mercoledì, Agosto 12

India: i fedeli e l’irresistibile magia del pellegrinaggio via mare India: il sì dell’Arabia Saudita ed il ripristino della rotta marittima dedicata ai pellegrini per l'Hajj

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L’Arabia Saudita ha dato il suo consenso al piano all’India per fare un salto indietro nel tempo. Stiamo parlando del progetto di traghettare i pellegrini in occasione dello ‘Hajj’ via mare verso Jeddah; lo ha annunciato lunedì scorso il Ministro indiano per gli affari delle minoranze, Mukhtar Abbas Naqvi, subito dopo la firma dell’accordo con Mohammad Saleh bin Taher Benten, rappresentante per l’Arabia Saudita. Quest’anno il Governo saudita ha confermato l’aumento della quota permessa di pellegrini indiani, che ora tocca precisamente i 175.025; in due anni l’incremento è stato di 40 mila unità. Secondo l’esponente governativo indiano, la concessione potrebbe essere dovuta alla «crescente popolarità» del premier, Narendra Modi, ed al miglioramento delle relazioni tra i due Paesi e gli altri Stati arabi. «Il governo Modi ha soddisfatto i bisogni socio-economici e religiosi con onestà, senza accordi politici», ha affermato Naqvi.

Ma chi sono questi pellegrini e cos’è l’Hajj? Ogni anno, decine di musulmani provenienti da ogni angolo del pianeta decidono di mettersi in viaggio per raggiungere La Mecca, in Arabia Saudita, e realizzare così uno dei cinque pilastri dell’Islam, l’Hajj appunto – insieme allo ‘Shahadah’, al ‘Salat’ lo ‘Sawm’ e lo ‘Zakat’ -. Il pellegrinaggio annuale verso il luogo più sacro viene celebrato tra l’8 e il 12 di Dhu al-Hijjah, ovvero l’ultimo mese del calendario lunare islamico che coincide con la seconda e più sacra festività musulmana nota come ‘Eid al-Adha’. Le autorità saudite assegnano una quota, circa un posto per 1000 musulmani ogni Nazione. I pellegrini che giungono sono tantissimi: lo scorso anno, 2 milioni le persone.

Ma perché il noto viaggio è così importante per i fedeli? Ogni musulmano, nelle condizioni di farlo, almeno una volta nella vita è chiamato a compiere l’Hajj. Significa mostrare il proprio impegno verso Dio. Durante l’astinenza sacra antecedente (‘Ihram’), i pellegrini maschi sono tenuti a vestirsi solo con dei vestiti bianchi scuciti che stanno a simboleggiare l’uguaglianza di fronte a Dio dove ricchezza, colore ed etnia non hanno importanza. Seguono poi riti per 5 o 6 giorni. A seconda del luogo di partenza dei fedeli, l’Hajj può costare da poche migliaia a decine di migliaia di dollari a persona. Il viaggio, di solito, è organizzato da operatori turistici specializzati e copre il loro trasporto, alloggio e spese giornaliere.

Veniamo all’India. «L’Arabia Saudita ha fatto il suo cenno per rilanciare l’opzione di inviare pellegrini per via marittima». Cosa che non accadeva da anni. «I funzionari di entrambi i Paesi discuteranno tutte le formalità e gli aspetti tecnici necessari affinché il pellegrinaggio di Haj attraverso la rotta marittima possa essere avviato nei prossimi anni», ha detto Naqvi.

Ci sono voluti 22 anni per ripristinare la via marittima, dopo che l’India, lo Stato con la seconda più grande popolazione musulmana al mondo, aveva più volte spinto verso il far rivivere la storica traversata per l’Arabia Saudita. Ricordi molto cari a chi viaggiava in mare in passato. Al porto di Mumbai, alcune scritte risalenti agli anni ’80 e ’90 recitano così ‘Labbayka Allaahumma labbayk, labbayka laa shareeka laka labbayk’ (‘Eccomi, O Allah, eccomi qui’). Molti anziani ricordano con affetto il viaggio in nave da Mumbai a Jeddah, che, generalmente, richiedeva 10 o anche 12 giorni, spesso in mare aperto.

Ma cosa accadde, quindi, dopo? Nel 1995 la Compagnia di navigazione statale dell’India si ritirò e ai pellegrini non rimase altra scelta se non quella di viaggiare in aereo. «Il numero di pellegrini che arrivavano via mare iniziò a diminuire gradualmente e nel 1994 era sceso a 4.700. Fino a che, nel 1995, il viaggio per mare fu completamente interrotto e tutti i pellegrini indiani iniziarono ad arrivare in aereo», ha scritto nel suo libro ‘Haj: An Indian Experience’ Ausaf Sayeed, ex console generale dell’India a Jeddah. Nel corso dei secoli, gli indiani hanno viaggiato per Haj via mare o via terra attraverso il Pakistan e l’Iran incontrando pirati e banditi, sfidando epidemie. Ma dai loro racconti si percepisce l’irresistibile magia dell’attraversamento via mare.

Ad oggi, è il Governo a sovvenzionare i voli dei pellegrini che viaggiano attraverso la Haj Committee of India (HCOI) o con Tour Operator Privati (PTO). L’interesse dell’India è chiaro e il Ministro se ne fa portavoce: inviare i pellegrini per via marittima contribuirebbe a ridurre in modo significativo le spese di viaggio. La riduzione sarà, infatti, drastica: di oltre il 50 per cento. Una «decisione rivoluzionaria, a favore dei poveri e dei pellegrini».

Sakina Shaikh, una donna di 73 anni che ricorda i viaggi passati in aereo e in mare, ha dichiarato al quotidiano ‘Indian Express’: «Il viaggio in aereo è più rapido e confortevole. Ma il viaggio in mare esalta l’esperienza spirituale. Galleggiando nell’oceano, hai tutto il tempo di contemplare la tua vita e le tue azioni prima di presentarti al creatore. Per me, il viaggio in mare da Mumbai è stato sicuramente molto più appagante ed emozionante».

I pellegrini indiani sono tra i più numerosi; nel 2006, sono stati ben 157.000, secondi solo ai pellegrini provenienti dall’Indonesia. Per la prima volta, inoltre, le donne musulmane indiane potranno viaggiare senza ‘Mehram’, ovvero, il loro compagno maschio. «Sono stati organizzati alloggi e trasporti separati per queste donne in Arabia Saudita e le assistenti saranno schierate per il loro aiuto». Più di 1.300 hanno chiesto di poter viaggiare senza ‘Mehram’. Un grosso passo avanti. Le donne sopra i 45 anni che desiderano andare ma che non hanno un compagno maschio, possono viaggiare ora in gruppi di quattro o più, secondo la nuova politica dell’India.

I pellegrini, insomma, potranno scegliere tra l’utilizzo della rotta marittima o di quella aerea. Ma questo 2018 sarà anche l’anno delle grandi navi da crociera che salperanno da Mumbai, Kolkata e Kochi in vista della più grande assemblea annuale di fedeli delLa Mecca. Ogni nuova nave potrà ospitare circa 5000 pellegrini e coprirà la distanza tra Mumbai e Jeddah in soli 2-3 giorni. Quella magia avrà nuovamente inizio.

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