di capitale per coprire la parte delle entrate che paga gli stipendi, le pensioni e le altre spese giornaliere. La prima volta a gennaio del 2014, furono 7 8miliardi e 700 milioni di rupie, mentre la seconda volta, poco tempo dopo, fu un’ulteriore somma di 130 miliardi a essere trasferita dal fondo capitale.

In particolare se si parla delle pensioni della difesa, il conto aumenta col passare degli anni. Nel 1981-82, 16 miliardi e 700 milioni erano il 6,8% del bilancio della difesa, che nel 2015-16 è passato a 545 miliardi, il 16,5% del budget. In base alle ultime stime, il bilancio delle pensioni, che si attestava sui 444 miliardi e 750 milioni nell’ultimo anno fiscale, sarebbe aumentato di oltre 100 miliardi o del 20% quest’anno. Questo aumento delle pensioni in un anno è molto più alto del resto degli aumenti di questo tipo nei settori non militari. Ora che è quasi tempo per i risultati della Seventh Pay Commission, una commissione creata ad hoc dal governo, le pensioni della difesa aumenteranno di svariati miliardi. Degli studi dimostrano che per ogni soldato indiano ci sono sette pensionati dalla difesa. Inoltre, quando 70 000 stipendiati abbandonano il servizio ogni anno per unirsi alle file dei pensionati (2,6 milioni di pensionati e 60 000 vedove al momento) si capisce perché l’OROP (la stessa pensione per lo stesso rango con gli stessi anni di servizio) sia una proposta che fa discutere.

In altre parole, con una gran quantità del bilancio spesa per pagare il personale, l’esercito indiano non ha abbastanza risorse per acquistare o costruire armi sofisticate ma necessarie e per le munizioni per vincere le guerre. Quale sarebbe allora la soluzione? A breve termine, non vedo una via d’uscita facile, perché non è possibile che il governo Modi annulli le proprie promesse elettorali di mettere in atto il progetto OROP. Ciò significa che il Paese avrà ancora problemi economici per ottenere armi sofisticate a meno che il governo aumenti il bilancio della difesa in modo sostanziale, una prospettiva abbastanza irreale. Esistono però rimedi a lungo termine. Un generale maggiore in pensione ha affermato che i soldati, che devono abbandonare il servizio a un’età relativamente giovane, dovrebbero essere assorbiti in posizioni paramilitari, ma esiste anche un’altra misura di cui non si parla poi tanto, perché impopolare: la triste verità è che l’esercito indiano non può permettersi di avere tanti effettivi e dovrà ridurli.

Negli ultimi vent’anni, tutte le principali forze armate del pianeta hanno fatto tagli importanti al personale. Nel 2003, la Cina decise di ridurre le proprie file, che allora contavano 2,5 milioni di militari. Nel 2012, la Gran Bretagna annunciò un taglio del 20%, riducendo la forza dell’esercito a 82 000 combattenti entro la fine del decennio. Sotto la presidenza di Putin, quello che prima era il moribondo esercito russo è stato trasformato in una forza leggera e di rapido attacco; oggigiorno, i soldati russi combattono in brigate e non in grandi divisioni. Allo stesso modo, gli Stati Uniti hanno deciso di avere forze armate più piccole e agili per via delle ristrettezze finanziarie che stanno colpendo il paese; il Pentagono ha ricevuto la richiesta di tagliare in modo sostanziale il proprio budget di varie centinaia di miliardi di dollari, fatto che, a sua volta, ha costretto il dipartimento della difesa a creare nuovi documenti che rivedranno la politica di difesa dei prossimi anni basandosi su forze più piccole e snelle.

Vale la pensa notare che i Paesi citati sono le quattro maggiori potenze militari a livello mondiale, benché non in quell’ordine. Dovrebbe quindi l’India, un’altra potenza militare a livello globale, esimersi dalla tendenza a ridurre e snellire le forze? No.

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