giovedì, Ottobre 1

India – Cina: un’ esercitazione militare navale aumenta le tensioni A partire dal prossimo 6 marzo, avrà luogo, al largo delle isole di Andaman e Nicobar, l’esercitazione militare navale “Milan”

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A partire dal prossimo 6 marzo, avrà luogo, al largo delle isole di Andaman e Nicobar, che si trovano nell’Oceano indiano orientale, tra la Baia del Bengala e il Mare delle Andamane, in una posizione strategica per contenere le forze navali cinesi, l’esercitazione militare navale “Milan”, a cui parteciperanno ben 23 paesi.  Secondo quanto reso noto dal portavoce della Marina Militare di Nuova Delhi, il capitano Dk Sharma, l’India, che ha ospitato già nove volte l’ esercitazione Milan a partire dal 1995, ospiterà unità navali da almeno 16 paesi nel durante gli otto giorni di manovre congiunte: tra i Paesi figurano l’ Australia, Malesia, Myanmar, Nuova Zelanda, Oman, Vietnam, Thailandia, Tanzania, Sri Lanka, Singapore, Bangladesh, Indonesia, Kenya e Cambogia. Oltre a questi, Sudafrica, Filippine, Mozambico, Brunei, Papua Nuova Guinea, Seychelles e Timor Est. Oltre ad esercitazioni navali, momenti sociali e sportivi per promuovere la collaborazione reciproca tra le diverse Marine. Il tema dell’edizione è l’ “Amicizia attraverso i mari” e tra gli appuntamenti più importanti, vi sarà il seminario “Alla ricerca di un buon ordine marittimo – La necessità di un apparato di condivisione delle informazioni ad ampio raggio”. Ad inaugurare la otto giorni, l’ammiraglio Sunil Lanba, capo di Stato maggiore della Marina indiana e presidente del Comitato dei capi di Stato maggiore.

Il quotidiano ‘Global Times’, espressione del Partito comunista cinese, ha sostenuto che l’ esercitazione «rischia di espandere le tensioni indo-cinesi dalla terra al mare e di costringere la Cina a preparare risposte militari». Infatti, nell’ ultimi mese, più di dieci navi militari di Pechino hanno attraversato l’ Oceano Indiano, in concomitanza con la crisi istituzionale che ha sconvolto le Maldive. Ma l’ attivismo militare non è stato confermato in modo ufficiale dal Ministero della Difesa di Pechino.

L’ impegno indiano nel mantenimento del controllo di ciò che avviene nell’ Oceano Indiano è stato confermato dal suo coinvolgimento in ampi consessi multilaterali come l’ Indian Ocean Naval Symposium (IONS) o l’ Indian Ocean Rim Association (IORA) o dalla sua partecipazione ad esercitazioni congiunte con altri Paesi.

Negli ultimi anni, c’è stata un’attenzione sempre più grande nei confronti delle sfide strategiche provenienti dall’ Oceano Indiano a cui ha tentato di rispondere con meccanismi che vanno dal Goa Maritime Conclave (GMC) alla politica di Nuova Delhi dell’ ‘East Act’ con i Paesi del sud-est asiatico.  In particolare, con la GMC l’ India ha posto sul tavolo la possibilità di condividere le informazioni del movimento del traffico commerciale e di intelligence dei movimenti marittimi nell’Oceano Indiano in tempo reale con 10 Stati litorali dell’Oceano Indiano, soprattutto in riferimento alla maggiore la maggiore presenza della Cina nella regione dell’Oceano Indiano.  «E ‘stato accolto molto positivamente» aveva commentato il capo della Marina Sunil Lanba al Conclave Goa Maritime. La Marina indiana ospita i comandanti della marina militare e mercantile di 10 paesi dello IOR al primo GMC per identificare le minacce comuni nella regione e sviluppare un meccanismo su come affrontarle.

L’India è nella posizione di essere un punto nevralgico, anche grazie al centro nevralgico della Marina per la sorveglianza e il monitoraggio costiero, il Centro di gestione e analisi delle informazioni (IMAC) situato al di fuori della capitale nazionale.

 

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